Approvate le nuove linee guida per l’accesso agli ammortizzatori sociali in deroga della Campania, per l’anno 2013. I lavoratori ‘precari’ Fiat temono di non essere compresi nei casi considerati da queste linee guida.
Su proposta dell’assessore al Lavoro e alla Formazione della regione Campania sono state approvate, a febbraio, le nuove linee guida per l’accesso agli ammortizzatori sociali in deroga della Campania, per l’anno 2013.
Le linee guida sono il frutto dell’impegno del tavolo istituzionale regionale, promosso dall’assessorato al Lavoro per dialogare con le parti sociali. Le principali novità apportate dalle nuove linee guida regionali riguardano i percettori: i destinatari possono essere lavoratori subordinati, compresi gli apprendisti, con anzianità di servizio di almeno 90 giorni presso l’azienda richiedente, aventi la qualifica di operai; lavoratori equiparati o intermedi; impiegati; lavoratori quadri. Le aziende beneficiarie dei trattamenti saranno suddivise in due tipologie: quelle per cui è già prevista la concessione ordinaria di ammortizzatori sociali e quelle che non ne sono ordinariamente destinatarie e che prima non potevano usufruirne o accedervi.
L’intero sistema sarà gestito attraverso procedure informatiche allo scopo di velocizzare l’iter amministrativo, monitorarne andamento ed esiti e facilitare il sistema di controllo. Indubbiamente l’approvazione di queste linee guida per l’accesso agli ammortizzatori sociali in deroga rappresenta una notizia positiva per i lavoratori della Campania. E’ chiaramente condivisibile l’obiettivo di frenare gli effetti della crisi sul mercato del lavoro regionale e il proposito di mantenere quanti più lavoratori possibili nel sistema produttivo, soprattutto per l’eccezionalità dell’attuale situazione economica. Come, del resto, sono, poi, positive le innovazioni inerenti l’ampliamento della platea dei potenziali percettori dei trattamenti come gli apprendisti e i lavoratori impiegati tramite le agenzie di lavoro in somministrazione.
Ma, a mio avviso, questo provvedimento deve essere anche con celerità integrato per gli aspetti che riguardano la politica attiva e la formazione. Gli ammortizzatori sociali intesi e attuati solo come erogazione di denaro in sostituzione delle retribuzioni non sono più sufficienti e potrebbero non aiutare lavoratori e imprese alla ripresa dell’occupazione. E’ la formazione la chiave per mantenersi al passo con le esigenze delle economie attuali: per la competitività delle aziende e per la professionalità delle maestranze. Sarà altresì necessario anche che la Regione, per favorire la rioccupazione dei lavoratori destinatari degli ammortizzatori sociali, s’impegni ad adottare i provvedimenti necessari a sostenere un accesso agile di cittadini, imprese e altri operatori ad informazioni, dati e servizi per migliorare l’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e il raccordo con il sistema delle imprese, dell’istruzione, della formazione e delle politiche sociali.
Bisogna, inoltre, evidenziare che tale provvedimento marca un cambio di passo delle politiche regionali del lavoro. C’è una chiara volontà di calibrare le politiche passive con quelle attive. E questo provvedimento accompagnerà migliaia di questi lavoratori già impegnati in percorsi di riqualificazione professionale. Tuttavia occorre, a mio avviso, attivare specifici strumenti per avviare iniziative territoriali finalizzate al rientro al lavoro dei cassintegrati, alla salvaguardia dei livelli occupazionali e alla costruzione delle condizioni per lo sviluppo. A Pomigliano la situazione dei lavoratori è, però, ancora tragica.
Oltre ai 1400 cassintegrati ancora fuori dalla fabbrica ci sono altri lavoratori precari che attendono e che rischiano di perdere qualsiasi sussidio. I lavoratori ‘precari’ Fiat temono di non essere compresi nei casi considerati da queste linee guida. Infatti, nel loro caso specifico – 30 lavoratori con contratto a termine e 53 apprendisti, in mobilità fino al 31 dicembre 2012 – la possibile proroga non sembra prevista; così rischiano di rimanere senza ammortizzatori per l’intero 2013. La motivazione data dagli uffici della regione Campania è che hanno già superato il periodo di concessione della mobilità in deroga. Per venire incontro alle difficoltà di questi precari, come già in passato, ci stiamo attivando come chiesa,per sensibilizzare l’assessore regionale al Lavoro sulla questione. Più di 80 lavoratori non avrebbero più aiuti per sostenere le loro famiglie. Un altro dramma nel dramma. “Dum Romae consulitur…”.

