Il Tribunale amministrativo regionale ha respinto l’ennesimo ricorso della My Love contro l’interdittiva spiccata ad aprile dalla prefettura. Intanto la piscina e i campi sportivi dell’albergo hanno riaperto da alcune settimane.
La sentenza del Tar risale al 16 luglio scorso ma la notizia è trapelata soltanto in queste ore. Il Tribunale amministrativo regionale ha infatti respinto un’altra volta l’ennesimo ricorso avanzato dalla società My Love contro la chiusura per infiltrazioni della camorra nella gestione dell’Hotel Quadrifoglio, l’albergo a quattro stelle della zona industriale, un impianto risorto con l’arrivo di questa società, che ha speso cifre milionarie per acquisirlo e ristrutturarlo completamente. A ogni modo il centro sportivo dell’hotel, piscine, campi da tennis e di calcetto, funziona. E’stato riaperto a giugno sotto le insegne di un’altra società.
Per quanto riguarda questo secondo corpo del centro finito nel mirino dell’antimafia la situazione negli ultimi mesi è stata di quelle rocambolesche. Il 31 maggio infatti c’era stato un blitz della polizia municipale di Castello di Cisterna. Secondo i caschi bianchi la piscina dell’hotel, sigillata insieme all’albergo in aprile, era stata riaperta illegalmente, di nascosto. Ma i poliziotti locali hanno fatto ingresso nell’impianto denunciando i responsabili della violazione. Poi però la piscina è stata riaperta.
Il 23 aprile scorso hotel, piscina, campi da tennis e di calcio del grande centro ricettivo erano stati fatti chiudere dai caschi bianchi di Castello di Cisterna in esecuzione di un’interdittiva antimafia emanata dalla prefettura di Napoli. Secondo gli organi di controllo del ministero dell’Interno a gestire l’enorme complesso alberghiero, appena ristrutturato grazie a investimenti milionari, c’è un personaggio legato alla camorra vesuviana. Da qui la decisione di applicare il provvedimento preventivo. Quindi il Tar, il 14 maggio, ha anche confermato l’interdittiva del prefetto, respingendo il ricorso presentato dai legali dell’impianto bloccato. E il 16 luglio ancora una conferma: respinto di nuovo l’ennesimo ricorso della My Love.

