Ieri terza puntata della tenzone tra il sindaco di Pomigliano e i volontari democratici impegnati nel risanamento del boschetto del rione della ricostruzione: da oggi non potranno più entrare nel parco.
Dopo le denunce e un tentativo di sgombero prosegue la tenzone tra il sindaco di Forza Italia, Raffaele Russo, e i militanti del Partito Democratico. Ieri c’è stata la terza puntata di questa telenovela in salsa politica tutta locale: Russo ha emanato un’ordinanza di chiusura del parco che i volontari del Partito Democratico stavano ripulendo, il parco Nicholas Green. Il sindaco ha infatti inibito l’accesso all’era verde del rione della ricostruzione per chiunque, compresi quindi i militanti della ” Brigata Felice Sodano “, organismo sorto in seno al Pd di Pomigliano, giovani che, armati di scope e rastrelli, stanno lavorando al risanamento dell’area abbandonata.
L’ordinanza spunta dopo che la polizia municipale aveva denunciato i volontari democratici sabato scorso, non appena erano iniziate le operazioni di ripristino del parco. Reato contestato: invasione di patrimonio pubblico. Poi però i caschi bianchi sono tornati alla carica, martedì scorso. Obiettivo: sgomberare i volontari dall’area verde. Obiettivo che però non è stato centrato. Le donne della 219, inviperite, sono infatti scese dai palazzi e si sono piazzate davanti all’ingresso del parco, impedendo di fatto le operazioni di sgombero. Ieri, quindi, la decisione del sindaco Russo di emanare l’ordinanza: ingresso nel parco interdetto ” fino a quando non siano ripristinate all’interno le condizioni di sicurezza”.
Nel suo comunicato il primo cittadino non ha risparmiato frecce al curaro nei riguardi nel Pd, capeggiato dall’ex sindaco della città, Michele Caiazzo, anche lui all’opera nel repulisti dell’area verde e anche lui denunciato dai vigili sabato scorso. “Sono inaccettabili – scrive Russo – le strumentalizzazioni politiche da chi ci ha lasciato una città con le periferie prive dei servizi primari e con il centro in uno stato di completo degrado”.
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