“Non solo Cristo è stato crocifisso, il cancro crocifigge la nostra Terra”. La scorsa domenica di Pasqua, con queste parole, uno sparuto gruppo di persone ha manifestato il suo no all’inquinamento ed all’indifferenza.
San Vito è terra di nessuno: la piccola frazione di Ercolano registra alti tassi di mortalità per malattie tumorali ma a chi ci vive, nonostante i lutti in famiglia, sembra che tutto questo gli scivoli addosso.
Domenica mattina un gruppetto di pochi coraggiosi sfida il maltempo e l’indifferenza e manifesta il proprio dissenso verso quello che si vorrebbe far passare come un destino accanito ma dove ad accanirsi è solo l’indifferenza e il malcostume, tutto nostrano, di negare l’evidenza. Il gruppo di persone capeggiato da Mariella Cozzolino, una docente d’inglese di Massa ma originaria di quei luoghi, sosta sul sagrato della bella cappella seicentesca, unico baluardo del bello in un luogo di forte abusivismo edilizio.
Complice la pioggia, chi transita, nello spazio antistante la chiesa, degna occhiate fugaci a quelle persone. Solo all’uscita e dopo l’incoraggiamento di don Valerio, qualcuno rompe l’indugio e s’avvicina per scambiare qualche battuta con i manifestanti. Le parole sono sempre le stesse, rassegnate e impotenti ma poi c’è chi incomincia ad aprirsi, ad ammettere che in passato c’è stato chi ha permesso che in quelle terre si scaricassero fusti di diossina e di chissà quale altra sostanza venefica. Il luogo è sempre lo stesso, l’Ammendola Formisano e zone limitrofe, ma anche via Arena a San Vito e Traversa Belsito, dove sembra imperare la leucemia.
C’è chi parla anche di un ex sindaco, nativo di quei luoghi e che nonostante anche la sua casa abbia ricevuto la visita di questa specie di nuova pestilenza, molti lo additano come il fautore o il facilitatore dei tanti sversamenti illeciti attorno San Vito. “Nottetempo salivano ‘e camion blindati, t’arricuorde?” con queste parole ti si apre lo scenario di quello che è stato San Vito negli ultimi decenni. Non è ora il momento di puntare il dito ma è il momento di far fronte a una situazione drammatica, è il momento di bonificare quei luoghi, questa è la sintesi del pensiero di padre Valerio ed è anche il nostro.
Non sappiamo quanto di illegale e pericoloso è sepolto lì attorno e forse mai lo sapremo, a meno che, chi lo ha fatto, si passi una mano sulla coscienza e indichi, in un modo o nell’altro, dove sono seppellite le scorie che ammazzano gli abitanti di San Vito. Nel frattempo, i fondi per la bonifica della discarica ad opera della Regione seguono il loro iter e la gente qui, in questo posto baciato dal Signore e maledetto dagli uomini, continua ad ammalarsi e purtroppo a morire.

