Partiti all’alba con quattro pullman i lavoratori coop a rischio licenziamento. Obiettivo: il quartier generale della Unicoop di Livorno.
Lavoratori campani coi nervi a fior di pelle, uomini e donne, tanti i giovani, che per difendere il posto sono disposti a fare centinaia di chilometri. Proprio così: va in trasferta la protesta partorita dalla crisi in salsa napoletana. Stamane, alle quattro, alcuni pullman carichi di lavoratori degli ipermercati Ipercoop di Afragola, Quarto, Avellino e dell’Arenaccia partiranno dal piazzale dell’ipermercato dislocato nel centro commerciale Le Porte di Napoli. Obiettivo: manifestare davanti alla sede della proprietaria Unicoop, uffici dislocati lungo la superstrada che collega Grosseto a Livorno, a Vignale Riotorto.
I bus sono stati noleggiati dai sindacati di categoria, che per oggi hanno proclamato lo sciopero in tutta la catena regionale Ipercoop. A questo punto, dunque, è in forse l’apertura odierna degli ipermercati di Quarto e Avellino. Scontato invece il prolungamento della chiusura dell’ipermercato di Afragola, inattivo ormai già da una settimana a causa dell’astensione a oltranza messa in atto dai suoi 225 addetti, a rischio licenziamento. La tensione sale ogni giorno che passa. Non si sa infatti quali possano essere oggi in Toscana i reali obiettivi dei lavoratori napoletani, molte le donne, alcune delle quali sono separate e con figli a carico.
Sono 250 i licenziamenti annunciati dalla Unicoop. 225 riguardano l’ipermercato di Afragola, destinato alla dismissione, 18 quello di Avellino, 5 quello di Quarto e 2 il supermercato di via Arenaccia. La procedura di mobilità è scaduta il 13 settembre scorso, con il mancato accordo tra la Unicoop e i sindacati di categoria verbalizzato all’Ormel di Napoli, l’ufficio regionale del Lavoro. In quell’occasione i lavoratori e le lavoratrici di Afragola hanno bloccato per quasi tutta la giornata, fino all’orario di chiusura, l’Ipercoop dell’Arenaccia. Nei giorni successivi hanno paralizzato gli ipermercati di Quarto e di Avellino. Lunedi pomeriggio sono saliti sul tetto del centro commerciale Le Porte di Napoli, la grande galleria di negozi ubicata ad Afragola, di proprietà della stessa Unicoop, in cui si trova l’Ipercoop finito nel mirino dei tagli.
Intanto la chiusura per sciopero dell’ipermercato afragolese, una inattività che si trascinando da giovedi 12 settembre, sta dando tutta la misura di ciò che potrebbe accadere dopo la dismissione del grande negozio dislocato nell’enorme area commerciale di località Marchesa, accanto allo svincolo di Acerra del raccordo autostradale della Napoli-Roma. Qui ormai i circa 100 negozi che sopravvivono, bar, abbigliamento, calzature, ristoranti, pub, sono al collasso. “ E non sappiamo quanto potremo resistere ancora. Quel che è certo è che se l’Ipercoop chiuderà definitivamente saremo costretti anche noi a chiudere ”, la risposta di “rito” dei commercianti. L’area commerciale di Afragola è uno dei simboli della crisi dei consumi nel Mezzogiorno.
Qui negli ultimi due anni sono spariti il supermercato “Mandi” ( arredamento, casalinghi e prodotti elettronici ), “Cartorama” ( bricolage, ferramenta e utensileria ) e decine di altri negozi piccoli e medi che costituivano l’ossatura dell’economia di questa vasta area sorta tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del 2000. Un crollo determinato dal calo della domanda in particolare nel Mezzogiorno ma che, secondo quanto hanno più volte sostenuto molti addetti ai lavori, non sarebbe stato adeguatamente fronteggiato dalle aziende e dalle istituzioni locali e nazionali. Ora poi sono preoccupati anche i lavoratori di Auchan Campania. La trattativa sugli esuberi è stata sospesa: troppe divergenze tra azienda e sindacati.
(fonte foto: rete internet)






