Una sessantina di addetti alle vendite del gruppo francese dislocato nel Napoletano hanno incrociato le braccia per tutta la giornata di ieri: “Troppo stress e continue violazioni del contratto”.
“Non possiamo più lavorare bene, siamo sfiniti: i turni sono massacranti “. Ieri sono scesi in sciopero con questa motivazione gli addetti alle vendite di Leroy Merlin, il grande ipermercato dei casalinghi e del bricolage ubicato in località Cantariello, ad Afragola. Circa 50 dei 160 dipendenti dell’impianto di proprietà della multinazionale francese hanno deciso di incrociare le braccia per tutta la giornata. Hanno formato un presidio davanti all’ingresso della struttura commerciale. In loro soccorso sono giunti sul posto anche altri dieci dipendenti dell’impianto omologo di Giugliano, che si sono uniti alla protesta dei colleghi di Afragola.
Lo sciopero è stato organizzato dal sindacato di categoria Uiltucs-Uil, unico sindacato presente all’interno degli organici di Afragola. A ogni modo, nonostante l’adesione piuttosto considerevole allo sciopero, le attività dell’ipermercato sono proseguite regolarmente. Ma la Uiltucs ha annunciato di voler denunciare alle autorità competenti il presunto utilizzo di manodopera non dipendente per sostituire gli scioperanti. “Si – conferma Raffaele Guerra, rsa dell’impianto – stanno utilizzando anche promoter di altre ditte per sostituirci: lo denunceremo “. ” La direzione ha assunto un atteggiamento palesemente antisindacale stravolgendo l’organizzazione di lavoro – sostiene Emanuele Montemurro, della Uiltucs – qui – afferma il sindacalista – non vengono nemmeno rispettati i riposi previsti per legge, si resta nell’impianto anche per 12, 13 ore, compresi gli stacchi, mentre chi aderisce agli scioperi viene minacciato di perdere il posto attraverso lettere di contestazione scaturite da giustificazioni risibili”.
L’80 per cento della manodopera Leroy Merlin è in contratto full time da 40 ore settimanali. Il resto è in regime part time. Il full time prevede una paga media di 1300 euro al mese. “Questa è una scelta aziendale – aggiunge Montemurro – che viene da molto lontano e che paradossalmente fa si che l’azienda pretenda prestazioni che non sono da contratto. Intanto l’azienda non rispetta il contratto integrativo, che prevede la concertazione dei turni insieme ai rappresentanti sindacali e questo crea divisioni e sperequazioni tra i lavoratori attraverso la creazione di dipendenti di serie A e dipendenti di serie B”.
Il sindacato non si spiega questo comportamento “visto che Leroy Merlin ad Afragola è in attivo”. La Uiltucs aggiunge che “queste politiche il gruppo francese le sta attuando in Italia soltanto nel Napoletano e nel Barese”. “Dovremmo lavorare cinque giorni su sette – racconta Giuseppe Serrapica, da dieci anni all’interno della struttura afragolese – ma molto spesso ci chiamano al cellulare e ci chiedono di rinunciare al giorno libero. A volte c’è chi stacca alle nove di sera e riattacca alle sei del giorno dopo”. L’azienda intanto intende rilasciare oggi una serie di dichiarazioni allo scopo di spiegare la sua posizione.



