Al vaglio dei sindacati l’indotto Fiat campano in difficoltà. Ieri intesa per il trasferimento in altre aziende degli addetti dell’impianto napoletano della Marelli. Ma i sindacati avevano chiesto l’arrivo di lavorazioni aggiuntive.
Piano occupazionale per l’indotto Fiat campano: 670mila euro di nuovi investimenti (ammodernamento delle linee e nuove attrezzature) per la Marelli di Napoli e un piano di ricollocazione in altre aziende per gli addetti dello stabilimento partenopeo, piombato in una grave crisi occupazionale e produttiva.
E’ il contenuto sostanziale dell’accordo sottoscritto nel tardo pomeriggio di ieri dalla Fiat e dai sindacati firmatari del contratto dell’auto. Nel documento d’intesa il Lingotto annuncia l’avvio di un piano di formazione finalizzato al potenziamento del trasferimento di personale in altre aziende campane dell’indotto automobilistico regionale. Finora è stata la sola Adler, azienda con sedi ad Ottaviano e Airola, a offrire la sua disponibilità ad accogliere manodopera Marelli. Ma per il momento i trasferimenti hanno coinvolto solo una ventina di tute blu.
Da qui la necessità di dare il via a un piano di ricollocazioni ben più consistente e che sia rivolto a un numero più elevato di imprese, quelle comprese nel piano di finanziamenti europei appena messi a disposizione dalla Regione. La situazione della Marelli di Poggioreale è estremamente delicata. I 700 addetti dell’impianto produttore di componenti plastici per i furgoni Ducato ruotano da quattro anni in cassa integrazione attorno a poche postazioni disponibili, poco più di un centinaio. Una carenza produttiva che costringe la stragrande maggioranza dei dipendenti dello stabilimento a lunghi periodi di inattività a zero ore.
La crisi della Marelli di Napoli è iniziata nel 2010, con la dismissione delle produzioni Alfa Romeo di Pomigliano, fabbrica a cui l’impianto napoletano inviava componenti plastici e serbatoi. Intanto per oggi è previsto l’incontro all’ufficio regionale del Lavoro per il rinnovo della cassa integrazione, che scadrà il 15 luglio. “Stiamo lavorando per convincere l’azienda a portare nella Marelli lavorazioni aggiuntive – riferisce Giuseppe Raso, della segreteria provinciale Fismic – intanto confidiamo nella riuscita del potenziamento del piano di ricollocazione”.
C’è però da registrare il segnale positivo dell’apertura, entro ottobre, del Wcl di Nola, inattivo da sei anni. Su questo argomento però la Fiom è molto critica: “Aprire con sole 60 postazioni per 300 addetti non risolve niente: gli operai del Wcl devono tornare a Pomigliano”.

