“Impedite la vendita dei supermercati per garantire lavoro e legalità”, l’appello dei mille addetti degli impianti campani di Unicoop Tirreno ai segretari di Pd e Sel. Giovedì sera l’incontro al teatro Politeama.
“Egregi segretari, siamo i lavoratori della Coop, che vuole lasciare la Campania per cedere a un privato: vi chiediamo di difendere il lavoro e la legalità”.
E’ il messaggio, scritto in modo quasi familiare, di una garbata lettera che gli addetti dei cinque impianti campani della Ipercoop hanno consegnato giovedì sera direttamente nelle mani di Pierluigi Bersani e di Nichi Vendola, i segretari del Pd e di Sel giunti a Napoli in visita congiunta per il raduno politico, in vista del ballottaggio per le primarie, organizzato al teatro Politeama. “Sì, conosco il problema”, ha confermato Vendola mentre riceveva la lettera dalla delegazione di lavoratori e lavoratrici degli ipermercati di Afragola, Quarto, e Avellino e dei due supermercati di Napoli-Arenaccia e di Quarto.
662 addetti che si sentono minacciati da una non ancora ufficializzata cessione, da parte della capofila Unicoop Tirreno, del personale, dei mezzi e delle merci a un imprenditore del Casertano, arrestato un anno fa dalla guardia di finanza per bancarotta fraudolenta. L’incontro, avvenuto al termine della kermesse politica, è stato organizzato dal segretario regionale di Sel, Arturo Scotto. Anche Bersani ha ricevuto la missiva. “ Il segretario del Pd è stato gentile e disponibile ”, raccontano le cassiere Ipercoop che lo hanno incontrato.
Per prevenire la cessione degli impianti Ipercoop, considerata dai sindacati il primo passo della Unicoop verso l’abbandono della Campania e verso la progressiva chiusura della grande distribuzione cooperativistica campana, sono state organizzate finora da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil e Usb varie iniziative sindacali, tra cui la chiusura, sabato e domenica scorsi, della struttura dove ha sede l’Ipercoop, cioè dell’ipermercato ubicato nell’area di Afragola – Acerra.
“Ci rivolgiamo a Lei in quanto profondo conoscitore del mondo cooperativo – si legge in ognuna delle due missive consegnate ai rispettivi segretari – e perché vorremmo che Lei sia la voce delle nostre domande inascoltate. Negli ultimi anni – si aggiunge – la nostra cooperativa, la Unicoop Tirreno, ha fatto delle scelte che fino a oggi hanno dato solo segnali di abbandono del nostro territorio, con azioni non sempre lineari e soprattutto non coerenti con i principi stessi della cooperazione e, al contrario, vicine alle logiche aziendali che guardano solo al profitto”.
Quindi, il passo forse più importante della lettera: “In Campania si sta cedendo la Coop ad un privato in una sorta di franchising, dimenticando che la Coop non è un marchio, ma un valore”. Infine la denuncia di un “ dissesto finanziario voluto sostanzialmente per giustificare il ritiro dalla Campania”. Tutte posizioni che Unicoop ha seccamente smentito in un recente comunicato. Resta il fatto che i circa mille addetti di Ipercoop Campania non si fermano. Oggi in ogni impianto saranno effettuate sei ore di assemblea dei lavoratori. Non si sa quali possano essere le conseguenze di quest’ulteriore iniziativa. C’è chi, tra gli stessi lavoratori, sostiene che in questo modo uno degli ipermercati sarà costretto a chiudere nel primo pomeriggio.
Ma il fronte della mobilitazione nella grande distribuzione Campania è più ampio. Dopodomani, lunedì, a Casoria, consiglio comunale straordinario, alle 17, sulle vertenza ex Carrefour: 194 addetti rimasti senza lavoro e senza salario della cassa integrazione. Poco dopo, alle 19, fiaccolata in città organizzata dai parroci. Intanto stamane i lavoratori protesteranno nell’ipermercato Carrefour del centro Campania, a Marcianise.

