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Inceneritore di Acerra. Il Governo non risponde alle domande dei penta stellati

Il 9 settembre il Tg3 annuncia che le cosiddette ecoballe stoccate ad Eboli verranno bruciate nell’impianto A2A di Acerra.

L’oncologo Antonio Marfella dell’Isde di Napoli e difensore civico dell’Assise di Palazzo Marigliano a Napoli, spiegò in poche parole, perché l’inceneritore di Acerra sarebbe stato un danno all’ambiente e alla salute dell’uomo.

"Queste tecnologie sono obsolete ormai in tutta l’Europa – disse Marfella – che si è data indirizzi di legge precisi volti a rispettare il protocollo di Kyoto e quindi ad eliminare qualunque tipo di impianto più o meno inquinante come gli inceneritori, che in ogni caso aumentano anziché diminuire la produzione di CO2, oltre che cancerogene diossine". La costruzione dell’inceneritore di Acerra ha avuto inizio nell’agosto 2004, progettato con una vecchia tecnologia “a griglia” che consente di incenerire qualsiasi rifiuto, anche integro e non trattato.

L’inceneritore, nonostante ciò, è entrato in esercizio provvisorio il 26 marzo 2009, al momento dell’inaugurazione, però, l’impianto non era stato ancora terminato (era terminata la costruzione solo della prima linea, la seconda è stata messa in funzione il 2 maggio 2009 e la terza l’8 maggio 2009), ma ancor più gravemente non era stato sottoposto a collaudo tecnico. Questo è avvenuto solo nel luglio 2010 e in modo parziale; infatti, in data 16 luglio i tecnici riscontrando che non vi erano tutti gli impianti di controllo e monitoraggio previsti dall’AIA specificava che essi sarebbero stati “oggetto di collaudo separato”. Tanti i sopralluoghi, ma nessuna sospensione dell’impianto è stata disposta e nessun procedimento è stato aperto.

Dopo circa dieci anni, il giorno 10 settembre il governo ha risposto all’interrogazione parlamentare depositata lo scorso 6 febbraio dalla Commissione Ambiente del Movimento Cinque Stelle, proprio quando qualche giorno prima il Tg3 annunciava che le cosiddette ecoballe stoccate ad Eboli verranno bruciate nell’impianto A2A di Acerra. "Tra i quesiti al primo posto chiedevamo se il governo fosse a conoscenza della decisione di incenerire ad Acerra le ecoballe di Impregilo, attività disposta dalla Regione Campania, sulla base di parere tecnico, in evidente stato di conflitto d’interessi, rilasciato dalla stessa A2A, società che gestisce direttamente l’inceneritore stesso" spiega Paola Nugnes capo gruppo dei penta stellati.

"Un atto gravissimo, contrario a tutte le attività di studio sul problema finora condotte e mai smentite, ma anzi confermate – continua la Nugnes – dall’esito del tentativo compiuto nel 2005 quando si provò a bruciare alcune eco-balle nell’inceneritore di Terni, cosa che causò gravi emissioni in atmosfera di sostanze radioattive che determinarono l’istantanea chiusura dell’impianto e la sospensione dell’impianto e la sospensione dell’attività".

"Quello che si sta mettendo ora in atto, cambiando solo sulla carta il nome alle cose, pone seriamente a repentaglio la salute dei cittadini campani – prosegue la Nugnes – Dobbiamo tener conto che gli elementi normativi e giudiziari hanno dimostrato che i materiali contenuti nelle ‘balle’ non sono a norma. Non una parola il Governo ha espresso in merito a questo aspetto".

"L’inceneritore di Acerra fu progettato e costruito per bruciare unicamente Combustibile da Rifiuti a norma del decreto Ronchi, secondo quanto stabilito nel parere di compatibilità ambientale VIA del 9 febbraio 2005 – prosegue la capogruppo in Commissione Ambiente Senato per il Movimento 5 Stelle- Parere Via, ricordiamolo, non favorevole e che fu rilasciato con ben 27 prescrizioni, mai realmente attuate. Il Governo oggi ci risponde che dei miglioramenti furono realizzati a cura del servizio della Protezione Civile tra il 2010 e 2011, ma di questi interventi, nonostante le nostre reiterate richieste sull’AIA agli uffici tecnici della regione e dell’A2A , non abbiamo avuto alcun riscontro!".

"Su questo aspetto specifico stiamo preparando un ulteriore specifica richiesta di accesso agli atti al Ministero – prosegue Nugnes chiosando: "I conflitti d’interessi non si fermano qui. Il governo afferma ancora nella sua risposta che le analisi di compatibilità del rifiuto contenuto nelle balle stoccate sono state condotte da, un non meglio specificato, Tecnico abilitato, che avrebbe attestato con una relazione la composizione chimico fisica del rifiuto". "Riteniamo a ragione che questo tecnico come dichiarato dall’assessore regionale Romano tramite organi di stampa sia un tecnico dell’A2A , affermazione non smentita dal governo nella sua risposta" denuncia la Nugnes.

"Anche queste analisi sono oggetto della specifica richiesta di accesso" conclude la parlamentare che biasima poi come il Governo abbia bocciato il progetto di "Distretto del Riciclo" proposto dal Movimento 5 Stelle. "Sorge il sospetto che il governo non abbia neanche guardato il progetto visto che dichiara testualmente nella sua risposta che esso prevede una ‘valorizzazione energetica’ dei rifiuti contenuti nelle eco-balle, concetto totalmente lontano e contrario alle nostre proposte progettuali".
(Fonte foto: Rete Internet)

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