La Fiom ha annunciato, a partire da domani, l’assemblea permanente negli impianti che garantiscono l’arrivo del prezioso liquido ai piani alti e nelle zone sopraelevate.
“I lavoratori degli impianti di sollevamento delle acque, ubicati a Nola, Cercola, Portici, Boscotrecase, Ischia Porto, Forio e Procida, hanno deciso all’unanimità di proclamare l’assemblea permanente a tempo indeterminato, a partire dal giorno 12 giugno”.
Inizia così la lettera della Fiom di Napoli, spedita alla Regione, che delinea un quadro preoccupante sul fronte della corretta fornitura di acqua nelle aree nolana, vesuviana e in quella ischitana. Secondo quanto afferma Giovanni De Stefano, responsabile dei metalmeccanici Cgil e dipendente di una delle tante ditte private che gestiscono gli impianti di sollevamento in Campania, una delibera di palazzo Santa Lucia, la 172, approvata dalla giunta Caldoro il 3 giugno scorso, ha trasferito il servizio di sollevamento delle acque alla Gori (ditta che gestisce la riscossione delle bollette in 76 comuni delle province di Napoli e Salerno) senza però prevedere il trasferimento contestuale all’azienda di Ercolano di circa 200 operai delle ditte private impegnati negli impianti, vale a dire senza garantire l’intero “passaggio di cantiere”, come di solito si dice in gergo sindacale.
“E’ un provvedimento – afferma De Stefano – che rischia di mettere sulla strada tanti lavoratori, per cui manifesteremo alla Regione già a partire dalla prossima settimana: avevamo chiesto alla Regione di correggere il tiro ma nessuno ci ha voluto ascoltare”. Ora ci si chiede se i cittadini dell’area vesuviana debbano temere i soliti, improvvisi cali di pressione dell’acqua nei rubinetti. Una preoccupazione che rischia di diventare vera e propria paura visto che l’estate è alle porte. “Nessun timore, almeno questo è ciò che garantiamo da parte nostra – rassicura De Stefano – è un’assemblea permanente, non uno sciopero del servizio. Inoltre la delibera della Regione prevede che il passaggio del servizio alla Gori venga fatto entro 150 giorni”. Una vertenza i cui tempi di risoluzione potrebbero allungarsi fino a dicembre.

