Allagamenti ovunque dopo le prime consistenti piogge autunnali. Dappertutto sono emersi problemi di mancata manutenzione o d’insufficienza complessiva delle fogne. Intere comunità rimaste isolate.
Ieri sera il maltempo ha messo in ginocchio rapidamente Napoli e provincia. Sono rimaste allagate Acerra, Afragola, Frattamaggiore, Caivano, Cardito, Casandrino e Grumo Nevano. In pochi minuti l’area nord della provincia si è trasformata in una sorta di Venezia iperdegradata e alluvionata.
Lo spettacolo più inquietante si è avuto a Mergellina dove un’enorme chiazza marrone ha invaso il mare offrendo uno spettacolo raccapricciante. Alcuni residenti temono che qualcuno abbia approfittato del brutto tempo per scaricare liquami di ogni tipo senza essere scoperto. Intanto situazione terribile nell’area settentrionale della provincia. Caivano in molti punti è stata sommersa da oltre un metro d’acqua. A Quarto le auto sono state bloccate dai rifiuti, trascinati da un’ondata di piena dei liquami. Ma anche Acerra, Afragola, Frattamaggiore, Cardito, e Grumo Nevano hanno fatto registrare situazioni insostenibili.
“Ci domandiamo – criticano Francesco Borrelli e Gianni Simioli, della Radiazza, che in queste ore hanno tenuto contatti costanti via web con le comunità più colpite dagli allagamenti – se la Protezione Civile regionale sia cosciente dello stato in cui si trovano i nostri territori e se il Presidente della Regione invece di promuovere condoni e nuove edificazioni non ritenga più opportuno utilizzare risorse pubbliche per mettere in sicurezza il territorio distrutto dal dissesto idrogeologico e dall’abusivismo edilizio”. Durante gli allagamenti è stato raro poter avvistare mezzi di soccorso pubblico. Ancora una volta tutto è affidato al destino nello sfortunato hinterland napoletano.
(>Fonte foto: Rete Internet)

