La scuola è un organizzazione complessa e in una società interculturale assume un ruolo significativo per valorizzare le richieste degli obiettivi di Lisbona 2020. Di Annamaria Franzoni
Nei principali paesi europei, i sistemi scolastici, sebbene diversamente articolati, presentano grande attenzione alla fase prescolare: in particolare in Danimarca si riscontrano quatto tipi di istruzione prescolare, gratuiti per le scuole municipali e sostenuti dal pagamento di una tassa per quelle private. Anche la Francia prevede un’educazione prescolare dai 2 ai 6 anni con un vero e proprio programma di insegnamento e indicazioni per gli apprendimenti, gratuita e facoltativa. In Finlandia, inoltre, è curata l’istruzione prescolare gratuita per tutti i bambini che abbiano 6 anni, con un contributo in base al reddito familiare per i bambini dalla nascita fino a 6 anni.
Nei Paesi Bassi, dove l’istruzione primaria inizia a 4 anni per divenire obbligatoria a 6 anni e presenta una frequenza del 99% .Il Regno Unito sta ampliando l’istruzione prescolare che, soprattutto per i bimbi dai 3 mesi ai 3 anni, è caratterizzata principalmente dall’apporto del privato. In Spagna fino ai 6 anni l’istruzione prescolare individua le proprie finalità nello sviluppo fisico, intellettivo, emotivo sociale e morale del bambino.
Mediamente i citati paesi europei si sono assestati su una media di dieci anni in riferimento all’obbligatorietà della frequenza, con l’eccezione del regno Unito che anticipa tra i 4 e 5 anni l’istruzione obbligatoria, anche se sono in cantiere diverse riforme in corso.
In riferimento alla istruzione superiore il ventaglio europeo si presenta maggiormente diversificato: di durata biennale o triennale, con calendari diversi, legati principalmente alle caratteristiche climatiche e talvolta, come in Finlandia, organizzati in corsi, invece che a classi.
Gli elementi comuni che caratterizzano,poi, la conclusione degli studi superiori in Europa sono “indipendenza, imparzialità e centralità”: ad esempio le commissioni d’esame in Francia e le prove sono decise a livello centrale laddove il titolo ha una connotazione prevalentemente conclusiva oppure quando l’esame è funzionale all’ammissione alle università come in Gran Bretagna o Spagna. Inoltre la composizione delle commissioni è guidata dal principio del “controllo indipendente” e le modalità che regolano la correzione dei compiti sono, in tutti i paesi a cui abbiamo fatto riferimento, tese ad assicurare il massimo dell’imparzialità.
La valutazione dei percorsi di istruzione e formazione sono ovviamente particolarmente complessi: ecco perché i diversi paesi europei stanno operando un confronto sulla validità dei del percorso virtuoso valutazione – miglioramento – qualità; da tale percorso, come si evince dal Rapporto Eurydice 2004 sulla scuola dell’obbligo in Europa, emerge infatti che i fattori facilitanti della crescita sono da ricercarsi nell’autonomia e nel dinamismo e che da essi, grazie ad una valida gestione delle risorse umane, può nascere una produttiva innovazione foriera di crescita culturale e formativa.
(Fonte foto: Rete Internet)

