Replicata a Somma Vesuviana l’esperienza già sperimentata a Portici. Elaborati scritti per denunciare insicurezze sociali e uno spettacolo divertente per sensibilizzare i piccoli sull’ordine civico.
Diversi mesi fa, presso il II Circolo Didattico di Portici, fu svolto un interessante esperimento già precedentemente illustrato in uno dei primi articoli di questa rubrica. Martedì scorso l’iniziativa è stata replicata, ma stavolta presso il II Circolo Didattico di Via Rione Trieste a Somma Vesuviana.
Scopo dell’esibizione è stato nuovamente, quello di attirare l’attenzione dei piccoli studenti delle quinte elementari, affinché possano essere sensibilizzati su argomenti come legalità, ordine civico e autocontrollo. Uno degli obiettivi importanti è stato inoltre, quello di spiegare ai piccoli ragazzi cosa sono gli atteggiamenti camorristici e quanto la camorra possa influire sul malessere della collettività, anche dal punto di vista economico attraverso il pizzo e ogni forma di racket. Per poter spigare loro l’importanza della sicurezza in una città è stato necessario l’unico mezzo indiscusso per poter tenere i piccoli incollati alle sedie ad ascoltare: la comicità.
A sensibilizzare i bambini sulle varie tematiche trattate, ci hanno pensato le divertenti guarrattelle e i simpatici muppets, magistralmente messi in scena dall’artistica Francesco De Matteo, che già durante l’esibizione porticese, riuscì a tenere viva l’attenzione di tutti pilotando lo spettacolo con la recitazione di tanti personaggi nonché del mitico Pulcinella. Proprio come accadde per l’esperienza di Portici, precedentemente allo spettacolo, sono stati raccolti i temi dei piccoli alunni, elaborati che rispondevano alla traccia “Ti senti al sicuro? Cosa faresti per migliorare la tua città?”. Ogni alunno ha espresso con vivace interesse il proprio parere, esponendo timori, disagi e proposte d’intervento.
E’ toccato poi al sottoscritto, subire le battute delle marionette, mentre spiegavo ai bambini i principali mezzi da utilizzare per definirsi cittadini civili. Vanno evidenziate un paio di cose importanti: la storia vissuta dai personaggi del teatrino in bilico tra le risate e la riflessione, ha sfiorato i vari argomenti scritti nei temi dai bambini, e si è soffermata sulla spiegazione del fenomeno Camorra. Il camorrista viene rappresentato da una mano senza volto, prontamente cacciata dal coraggio e dalla denuncia dell’eroico Pulcinella. La figura del camorrista è stata volutamente smitizzata. Con ciò s’intende che è stato allontanato il rischio di voler rendere coraggioso e sprezzante della paura il ruolo del camorrista, che viene mostrato senza volto e realmente non appare mai in scena se non attraverso una mano silenziosa che cerca di fare violenza e estorcere denaro.
In più punti dell’esibizione sono stati invitati i bambini a comprendere quanto il camorrista non sia un mito infallibile e impossibile da annientare. E’ stato piuttosto chiarito quanto chi utilizza atteggiamenti mafiosi, è semplicemente un uomo deviante che non rispetta le leggi e che rischia la galera esattamente come la rischiamo noi, che ha paura esattamente come abbiamo paura noi e che talvolta si veste da capozona guappo con la coppola in testa e talvolta invece è ben vestito e siede sulle poltrone delle amministrazioni politiche. Come sconfiggere tutto ciò? Inculcando nei bambini l’importanza della loro posizione sociale in rapporto ad un futuro migliore in cui i piccoli di oggi saranno i detentori di una realtà migliore del domani, chiarendo già da adesso quindi, quanto i comportamenti prepotenti e illegali non sono eseguiti da miti paurosi e invincibili bensì da esseri umani che hanno molta più paura di noi, poiché rischiano il carcere.
Uomini che possono essere combattuti investendo nella crescita culturale dei bambini di oggi, e attraverso il sostegno degli interventi di contrasto delle forze dell’ordine. Altro punto spiegato è quello dell’importanza delle denuncie eseguite dai cittadini corretti. Tutto ciò è stato ovviamente manifestato con un linguaggio simpatico e con una comunicazione leggera, tale da poter semplicemente indurre il bambino alla riflessione sul suo ruolo nella società, sul concetto di smitizzazione del camorrista antieroe e invincibile e sulla fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. E’ stato interessante notare però, quanto in realtà, ci siano state delle sostanziali differenze tra l’analisi dell’esperimento a Portici e l’analisi a Somma Vesuviana.
Qualche differenza importante c’è e va registrata. Riguardo alla camorra ad esempio, il fenomeno viene più percepito e annoverato tra le principali paure dai bambini di Portici, mentre i bambini di Somma Vesuviana non citano quasi mai il termine “camorra” nei loro elaborati scritti. Effettivamente, Somma Vesuviana, vive apparentemente di meno la minaccia della camorra, ma si sa l’apparenza non è la realtà, e le contaminazioni nel tessuto sociale purtroppo ci sono ed è comunque necessario educare i piccoli ad estraniarsi dal modus operandi del crimine organizzato. Altre differenze interessanti: a Somma è molto sentito il disagio delle strade rovinate, dei marciapiedi e degli edifici fatiscenti.
Molti bimbi chiedono più illuminazioni pubbliche. Esattamente come chiesero i piccoli di Portici, anche a Somma Vesuviana viene richiesto più verde per la città, e sia a Portici che a Somma c’è un’interessante attenzione e sensibilizzazione sulla raccolta differenziata, argomento che sta entrando sempre di più nei piani di formazione scolastica in quest’epoca post emergenza rifiuti. Molto sentito a Somma Vesuviana il problema del bullismo. Sono tanti i bambini che esibiscono una difficoltà nel rapportarsi con gli extracomunitari e con i gruppi rom, difficoltà spesso alimentata anche dagli stereotipi e da una cattiva gestione dell’integrazione sociale.
Il bullismo e i litigi per strada sono le manifestazioni che più trasmettono disagio e insicurezza nelle menti dei giovani studenti, un dato questo che rende evidente la necessità di tenere viva l’attenzione sulla questione, da parte delle scuole e da parte dei residenti locali che accompagnano a scuola i propri piccoli compositori di un futuro migliore.

