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Via Del Fiordaliso e via Muro dei Boschi gli obbiettivi fotografati,ma tutta la periferia sangiuseppese tracima di sacconi industriali e incendi abusivi.

Un cittadino ci ha inviato la foto di via Del Fiordaliso,asse di collegamento fra il casello A30 di Palma Campania e il centro cittadino, che poche settimane fa era stata totalmente bonificata dagli operai del Consorzio GEMA e dopo qualche giorno di tregua è stata ridotta di nuovo una discarica.

Corre voce, non confermata, che chi ha cercato di opporsi a questi criminali è stato fatto oggetto di minacce a mano armata. Sono comparse le pistole e anche il cittadino più volenteroso è stato costretto a fare macchina indietro. Chi ci ha fornito la foto ( scattata qualche settimana fa) ci informa che oramai i residenti non protestano neppure più,semplicemente si girano dall’altra parte anche quando a scaricare è il semplice padre di famiglia che si libera del suo sacchetto pieno di rifiuti indifferenziati prima di raggiungere il suo posto di lavoro usando i vicini svincoli della SS268 o dell’A30.

Facendo un giro per il Paese abbiamo notato che i cumuli di rifiuti industriali sono comparsi anche in Via Boschi,in via Muro dei Boschi mentre nella zona a valle molti cumuli sono diventati cenere tossica che il vento deposita sulle piante e nei polmoni degli abitanti di questa sciagurata contrada. A niente sono serviti i continui blitz messi in campo dalla Commissione Straordinaria negli ultimi 12 mesi che hanno prodotto la chiusura di decine di opifici tessili e quasi un milione di euro in contravvenzioni.

Nella riunione dello scorso 10 maggio fra la Commissione Straordinaria,le Associazioni Ambientaliste locali,i Tecnici dell’Ufficio Ambiente e i vertici del Consorzio GEMA si era deciso di aprire alle associazioni per creare una cabina di regia che andasse a supportare l’Ufficio Ambiente,riaffidato all’Ing. Scopa dopo che per circa un anno era stato gestito dal Dott. Cirillo Comandante della Polizia Locale, ma dopo le strette di mano e i sorrisi di circostanza tutto è tornato nell’oblio più totale. Gli operatori ecologici sul campo continuano a prelevare di tutto,l’Ufficio Ambiente per risolvere parzialmente il problema dei scarichi selvaggi ritira le campane del vetro creando seri problemi a quei pochi irriducibili cittadini che nonostante tutto continuano a differenziare,la Commissione Straordinaria ufficialmente non prende posizione,le poche Associazioni Ambientaliste locali che avevano chiesto fortemente di riformare il servizio sono totalmente demotivate e i cumuli crescono.

In questo quadro desolante dovrebbe, il condizionale è d’obbligo in mancanza di comunicati ufficiali, essere partita la sperimentazione del nuovo calendario per la raccolta differenziata ai Caramagni. In questo quartiere si dovrebbe fare quella raccolta differenziata pilota a cui sarebbe dovuta seguire la raccolta differenziata porta a porta su vasta scala per tutto il comune. In breve all’Ufficio Ambiente hanno rimesso indietro gli orologi a prima del 1° marzo 2006, ripartendo da quello che sarebbe dovuto essere l’inizio della storia e che, a causa delle grandi menti pensanti che hanno governato questo paese negli ultimi trent’anni, si passò invece ad una raccolta differenziata spinta su tutto il territorio senza avere ne i mezzi e ne le strutture. Ma forse in quel periodo storico servivano più le assunzioni e gli investimenti finanziari che la soluzione dei problemi.

Dal Coordinamento ambientale San Giuseppe Vesuviano ci fanno sapere di aver fornito anche il nome del loro delegato in questa fantomatica cabina di regia, ma dopo quasi un mese dal Comune nessuno si è fatto vivo. Chiaro il messaggio che non si vogliono estranei fra i piedi nella gestione del servizio che ingoia oltre il 20% del bilancio comunale e ha alle sue dipendenze,forse, 60 / 70 persone.
Eppure dal Coordinamento Ambientale erano venute richieste semplici e facilmente attuabili a costo zero,come l’ordinanza di divieto di uso di materiale monouso nei locali pubblici,il divieto a fare pubblicità con i volantini,il divieto di usare stoviglie monouso nelle scuole dell’obbligo e la pubblicazione delle pesate giornaliere sul sito Web del comune dei materiali raccolti e smaltiti sul territorio comunale. Il primo passo per una raccolta differenziata trasparente.