Esposto all’Ispettorato del Lavoro e all’Inps da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl: “operai in cig ma produzioni che continuano con gli esterni”. Intanto la Unilever è pronta a trasferire all’estero gli storici prodotti cornetto e magnum.
I sindacati denunciano l’Algida: “La fabbrica è chiusa e gli operai sono in cassa integrazione ma dentro si lavora lo stesso, con le ditte esterne”. Dunque, si fa sempre più incandescente la situazione all’Unilever di Caivano, la fabbrica di gelati Algida dove per la prima volta nel mondo è stato prodotto il mitico cornetto. Dal 3 novembre lo stabilimento è chiuso per volontà della multinazionale nordeuropea proprietaria della grande fabbrica ubicata in località Pascarola. Riaprirà ai primi di gennaio.
I mille addetti, compresi i circa 150 dell’indotto, sono tutti in cassa integrazione a zero ore, a casa. Ma le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl ieri hanno denunciato l’azienda. ” Tengono i lavoratori a casa, in cassa integrazione – denunciano i sindacati nell’esposto inviato all’Inps e all’Ispettorato del Lavoro – ma dentro l’impianto si lavora lo stesso: l’azienda sta utilizzando ditte esterne “. Allarme anche sul fronte dei prodotti di eccellenza. Dal 2015 la Unilever, riferiscono sempre i sindacati in un comunicato stampa, taglierà circa 20 milioni di litri di produzione di gelato, tra le quali quelle del Cornetto e del Magnum, produzioni che saranno trasferite negli impianti tedeschi e inglesi. ” Intanto a preoccuparci – dichiarano Ricci, Buonaguro, Vitiello, Figlioli, rispettivamente segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl di categoria – è quest’ ulteriore riduzione di produzione: si approderà a uno scenario con meno turni di lavoro e meno addetti a inizio anno. Il sito di Caivano per bocca del management – aggiungono i sindacalisti – è oramai proiettato a posizione di retroguardia dopo gli stabilimenti della Germania e dell’Inghilterra. Costo del lavoro eccessivo e competitività persa nei numeri e nelle finanze. Poi dicono che siamo troppi, che costiamo troppo e che siamo troppo lunghi “.
Per quanto riguardala denuncia inoltrata alle autorità competenti i sindacati aggiungono che ” l’Unilever a Caivano si sta avvalendo di centinaia di lavoratori di “ditte terze ” e che ” lo prova ciò che sta succedendo ad esempio nel servizio di portineria, in altre parole il primo accesso per gli esterni, “vetrina” per tutti quelli che devono accedere in azienda, a vario titolo: è stato affidato a esterni quando i dipendenti diretti, addetti al servizio, sono in cassa integrazione!!! “. Quindi l’avvertimento alla multinazionale: ” Se sono queste le premesse e l’azienda, invece di rendere il sito competitivo “tagliando” dove si dovrebbe, vorrà intervenire solo sulle maestranze annunciamo sin da ora un inizio di gennaio a colpi di scioperi”.

