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Ipercoop di Afragola: un caso che ha preceduto Electrolux

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Dopo l’accordo del 2 gennaio si è insediata la newco di salvataggio che gestirà il taglio degli stipendi nell’ipermercato napoletano. I lavori per il ridimensionamento degli spazi partiranno il 4 febbraio.

Il caso Electrolux è giunto soltanto secondo. E’ stato in Campania, infatti, che le grandi aziende hanno posto per la prima volta i lavoratori italiani davanti al seguente dilemma: riduzione drastica degli stipendi oppure licenziamenti e chiusure. E siccome soprattutto a Napoli la paura di perdere il posto fa novanta i dipendenti della grande distribuzione commerciale Ipercoop hanno accettato, loro malgrado, il “baratto”. Il 2 gennaio i sindacati hanno firmato l’accordo per salvare l’ipermercato di Afragola: stipendi dimezzati e azzeramento degli scatti d’anzianità per non far sparire la grande struttura. Intanto ieri nell’impianto di località Marchesa, ubicato nel centro commerciale Le Porte di Napoli, si sono insediati i responsabili della newco, chiamata Campania Moderna Distribuzione, che gestiranno l’esperimento in chiave sottosalariale.

Esperimento che partirà lunedì prossimo: meno ore di lavoro e paghe drasticamente ridotte. Il piano punterà sul recupero della clientela popolare, sempre più allontanata dalla crisi. Lo ha ribadito, durante il primo incontro con i sindacati, Vladimiro Rapini, dirigente della bolognese Coop Adriatica e neo capostruttura della newco che attuerà il progetto di salvataggio dell’ipermercato di Afragola, 226 addetti. Il patto stipulato per questo impianto prevede la riduzione dell’orario di lavoro, per i circa 50 addetti a tempo pieno, da 38 a 25 ore e per i contratti a tempo parziale da 24 o da 22 ore a 20 ore. In soldoni il dipendente in full time perderà mediamente circa 400 euro lordi mensili.

Per i part time il salasso varierà dai 150 ai 200 euro lordi al mese. La differenza sarà coperta per due anni, fino al febbraio 2016, con gli ammortizzatori sociali messi a disposizione dall’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi. Dopodichè il nulla. Non è finita. La newco appena istituita dalla toscana Unicoop Tirreno e dalla emiliana Coop Adriatica darà il via ai demansionamenti, in particolare per i quadri di regia che non saranno interessati alla nuova organizzazione del lavoro, e all’azzeramento degli scatti di anzianità anche per gli addetti che hanno superato i cinquant’anni, cosa che creerà non pochi problemi sul fronte delle prospettive pensionistiche. Martedì 4 febbraio sarà contestualmente aperto un cantiere edile finalizzato alla riduzione degli spazi di vendita di Afragola dagli attuali 10mila a circa 4500 metri quadrati.

Al momento però non è ancora stato stabilito se l’inizio dei lavori comporterà la chiusura temporanea dell’ipermercato, come per esempio è accaduto, a luglio, per l’Auchan di Volla, poi affittato a un franchising Conad e riaperto a settembre. Ma tornando a Ipercoop Campania c’è un secondo accordo, quello per gli altri quattro impianti di Quarto, Avellino, Napoli-Arenaccia e Santa Maria Capua Vetere.

In questo caso non ci sono stati drastici tagli salariali, demansionamenti selvaggi o cassa integrazione. Ma è comunque di quelle lacrime e sangue la seconda intesa. Si parte sostanzialmente dalla contrattazione aziendale, i cosiddetti accordi di secondo livello: sono stati tutti revocati, a partire da domani. Questo comporterà per i quadri direttivi dei vari impianti, vale a dire per una minoranza della forza lavoro, un notevole ridimensionamento degli stipendi. Per la maggioranza dei dipendenti dei quattro ipermercati, che sono complessivamente circa 430, non si agirà direttamente sul fronte delle retribuzioni attuali.

C’è però un punto dolente anche qui: per tutti saranno azzerati gli scatti di anzianità. E nell’iper di Avellino è previsto il contratto di solidarietà . C’è però chi non accetta le nuovi condizioni: proprio ad Afragola 22 addetti si sono dimessi. “A ogni modo abbiamo salvato posti e ipermercati e per questo dobbiamo ringraziare anche i sindaci di Afragola, Casalnuovo e Acerra”, afferma Giuseppe Pezzella, commesso e delegato sindacale.
(Fonte foto: Rete internet)

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