Un insegnante riconosciuta responsabile dalla Cassazione per un infortunio occorso ad una sua alunna durante la lezione di educazione fisica, è stata condannata dalla Corte dei Conti al risarcimento di euro 3.998.417,50 €, oltre interessi legali.
Nel corso di una lezione di ginnastica, tenuta dall’insegnante in un l liceo,un’alunna nell’eseguire un esercizio ginnico , si era gravemente infortunata , perdendo l’uso delle gambe. Nel giudizio civile i giudici accertavano l’incompetenza dell’insegnante sia perchè era il primo giorno di lezione, sia perchè si trovava ad una distanza tale ,dal luogo di esecuzione dell’esercizio ginnico, che non le permetteva di intervenire per evitare il danno. Infatti la Cassazione ha ritenuto una gravissima negligenza dell’insegnante quella di porsi ad una distanza che si è rivelata, purtroppo decisiva nella dinamica dell’evento
In sede difensiva l’insegnante ha sostenuto che l’esercizio non presentava particolare difficoltà , nè richiedeva specifiche competenze tecniche,per cui l’evento era da considerare imprevedibile. La cassazione , invece, ha ravvisato nella distanza eccessiva tra l’insegnante e l’alunna una delle cause principali del danno subito dall’alunna.
Per il danno subito dalla ragazza, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca veniva condannato a pagare 3.998.417,50 euro.
Secondo i Giudici “si tratta di una tipica fattispecie di “danno indiretto”, il cui momento genetico va ravvisato, nella fattispecie, in quello del pagamento, eseguito dall’Amministrazione statale a fronte di un giudicato civile di condanna per il comportamento di un proprio dipendente, lesivo di un interesse del terzo patrimonialmente valutabile”.
La Corte dei Conti, sezione Lazio, n. 751/2014 del 28 ottobre, in virtù del giudizio civile, ha ritenuto sussistere i presupposti per la responsabilità erariale della professoressa che dovrà risarcire fino all’ultimo euro lo Stato.

