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Mariglianella, Privatizzazione dell’acqua, Alt la Fenice:” Il sindaco non ha rispettato il volere popolare”

L’associazione Alt la Fenice contesta la scelta dei sindaci espressa nella riunione con i vertici dell’ATO3 .

Il 27 ottobre 2012, presso l’Holiday Inn a Napoli, si è tenuta la riunione dell’ATO3 che doveva ratificare una serie di aumenti a carico del cittadino e a favore del cosiddetto socio privato (GORI). Da sempre l’Associazione A.L.T. (Ambiente-Legalità-Territorio) LA FENICE ha lottato, si è battuta, scendendo tra i cittadini e con i cittadini per riappropriarsi di uno dei beni comuni più importanti del pianeta e per il diritto alla vita, l’ACQUA. Ebbene. Come si sono espressi i Sindaci???? E il nostro Sindaco???? SCANDALOSO: Hanno e ha votato a favore!!!!! Alcuni dei quali delegando Barbati del Comune di Camposano (NA), si sono espressi a favore, quindi in netta contrapposizione con quanto uscito dalle urna degli scorsi referendum e contro i loro stessi concittadini!

Hanno così ribaltato la sentenza del TAR Campania che aveva bocciato gli aumenti decisi il 2 agosto 2011, e chiedere un abbuono di ben 157 milioni di euro alla Regione, che vanta crediti per circa 194 milioni di euro che ridurrebbe il dovuto ad appena 37 milioni, con un colossale sconto di 157 milioni interamente a carico dei cittadini, oltre ai circa 40 milioni già dovuti per il servizio di collettamento e depurazione. A fronte di tale riduzione dei crediti, Gori si impegnerebbe ad assorbire il personale dipendente degli impianti di depurazione siti nel territorio dell’Ato3, oggi ancora gestiti dalla Regione, cosa cui tra l’altro il gestore sarebbe già obbligato. Sostanzialmente, la Gori ha preso l’acqua dalla regione, l’ha rivenduta a noi che l’abbiamo pagata e ora pretende di non pagare il fornitore.

E non si venga a dire che il maxicondono è finalizzato a salvare i lavoratori della GORI e degli impianti regionali, utilizzati sempre più spesso dal privato come arma di ricatto nei confronti degli enti pubblici. I lavoratori sono i primi a subire le conseguenze di una gestione disastrata, sempre sull’orlo del baratro, e che non promette nulla di buono nemmeno per il futuro. Se si vogliono veramente tutelare i lavoratori e le loro famiglie l’unica soluzione possibile è chiudere l’esperienza GORI s.p.a. e trasferire lavoratori e impianti ad una nuova azienda pubblica consortile la cui gestione sia realmente trasparente, democratica e partecipata e che dia garanzie per il futuro dei lavoratori e garanzie di efficienza per gli utenti.

Ora chi pagherà secondo voi? Come sempre i ceti meno abbienti, i malati cronici, la scuola, i trasporti pubblici e tutto ciò che è sociale; premiando in questo modo una gestione fallimentare addossando ai cittadini più poveri i costi di una politica scellerata e che ora, apertamente disconosce i più elementari concetti di democrazia chiedendo ai meno fortunati, ai poveri di pagare per colpe non loro. Il nostro sindaco, primo cittadino, non ha rispettato e considerato il 63% dei cittadini di Mariglianella che si recarono alle urna per i referendum acqua pubblica… Prendete atto, prendete nota, fatene memoria e meditate….cari concittadini. E’ democratico solo l’esito delle elezioni, mentre il referendum non conta nulla.

Come la pensano tutti quelli che proteggono la Gori, dimenticandosi che le elezioni si possono “truccare” anche con metodi camorristici come il voto di scambio o pagandolo, mentre per un referendum, che è sempre espressione della maggioranza dei cittadini, non esiste questo sconcio. Qual è dunque l’espressione più democratica tra le due forme? Viva la democrazia….monarchica!!! A Mariglianella la stragrande maggioranza dei cittadini ha votato NO alla privatizzazione dell’acqua e quindi alla Gori Spa (voluta dal PD nei primi anni 2000). SINDACO, rispetti il volere popolare, il volere dei MARIGLIANELLESI!

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