Un racconto poetico. La storia della schiava sudafricana incontra le storie e i volti delle ragazze nigeriane, senegalesi, ghanesi, albanesi. Le schiave di oggi. In scena al Ridotto del Teatro Mercadante.
Nella settimana in cui si celebra la festa delle donne un’occasione di riflessione profonda. Un racconto poetico di una schiavitù reale che diventa simbolo di una condizione, quella della schiavitù, che attraversa i secoli e le distanze. La condizione di schiavitù che si pensa sempre così lontana ma che riaffiora in ricordi vicinissimi nel tempo e che si incontra la sera passeggiando nelle città indifferenti. Lo spettacolo, interpretato da Pamela Villoresi, è liberamente tratto da «Spedizione al Baobab» di Wilma Stockenstrom.
«Poema vegetale», come la traduttrice Susanna Basso lo definisce, il romanzo della scrittrice sudafricana bianca, Wilma Stockenstrom, che ha vinto numerosi premi tra cui, in Italia, il Grinzane Cavour, e da cui trae ispirazione lo spettacolo, è stato scritto nel 1981 in afrikaans.
Ed è bello notare che questo racconto di una schiava trovi parola nella lingua stessa di chi quella sofferenza ha causato, nella lingua gutturale e straniera dell’offesa.
Le memorie di una donna ridotta in schiavitù. Il suo desiderio di opporre resistenza ad una vita di violenze sono il punto di partenza dello spettacolo. Un poetico monologo dell’io narrante di una figura femminile della quale non si conosce il nome perché, commenta con amarezza: «pronuncio il mio nome e non significa nulla».
L’albero, il mitico e simbolico «baobab» in cui la vecchia schiava alla fine della sua vita si rifugia, l’accoglie e la protegge è il suo punto di riferimento, il confine spaziale e temporale tra un passato, dominato da confusione e terrore, e un presente in cui comincia a riprendere in mano i fili della sua esistenza.
Una riflessione che ci spinge a indagare sulla sottomissione psicologica e fisica, sulla schiavitù contemporanea che con nuove forme di costrizione continua a negare la libertà e la dignità umana. La messa in scena si muove su più piani narrativi, parole, immagini. La musica è eseguite dal vivo da musicisti africani, «Griot» chiamati a raccontare nuove e più amare storie, a cantare un solo grande «canto corale di libertà».
In occasione della festa dedicata alle donne, giovedì 8 marzo, ore 17.30 presso la Libreria Feltrinelli (Via S. Caterina a Chiaia, 23 Napoli) Incontro con Pamela Villoresi Intervengono Gigi Di Luca e Baba Sissoko Conduce Natascia Festa.
Teatro Mercadante, Sala Ridotto
1, 2, 3, 5, 8, 10, 11 marzo ore 21.00
4, 6, 9 marzo ore 18.00
Info 081 551 33 96 – info@teatrostabilenapoli.it

