Una carrellata sulla raffigurazione di diversi Santi sulle tavolette votive dipinte che riempiono le sale e le pareti della piccola basilica vaticana. Anche quest’anno per il Lunedì in Albis Madonna dell’Arco sarà invasa dai battenti in processione.
Il lunedì di Pasquetta a Sant’Anastasia è una giornata intensa ed importante per i tanti fedeli che numerosi accorrono da ogni parte della Campania e dintorni e per partecipare alla manifestazione di fede e di tradizione popolare che si perpetra da oltre 500 anni: la processione del Lunedì in Albis dei fujenti o battenti, fedeli devoti alla Madonna dell’Arco.
Organizzati in squadre, i devoti fanno il loro ingresso dalla porta principale del Santuario della "Mamma dell’Arco", dove con alta reverenza le vengono chieste le "grazie". Tale straordinario rito si ripeterà puntuale anche quest’anno ed i fedeli potranno ammirare ancora una volta le bellezze della piccola basilica vaticana che raccoglie nelle sue sale e sulle pareti migliaia di ex voto d’argento ma soprattutto migliaia di tavolette votive dipinte, rappresentanti i miracoli ricevuti dagli offerenti, che costituiscono oltre la testimonianza della devozione un’interessantissima carrellata storica e di costume dei secoli trascorsi. Guardando attentamente gli ex voti pittorici, sui quali vengono rappresentati eventi miracolosi di cui la Vergine dell’Arco è mediatrice, si può notare la presenza di immagini anche di diversi Santi.
Com’è noto, l’ex voto rinvia ad un fatto concreto sempre negativo, da cui si deduce iconograficamente la diretta richiesta d’aiuto. La raffigurazione dell’avvenimento negativo occupa sempre tutta la parte centrale e lo spazio maggiore sulla tavoletta. In basso, invece, vengono riprodotti l’offerente ed altri personaggi; in alto i Santi protettori raffigurati così come appaiono nelle statue oggetto di culto nei santuari e che qui sono riprodotte come immaginette. A ciascun Santo è richiesto di guardare il devoto in funzione delle competenze riconosciutegli, oppure un’intera famiglia che può essere devota ad un Santo da più generazioni.
E così in diverse tavolette pittoriche votive realizzate con una tecnica molto semplice, appaiono tra gli altri S. Biagio, S. Ciro, S. Giuseppe, S. Vincenzo Ferrer, S. Antonio di Padova, S. Anna, S. Domenico, S. Michele, la Madonna del Rosario e San Nicola. Molto suggestive sono appaiono le narrazioni di alcune di esse. Nell’ex voto pittorico dove appaiono S. Ciro e la Madonna dell’Arco entrambi avvolti da nembo, ad esempio, viene rappresentata una camera da letto in cui cose e persone palesano un grave senso di abbandono e dolore: l’ammalata, pallida in volto, poggia reclinata la testa sul cuscino priva di forze, assistita dal padre, posto in piedi al lato del letto, e la madre, inginocchiata ai piedi del letto e con il capo chino su di esso. L’accenno della mano destra sul proprio viso rende evidente la sofferenza e la disperazione della donna. La tavoletta è olio su tela del XIX secolo.
Nell’ex voto pittorico del XVIII secolo dove vengono rappresentati S. Michele, S. Ciro e la Madonna dell’Arco circondati da unico nembo, viene rappresentato, invece, un uomo in costume popolare, ritto in piedi, che vomita sangue in un recipiente che regge con le sue mani. Del XX secolo è la tavoletta olio su compensato che raffigura S. Antonio di Padova, la Madonna dell’Arco e la Madonna del Rosario circondati ognuno da nembo. Qui viene raffigurato un camion a cui durante la corsa si apre lo sportello della porta di guida. Il conducente viene scaraventato fuori ma egli, invocando il nome della Madonna dell’Arco, si salva.
Il grande patrimonio degli ex voto del Santuario si pone come unico esempio nel contesto europeo: è per questo che in occasione del Giubileo del 2000 il Centro Studi Arco ha allestito un Museo della religiosità popolare per ospitare una mostra permanente della ricca collezione di tavolette votive ed ex voto di ogni genere. Tutti gli oggetti esposti sono forme di gratitudine, segni di riconoscenza per la grazia ricevuta da Dio, dalla Madonna o dai Santi.
(Foto tratta dalla rivista "La Madonna dell’Arco")

