L’associazione Stella Cometa-La Stazione chiede aiuto alle istituzioni affinchè non sia vano il suo lavoro di riqualificazione della struttura avuta in comodato dal RFI Spa.
La struttura, che si trova lungo la tratta dismessa Torre-Cancello, è stata data in comodato d’uso dalla società di trasporti di RFI Spa nel 2012. Nel frattempo è stata ripulita e in parte ristrutturata per divenire luogo d’aggregazione, tuttavia l’associazione Stella Cometa – La Stazione oggi non è capace di proseguire, da sola, l’opera di messa a nuovo e riutilizzo di un bene pubblico, e fa appello alle istituzioni, ai cittadini e alla stessa RFI per ottenere aiuto.
C’è da aggiungere che già nel 2008 i volontari avevano preso in cura il resto del complesso ferroviario dismesso (un bene dello Stato, rientrante nel patrimonio immobiliare gestito dal Gruppo FS, tramite RFI Spa), costituito dal fabbricato viaggiatori, dai bagni esterni, dal fabbricato IS comprendente uno spogliatoio e un piccolo deposito e, infine, dal vecchio magazzino merci con annessa area dello scalo attualmente chiuso all’esercizio ferroviario dal 2005. “Non ci siamo mai scoraggiati, e con tanti sacrifici di tempo, di lavoro ed anche economici, pian piano, abbiamo rimesso in sesto tutti i beni ricevuti in consegna con la formula del comodato d’uso – spiega il presidente Martire – man mano che si completavano i lavori, si dava concretezza all’opera di riqualificazione, e si organizzavano nel tempo, tante attività di aggregazione sociale e culturale”.
E’ stata allestita una sala giochi dove attualmente vengono accolti i ragazzi e i giovani del quartiere e dei territori circostanti: tutti possono usufruire gratuitamente di biliardino, ping-pong , di svariati giochi da tavolo e anche di un campetto di bocce ricavato in un binario in disuso. “Abbiamo fatto molto, senza denaro e senza risorse, pur sapendo di poter essere sfrattati da un momento all’altro (secondo le regole del comodato d’uso), vogliamo utilizzare lo scalo merci per attività socio-culturale, chiediamo però alle ferrovie e alle istituzioni di darci un segnale positivo” conclude Martire che ha realizzato anche con un video-appello pubblicato su Youtube

