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Anni di storia di Ottaviano sono concentrati in un dettaglio. Una domanda all’assessore Capasso.

Seguendo le ultime vicende della vita amministrativa del Comune, si è consolidata l’idea che la verità è sempre una questione di dettagli.

La cosa più difficile è vedere con i tuoi occhi ciò che si trova già davanti ai tuoi occhi. (Goethe)

Il dott. Alberto Capasso, nuovo assessore dell’amministrazione ottavianese, sa che per far un buon vino ci vogliono anni, e basta un momento per rovinare un vino che poteva essere buono. Il 6 luglio 2012 egli ha proposto ai colleghi di giunta di approvare il progetto “per il restauro funzionale del Palazzo Mediceo da adibire a laboratorio teatrale per giovani a rischio“. I colleghi di giunta hanno approvato all’unanimità (delibera n.64) Da un angolo degli spalti si è levato un boato: non erano ancora passate 100 ore dalla nomina, e già il nuovo assessore dava la svolta, revotava ‘o palazzo. Può un assessore, in 92 ore, trasformare un’idea in progetto, e il progetto in delibera, con tanto di timbri e di firme?

Per principio, non escludo nulla. Alessandro il Macedone in un’ora ha vinto la battaglia di Isso e ha cambiato il destino del Mediterraneo e, perciò dell’ Occidente. Vado a vedere le carte. É il vantaggio di vivere in un Comune la cui amministrazione è una casa trasparente. Lo dico senza ironia. Di questa trasparenza sono testimone diretto. Più volte, in questi giorni, ho approfittato della cortesia dei funzionari della Segreteria Generale, che mi hanno consentito di leggere, su mia richiesta, documenti e atti. Più la Trasparenza è trasparente e più nitidi si manifestano forme, principi e metodi dell’ amministrazione, più forte diventa il desiderio di vedere, di capire, di gustare anche i particolari, di smarrirsi nella ricerca e nello studio dei dettagli. Lo dico senza ironia.

Dunque, vado a vedere i documenti che corredano la delibera n. 64, pubblicata sul sito del Comune. Vi si legge che il progetto iniziale “per il restauro funzionale…ecc.ecc..“, redatto dall’Ufficio Tecnico Comunale, fu approvato dalla giunta con delibera n. 104 del 15 /12/ 2011: le risorse finanziarie ci si proponeva di attingerle dal Pon sicurezza per lo sviluppo- obiettivo convergenza 2007- 2013. Si legge negli atti che il 27 giugno 2012 la referente della Prefettura, in qualità di coordinatrice dei Pon sicurezza, chiese di apportare qualche modifica al progetto. Nel corredo documentale della delibera n. 64 vi sono 6 elaborati grafici, visure catastali, una dettagliata analisi dei costi, una descrizione della tipologia del restauro: non sono cose che si mettono insieme in 92 ore.

Sono certo che il dott. Alberto Capasso riconoscerà pubblicamente che l’Ufficio Tecnico ha preparato tutto il lavoro nel periodo in cui funzionava la prima Giunta. Qualcuno dirà che sono cose che capitano, e non solo in politica. Uno prepara la zuppa e la porta in tavola, e un altro se la mangia. Ma so che il dott. Capasso non condivide certe logiche. So che certe logiche non appartengono nemmeno a Michelangelo Ambrosio: lo dimostrerà quando porterà all’esame della giunta la questione, chiamiamola così, del metano. Michelangelo Ambrosio si propone di rimettere in moto l’economia di Ottaviano, che è in stato di paralisi. Tutti ci auguriamo che ci riesca. Fino ad ieri il sindaco e i suoi consiglieri hanno dichiarato che per la crisi dell’economia l’amministrazione comunale non può far nulla.

Le date consentono di supporre che se le deleghe agli assessori fossero state revocate dieci giorni dopo, sarebbe stato Nello Di Palma a proporre, come assessore competente, l’approvazione del progetto descritto dalla delibera 64 del 6 luglio. O no? Sono certo che Nello Di Palma ci spiegherà come sono andate le cose, fra ritardi, pause e vertiginose accelerazioni.
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Un chiarimento. “Libertà di parola“ è un concetto complesso: nella sua definizione si sono cimentati, in quintali di libri, filosofi dell’etica e della conoscenza, e politologi. Tutti, quasi tutti, concordano su un punto: la libertà di parola, quella autentica, è una “intenzione“ dell’individuo, è una categoria dell’interiorità: non è una concessione del potere, quale che sia la natura di esso. Le torture dell’ Inquisizione non hanno tolto la libertà di parola a Giordano Bruno, e nei sistemi a democrazia piena come il nostro (come da carta costituzionale…) c’è tanta gente che, quando parla, non sa, o non vuole, essere libera. Alla fine, tutto si riduce al duello in cui viltà e coraggio si affrontano in ciascuno di noi, ogni momento di ogni giorno: e temo che in molti di noi la viltà, nelle sue molteplici forme, vinca il maggior numero di “ assalti “.
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Sono curioso di sapere come e quando i tre ex assessori hanno appreso che il congedo era per loro definitivo, mentre gli altri perdevano l’ ”ex“ e tornavano assessori. Di tutta la vicenda, è il particolare che mi interessa di più. Perché non è un particolare qualsiasi: è un dettaglio. Insomma, è la chiave per capire il tutto. Un giorno cercherò di dimostrare che anni di storia di Ottaviano sono concentrati in questo dettaglio.

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