A pagare, come spesso accade in queste occasioni, saranno i più deboli. Coloro che nella società hanno la sfortuna di non potere imporre la propria voce.
È sempre lei, si chiama Spending Review, ed è la spada di Damocle che pende sui più deboli. Dopo la dichiarazione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio “>pensiamo ai 12 miliardi sulle pensioni di invalidità e accompagnamento spesi dall’INPS: hanno dei picchi in alcune zone totalmente inspiegabili, se non con il fatto che ci siano degli abusi. Per garantire controlli, equità ed evitare abusi applicheremo l’ISEE“, c’è molta paura tra chi vive, ovvero sopravvive, con un assegno di invalidità.
Insomma, nel mirino del Governo Renzi, un po’ come accadde già in quello Berlusconi dove al Ministero dell’economia sedeva Giulio Tremonti, entrano gli sprechi sulle pensioni di invalidità.
Infatti, per non perdersi in chiacchiere ed apparire subito concreto, è questa in sintesi della missione di Matteo Renzi, è stata immediatamente diffusa una tabella che espone senza equivoci l’intenzione del suo Governo: “>tra le proposte per la revisione della spesa 2014-2016, compaiono, tra le varie voci di risparmio previste, sotto la categoria “Riduzioni trasferimenti inefficienti”, prova reddito per indennità accompagno e abusi pensioni di invalidità“.
Secondo gli analisti, entro il 2016, questa manovra che si porterà dietro parecchie conseguenze dovrebbe offrire un risparmio di circa 1,5 miliardi di euro.
Ileana Argentin, deputata Pd, in merito a quanto descritto fino a questo punto si è così pronunciata: “>Il portavoce del sottosegretario Delrio mi ha confermato che il governo non toccherà le pensioni d’invalidità, ma ha in mente una battaglia ai falsi invalidi“.
Con altrettanta preoccupazione, attraverso una nota parecchio amara firmata dalla responsabile alla disabilità, Nina Daita, la Cigl ha affermato quanto segue: “>Bisogna smetterla di accanirsi contro la disabilità. La ‘svolta buona’ che questo governo vuole rappresentare deve partire anche da qui, mettendo fine alla campagna di accanimento contro i disabili“.
Poi, continuando nella sua dichiarazione, la dirigente sindacale ha così concluso: “>Come tutti i governi che lo hanno preceduto – prosegue la dirigente sindacale -, anche questo non brilla per fantasia: ancora una volta si vuole partire dai più deboli e dalle solite battute sui falsi invalidi, che non colpiscono più nemmeno l’opinione pubblica. Gli interventi che si prospettano sul mondo della disabilità producono il solo risultato di generare una enorme angoscia nei disabili e nelle loro famiglie, già pesantemente penalizzati dalla vita stessa. Andrebbe però chiarito, ancora una volta, che l’indennità di accompagnamento è legata all’invalidità e non alla povertà, ecco perchè non è legata al reddito“.
Essere disabili è già di per se una sofferenza che viene vissuta nel privato con non poche difficoltà, psicologiche ed umane. Se poi anche lo Stato, attraverso le sue azioni di politica economica, mette in condizione il disabile di sentirsi un peso per la collettività, una difficoltà di cui liberarsi, stiamo andando tristemente in una direzione sbagliata. Si va nella direzione dell’eliminazione umana.
(>Fonte foto: Rete internet)






