In quest’intervista, gentilmente concessa a ilmediano.it, l’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi, parla della Fiat e degli ammortizzatori sociali in Campania.
1390 dei 4515 lavoratori della Fiat di Pomigliano si trovano in regime di cassa integrazione per riorganizzazione fino al marzo del 2014. Ma i tempi di copertura della cig sono molto più stretti per i 1040 cassintegrati dislocati nell’indotto della componentistica Marelli ex Ergom di Poggioreale e per i 316 del reparto logistico Fiat-Wcl di Nola.
Per loro la fine dell’ammortizzatore sociale è dietro l’angolo: entro la metà del prossimo luglio. La situazione produttiva e occupazionale è quella che è anche nello strategico comparto automobilistico campano. Una goccia nel mare della più complessiva crisi della nostra regione, che in quanto a depressione batte da sempre tutti i primati più tristi.
Assessore, anche nel comparto auto campano sta per scadere la cassa integrazione. E qui i numeri sono elevati quanto preoccupanti…
“L’obiettivo della Regione Campania non è di accompagnare l’eutanasia delle fabbriche ma di far confrontare azienda e sindacati allo scopo di spuntare soluzioni insieme, ovviamente nei limiti di una crisi come quella attuale: oggettivamente il mercato è tale che si vendono poche auto”.
D’accordo assessore, ma per la cassa in scadenza negli stabilimenti Fiat state studiando qualcosa? Si parla di un proroga della cig alla Marelli di Poggioreale attraverso la riorganizzazione. Una notizia che dovrebbe emergere dal prossimo tavolo di giovedi in Regione tra Fiat e sindacati.
“E’ ciò che ho chiesto per Marelli e per il quale valga la pena: la riorganizzazione. Però è necessario che al tavolo l’azienda confermi la missione produttiva dello stabilimento di Poggioreale”.
Dunque, qualche spiraglio c’è per la Marelli ex Ergom. Ma per il reparto logistico di Nola, il Wcl?
“Per Nola finora non è giunta nessuna richiesta di confronto”.
Assessore, la crisi continua a mordere mentre gli ammortizzatori sociali si assottigliano. Per quanto tempo potrà garantire ancora l’erogazione della cassa integrazione?
“Sul piano delle regole, dei numeri e dell’impegno siamo un esempio virtuoso: abbiamo numeri in regola con l’anno precedente. Questo perché abbiamo speso con oculatezza. Ora ci aspettiamo che il Governo faccia la sua parte”.
Cioè?
“Ci sono 200 milioni di euro di risorse aggiuntive che fanno parte del piano di azione e coesione e che sono soldi nostri. Poi c’è il riparto, altre decine di milioni che dovrebbero andare alla Campania. Però bisogna stare attenti…”.
Perché?
“Perché un detto napoletano dice che il cane morde sempre chi sta peggio per cui spero che alla fine qualcuno a Roma non pensi che per aiutare le realtà produttive giudicate più solide delle nostre sia necessario mollare i mercati più deboli come quello campano”.
Dalle nostre parti c’è però anche il problema legato ai soliti furbi, cioè a quelle aziende fantasma che mantengono eserciti di finti cassintegrati…
“Purtroppo i questo campo i controlli non spettano alle regioni ma allo Stato. Io però nel luglio del 2011 ho tagliato cassa integrazione per 2500 assistiti e nessuno di loro ha protestato”.
Nessuno ha protestato? Un taglio del genere senza colpo ferire?
“Sì: evidentemente non avevano motivi per protestare…”.
Intanto c’è una situazione esplosiva nelle società partecipate, carrozzoni enormi che hanno prodotto solo tantissimi cassintegrati…
“Le partecipate sono una responsabilità nazionale perché è stato grazie al governo che è stato possibile crearle, anche qui in Campania. Io comunque sono del parere che sia necessario dare del lavoro vero alle partecipate, occupare concretamente chi attualmente non lo è attraverso obiettivi realmente utili alla collettività”.

