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Fiat, la proposta Fiom: “Formazione retribuita a Pomigliano”

Prosegue la trattativa sulla proroga degli ammortizzatori sociali nella fabbrica della Panda. Ieri i metalmeccanici della Cgil sono stati ricevuti dall’azienda. Intanto il Lingotto studia l’ipotesi dei contratti di solidarietà.

La trattativa sulla proroga degli ammortizzatori sociali alla Fiat di Pomigliano: “formazione retribuita finalizzata all’inserimento di tutti i cassintegrati nell’intero ciclo produttivo della fabbrica”. E’la proposta consegnata all’azienda dalla Fiom di Napoli per risolvere il problema dei circa 1400 operai, su un totale di 4500 addetti, attualmente in cassa integrazione a zero ore. Ieri i metalmeccanici della Cgil sono stati come di consueto ricevuti a tavolo separato da alcuni esponenti dell’ufficio del personale dell’impianto napoletano, in un hotel ubicato nei pressi dello stabilimento automobilistico produttore della Panda.

I sindacati firmatari del contratto dell’auto, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Unione Quadri, erano stati invece ricevuti il giorno prima, lunedì, all’interno della direzione dello stabilimento, dal capo delle relazioni sindacali di Fiat, Pietro de Biasi. “Abbiamo detto all’azienda – il disappunto di Franco Percuoco, della segreteria provinciale Fiom – che per non aggravare i suoi costi sarebbe meglio riceverci in fabbrica: deve rispettare la sentenza della Corte Costituzionale”. Durante il confronto la Fiom partenopea ha spiegato che “è inaccettabile proseguire con un altro anno di cassa integrazione così come è stata gestita finora” e che “l’ingresso al lavoro di tutti gli addetti può essere garantito dai corsi di formazione finalizzati all’inserimento, in tempi stretti, dei cassintegrati nel ciclo produttivo, superando la divisione in tre settori”.

In base all’accordo di riorganizzazione, sottoscritto nel febbraio del 2013 dai sindacati firmatari, lo stabilimento è stato diviso in tre aree. Nella “A”, la catena di montaggio, e nella “B”, lo stampaggio, cioè i reparti dedicati all’attività manifatturiera diretta, possono accedere solo gli addetti con almeno sei mesi di esperienza nelle produzioni Panda. Un criterio, questo, che ha tenuto fuori dal cuore delle produzioni i circa 1400 cassintegrati di Pomigliano, ai quali è stato consentito di effettuare brevi periodi di rotazione nella sola area “C”, lontana dalla fabbrica vera e propria e prevalentemente dedicata al collaudo delle vetture all’esterno dell’impianto. Soltanto grazie a intese successive è stata consentita anche nelle aree A e B la rotazione, ma a un numero molto limitato di cassintegrati.

A ogni modo ambienti vicini alla Fiat riferiscono che l’azienda stia valutando l’ipotesi dell’introduzione del contratto di solidarietà con orario verticale nelle attività non dedicate alla produzione manifatturiera diretta. Contratto che quindi non coinvolgerebbe i circa 3mila addetti impegnati nelle produzioni Panda attraverso la nuova organizzazione del lavoro, il Wcm, il World Class Manufacturing. L’introduzione dei contratti di solidarietà a Pomigliano rappresenterebbe un evento storico in casa Fiat,da sempre contraria all’utilizzo di questo strumento.
(Fonte foto: Rete internet)

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