sabato, Giugno 20, 2026
31.3 C
Napoli

I GIORNI DEL LACRYMA CHRISTI

Adv

Quest”anno, con la quarta edizione di Vesuvinum, l”omaggio alla civiltà vesuviana l”ha fatto non solo il vino ma anche l”olio del Vesuvio. Di Carmine CimminoTra il 9 e l’11 settembre si è tenuta la quarta edizione di Vesuvinum – I giorni del lacryma Christi. La manifestazione si è svolta nel Palazzo Medici di Ottaviano. Per favore, non chiamatelo castello. Non è un castello. Conservò i tratti di luogo fortificato fino alla metà del ‘700, allorché Giuseppe II Medici, raffinato musicista, capo di una loggia massonica, fratello maggiore del cavalier Luigi, chiese a un architetto allievo del Sanfelice di trasformare il tetro fortilizio in un “luogo“ incantato, in cui si fondessero armoniosamente i modelli del palazzo di città e della “villa“ vesuviana, i valori del paesaggio e le funzioni di un centro amministrativo, che nel 1830 controllava con rigore il “dare“ e l’ ”avere“ per centinaia di moggia di vigneto selezionato, per le masserie in Puglia e in Calabria, per decine di bassi e di botteghe dati in affitto nel centro di Napoli.

E l’allievo del Sanfelice fece il miracolo: ancora oggi le pietre si imbevono di luce in un gioco di riflessi vermigli e, a guardarlo da un certo punto di via valle delle Delizie, il palazzo appare essenziale nel paesaggio, nota necessaria nel ritmo delle linee e delle masse che vanno a costruire la montagna, alta sul respiro del verde. Non chiamatelo castello: lo so, castello fa colore, suggerisce storie di guerre di camorra, soprattutto a chi ha visto certi film. Chiamatelo palazzo.

Quest’anno l’omaggio alla civiltà vesuviana l’ha fatto non solo il vino, ma anche l’olio: lo straordinario olio del Vesuvio, che venne celebrato dal Frojo, e che Vincenzo Ambrosio, patron di Villadora, sta riportando all’antico fasto: e non è solo un modo di dire: perché è un olio fastoso, nobile, ricco, anche superbo, ma generoso, perché si mette sempre al servizio dei sapori, e se sono sapori fiacchi li irrobustisce, e se sono sapori, diciamo così, sbrigliati, li mette in riga. È un olio magistrale. Vincenzo Ambrosio sta difendendo con i fatti, con l’impegno, con intuizioni geniali la vesuvianità: ha rispetto dei luoghi e ha rispetto del suo essere imprenditore vesuviano.

Albertino Capasso e Giuseppe Aliberti, sommeliers di passioni enologiche, hanno illustrato con cristallina chiarezza a fortunati visitatori le virtù, il carattere e il temperamento del vino Catalanesca. Che è, a parer mio, un vino da meditazione: si accompagna al silenzio, ai pensieri, e ai ricordi richiamati in superficie con l’aiuto di una caponata e del pane cuotto. Somma, Ottaviano e Sant’Anastasia potrebbero costruire intorno al catalanesca un vero e proprio festival della filosofia lungo i sentieri del Parco. Per fortuna, la filosofia non inquina: e dunque per i permessi non ci dovrebbero essere problemi. Nello spirito dell’innovazione Michele Romano, presidente dell’associazione Strada del vino Vesuvio, ha attrezzato un ristorante: in quella che fu la scuderia del Palazzo.

Qui riposavano i cavalli persano e i purosangue arabi, che furono, con il vino e il teatro, una passione dei Medici. Nel ristorante sono stati serviti, venerdì e sabato, a cura dell‘AIRAV (associazione ristoratori e albergatori vesuviani ) menu tipici delle nostre terre. Sabato sera il cuoco ha spiegato ai convitati che è possibile coniugare estro e tradizione, anche perché i piatti fondamentali e archetipi della cucina nostra sono come il nostro carattere, e il nostro carattere è come la punta dei giavellotti che usavano i legionari di Cesare: flessibile intorno a un nocciolo duro. Il cuoco la lezione l’ha impartita non con le chiacchiere, ma con i piatti, e, in particolare con il fagottino di crèpes con tagliolini alle verdurine su passatina di pomodoro del piennolo. Molti vezzosi diminutivi per un piatto dal sapore pieno, rotondo, sferico, in cui la passatina di pomodoro dettava i tempi dell’alternanza tra il sapore schietto e leale della pasta e quello frivolo e sbarazzino delle verdure.

