Clamoroso ripensamento del responsabile regionale all’ecologia, che in un’intervista televisiva riconferma la decisione di inviare le eco balle nel termovalorizzatore di Acerra. Ora i comitati vogliono tornare a bloccare il termovalorizzatore.
Gli acerrani si sentono presi in giro dalle istituzioni e preparano un nuovo assedio all’inceneritore. Sono state le dichiarazioni dell’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano, rilasciate ieri al tg3 della Campania, a innescare nuovamente una tensione che sembrava essersi stemperata grazie allo scioglimento del picchetto deciso mercoledì sera dai comitati, dopo tre giorni consecutivi di blocco del termovalorizzatore.
“Faremo ulteriori verifiche – ha dichiarato Romano – ma se le ecoballe di Eboli saranno in regola finiranno nel termovalorizzatore. L’Unione Europea – ha aggiunto l’esponente della giunta Caldoro – ci impone di smaltire quei rifiuti parcheggiati negli stoccaggi: in assenza di pericolo saranno bruciati ad Acerra”. Parole che secondo quanto sostenuto nella città del termovalorizzatore contrastano in toto con l’esito del tavolo tecnico tenuto l’altro ieri a Napoli. Riunione a cui hanno partecipato, tra gli altri, il dirigente dell’assessorato regionale all’ambiente, Gerardo Chieffo, il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, i comitati ecologisti, le mamme coraggio, gli studenti.
“Chiederemo al sindaco – avverte Alessandro Cannavaciuolo, 27 anni, uno dei leader ambientalisti di punta ad Acerra – di rispettare la promessa che ci ha fatto mercoledì sera e cioè che in caso di mancato rispetto di quanto deciso da Romano si sarebbe messo davanti ai camion zeppi di rifiuti con la fascia tricolore sul petto”. Fino alla tarda serata di ieri si sono moltiplicate le riunioni dei rappresentanti dei vari gruppi locali che hanno bloccato per tre giorni e tre notti il termovalorizzatore, dalla serata del 2 novembre a quella del 5 successivo.
“In effetti – spiega Virginia Petrellese, del comitato Donne 29 agosto – non abbiamo avuto il verbale del tavolo tecnico tenuto in assessorato per cui al momento possiamo solo fare riferimento al comunicato stampa di Romano e alle successive dichiarazioni rilasciate alla Rai. Bisognerà insistere sul fronte del Comune”. Ieri pomeriggio le donne del comitato “Mamme coraggio di Acerra ” si sono recate in municipio per chiedere chiarimenti al sindaco. Dal comune è giunta la risposta che “ al momento fanno fede unicamente i comunicati della Regione, in base ai quali le eco balle di Coda di Volpe non verranno più ad Acerra per essere bruciate”.
Intanto il sindaco Lettieri rivolge un appello al presidente della giunta regionale, Stefano Caldoro, finalizzato alla creazione di una cabina di regia per Acerra in grado di fermare l’installazione di altri impianti inquinanti nel territorio e di avviare lo screening sanitario della popolazione. Ma in questo momento a tenere banco è la polemica sulle eco balle. Nel comunicato emesso dopo il tavolo tecnico del 5 l’assessore regionale Romano ha parlato di blocco del trasferimento nell’inceneritore dei rifiuti dal sito di stoccaggio di Coda di Volpe. Cosa che ha fatto innescare un effetto a catena della notizia, con una raffica di annunci inneggianti a una presunta “vittoria dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità di Acerra”.
Ora però la tensione sale di nuovo insieme al rischio che il tentativo di bloccare una seconda volta l’impianto brucia rifiuti possa stavolta far scaturire un duro scontro sul campo con le forze dell’ordine. Polizia e carabinieri sono infatti nella fase tipica da massimo stato di allerta. Da queste parti c’è la convinzione diffusa che non sarà tollerato un altro picchetto. Il primo, quello conclusosi mercoledi, è bastato da solo a bloccare l’intero sistema di smaltimento dei rifiuti, soprattutto a Napoli e provincia. Dappertutto i cassonetti tracimano mentre la rabbia di Acerra monta nuovamente.




