A Castello di Cisterna, dopo l’interdittiva della Prefettura scatta la protesta dei dipendenti dell’Hotel Quadrifoglio.
L’hotel a quattro stelle e gli impianti sportivi annessi sono stati fatti chiudere il 23 aprile scorso. Secondo gli organismi di controllo antimafia la ditta che gestisce la grande struttura ricettiva è controllata da un personaggio sospettato di rapporti con la camorra.
Da qui l’interdittiva firmata dal prefetto Musolino e la conseguente ordinanza di chiusura del complesso sottoscritta dal comando di polizia municipale di Castello di Cisterna. Ordinanza i cui effetti scadranno il prossimo 14 maggio, data dell’udienza fissata al Tar sulla base del ricorso presentato dai legali dei proprietari. Ieri però sono scesi in piazza gli addetti del Quadrifoglio. Nel primo pomeriggio, striscioni e cartelloni in pugno, si sono recati a protestare sotto le mura del municipio.
“45 famiglie rischiano di finire sul lastrico”, la scritta impressa su uno dei cartelli. Sul posto si sono recati i poliziotti municipali e i carabinieri, che hanno invitato i manifestanti a non intralciare le normali attività pubbliche del municipio. A un certo punto il sindaco, Clemente Sorrentino, ha accettato di spiegare la situazione ai lavoratori dell’impianto chiuso per infiltrazioni della camorra.
“Gli ho fatto sapere le cose come stanno – riferisce Sorrentino – il comune ha semplicemente applicato la legge: quando giunge un’interdittiva antimafia l’ente è obbligato a procedere di conseguenza, altrimenti rischia di infrangere la legge”. Giovedì prossimo il sindaco di Castello di Cisterna si recherà in prefettura. “Chiederò all’autorità preposta – conclude – di conoscere la questione in modo più approfondito”. Intorno alle cinque del pomeriggio i dipendenti e i collaboratori dell’Hotel Quadrifoglio hanno lasciato l’area del municipio.