Nei gialli di classe e nei quadri la verità si annida nei dettagli: e dunque ho il diritto di dire che il soffice babà con dettagli di frutta fresca, in salsa ai frutti di bosco era un babà filosofico, una sfida ermeneutica: un babà solo che diventava tanti babà quanti erano i dettagli. Un capolavoro di sapori e di colori. Per capire veramente – la verità dell’intuizione – quanto sia difficile al gusto esprimere tutta la sua energia senza l’aiuto degli altri sensi avreste dovuto mangiare la cupoletta di melanzana e il broccolo napoletano – un broccolo asciutto, tirato, nervoso – mentre a un metro da voi si esibiva, in uno spettacolosa tarantella, il gruppo “‘A perteca“ di Pino Iove, e due ballerini, veramente “invasati“ dal dio della tammorra, disegnavano le figure con tale simpatia che parve, a un certo punto, che la musica uscisse non dagli strumenti, ma dai loro corpi.

La notte bianca della tammorra, con ‘ A perteca , la paranza La giuglianese e il Gruppo Via del Popolo è stata una splendida idea. Il Premio Amodio Pesce è stato assegnato a De Falco per il lacryma bianco, a Michele Romano per il rosso, a Sannino per il rosato, a Villa Pironti per il lacryma invecchiato. Un suggerimento per l’anno prossimo: il pubblico della cerimonia di premiazione ha il diritto di conoscere l’elenco di tutti i vini in concorso per ogni categoria. Come in tutte le competizioni, il valore di una vittoria è dato non solo dalle virtù del vincitore, ma anche dal nome e dalle qualità degli sconfitti. Spero che il segretario della commissione, Sergio Romano, sia d’accordo con me. Se non è d’accordo, non fa niente. A un enologo come Sergio si perdona tutto, a patto che continui a cavar fuori dai vini vesuviani la loro anima segreta: egli sa che quest’anima è classica, è ritmo di armonia.

Qualcuno crede invece che i vini vesuviani siano di spirito romantico e scapigliato, e perciò va a finire che non sanno ascoltarne la voce, non li capiscono, e perciò li strapazzano. Amodio Pesce fu un grande psicologo dei vini vesuviani: discorreva, con scienza e con emozione, del loro carattere e del loro temperamento. Una volta uno dei grandi vecchi dell’enologia del Vesuvio, Fiore Romano, mi ha detto che il vino bisogna educarlo. Voleva farmi capire che il miracolo del vino nasce dalla misteriosa corrispondenza tra la terra, il clima, la personalità del contadino, la personalità di chi vinifica. Il vino è un’azione teatrale ed è un rito religioso. Il vino mentre viene educato educa.
(Foto: Palazzo Medici. Documenti d’archivio donati dalla famiglia Lancellotti)

L’OFFICINA DEI SENSI

Adv

In evidenza questa settimana

Dolore a San Giuseppe Vesuviano, muore in Costiera Amalfitana un motociclista di 49 anni

    La comunità di San Giuseppe Vesuviano è sotto choc...

Voci e Visioni. Quando il lavoro non riporta a casa

  Ci sono piaghe sociali che nel nostro vivere quotidiano...

Marigliano, cappella gentilizia sequestrata dopo segnalazione

  Proseguono senza sosta le attività investigative della Polizia Locale...

Pomigliano d’Arco, taglio del nastro del centro per il supporto alle persone fragili

 E' stata inaugurata ieri, 19 giugno, la nuova Stazione...

Alcol e adolescenti: un rischio reale per salute, sviluppo e benessere

Tra pressione sociale, social media e cultura dello sballo:...

Argomenti

Dolore a San Giuseppe Vesuviano, muore in Costiera Amalfitana un motociclista di 49 anni

    La comunità di San Giuseppe Vesuviano è sotto choc...

Voci e Visioni. Quando il lavoro non riporta a casa

  Ci sono piaghe sociali che nel nostro vivere quotidiano...

Marigliano, cappella gentilizia sequestrata dopo segnalazione

  Proseguono senza sosta le attività investigative della Polizia Locale...

Pomigliano d’Arco, taglio del nastro del centro per il supporto alle persone fragili

 E' stata inaugurata ieri, 19 giugno, la nuova Stazione...

Alcol e adolescenti: un rischio reale per salute, sviluppo e benessere

Tra pressione sociale, social media e cultura dello sballo:...

Poggiomarino sotto choc: incendio devasta parte del Parco Archeologico di Longola

Distrutti infopoint e laboratori didattici del sito archeologico. Salvo...

Sold out per “Femminile Singolare” al Giardino dei Miti di Pomigliano d’Arco

Grande partecipazione per lo spettacolo “Femminile Singolare”, andato in...

Raccolgono scommesse per i Mondiali in una cartoleria, multa da 5mila euro

Proseguono senza sosta i controlli della Polizia Locale diretta...
Adv

Related Articles

Categorie popolari

Adv
Adv