La vettura più venduta in Italia, seconda in Europa nel suo segmento dopo la 500, continua a garantire lavoro allo stabilimento partenopeo. Ma non per tutti.
C’è come un comportamento bipolare nella fabbrica più strategica, sotto tanti punti di vista, della Campania. Da una parte ci sono 2400 lavoratori che da due anni e mezzo sono impegnati a tempo pieno nelle produzioni Panda. Dall’altra 1921 addetti sono costretti, chi più chi meno, a un regime di contratto di solidarietà che spesso, in molti casi troppo spesso, li costringe a essere impiegati col contagocce, fino a un massimo di cinque-sei volte al mese. Intanto ieri la grande fabbrica ha riaperto i cancelli, dopo un mese di vacanza. Comunque, spunta una buona notizia: per il polo automobilistico partenopeo si tratta di una riapertura caratterizzata dalla tenuta delle produzioni.
Qui il ritmo resta immutato, fissato a circa 800 vetture al giorno, vale a dire a una cadenza identica
a quello del periodo che ha preceduto le ferie. ” La giornata è stata normale, abbiamo prodotto
come sempre “, le dichiarazioni degli operai all’uscita dai cancelli. Tute blu che però non vogliono
rilasciare nomi e che in diversi casi hanno preferito tenere le bocche cucite. ” E non si prevedono
cali – precisa nel frattempo Raffaele Apetino, operaio e coordinatore della Fim Cisl di Napoli
per il settore automotive – il che dimostra – aggiunge il sindacalista – l’eccellenza qualitativa e
commerciale del nostro prodotto “.
L’altra notizia che lascia pensare a buone prospettive sul fronte
della tenuta è legata al prossimo motore destinato all’utilitaria made in Pomigliano, il nuovo 1300
cc multijet che consente prestazioni elevate e consumi ridotti, intorno ai 24 chilometri con un litro
di carburante in ciclo combinato. L’arrivo del propulsore è previsto entro la prima settimana di
settembre, periodo in cui sarà lanciata la produzione della nuova versione della Panda, la “Cross”,
il minisuv-fuoristrada tutto carrozzato con grosse plastiche ultraresistenti ed i cui ordinativi annuali
dovrebbero attestarsi attorno alle 12-15mila unità, cifre che consoliderebbero la tenuta di mercato
della fabbrica campana. ” Sono dati confortanti che però dovranno essere abbinati a ulteriori sforzi
in termini di investimenti industriali – puntualizza Luigi Mercogliano, segretario regionale della
Fismic – investimenti – specifica Mercogliano – che però saranno resi possibili solo con la presenza
di un sindacato responsabile e concertativo “. Il terreno dei rapporti sindacali resta complesso.
Entro domani dovrebbe essere ufficializzata la data di lunedi primo settembre per il rientro a tempo
pieno dei delegati della Fiom nella catena di montaggio e nelle altre aree manifatturiere strategiche.
E’un rientro storico visto che i metalmeccanici della Cgil sono stati estromessi quattro anni fa dalla
fabbrica, dopo il referendum sull’accordo Panda. ” A ogni modo – commenta Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm – con il nuovo motore multijet, la specialty Panda Cross e l’accordo per il rilancio occupazionale e produttivo del Wcl di Nola, il reparto logistico, patto operativo entro ottobre, potremo gestire una fase di mercato che resta complessivamente difficile “. Rimane dunque il problema di fondo della crisi e degli oltre 3000 operai di Fiat e indotto napoletano in cassa integrazione. A questo proposito Giuseppe Terracciano, segretario regionale della Fim, fa notare che ” Tutta la Campania è una polveriera pronta a esplodere: necessarie una politica di governo che affronti subito questa emergenza nazionale “.

