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domenica, Dicembre 5, 2021

Mare sporco, avvisi di licenziamento per i sindacalisti dei depuratori

L’inquinamento che ha colpito il golfo di Napoli ha spinto le aziende private, che gestiscono gli impianti regionali di depurazione di Acerra-Caivano e di Cuma, a spedire cinque lettere di contestazione ad altrettanti delegati sindacali.

La sensazione è che più si fa critica la situazione del nostro mare più aumentano le polemiche e le tensioni. L’inquinamento nel golfo di Napoli e sul litorale domizio sta facendo registrare picchi sconcertanti in queste giornate di afa impietosa. Ed è un momento talmente difficile sul fronte ambientale che il caos domina sulla ricerca della responsabilità. Intanto le imprese a cui la Regione Campania ha affidato la gestione dei depuratori stanno gettando la croce sugli operai che lavorano negli impianti di Acerra-Caivano e di Cuma. Le aziende hanno individuato cinque presunti responsabili del disastro che attualmente sta piagando la costa.

Si tratta di un gruppo di sindacalisti . Tre si trovano alle dipendenze dell’impianto a nord di Napoli e due di quello flegreo. I gestori li accusano di aver promosso, all’inizio di questa settimana, un’agitazione che avrebbe fatto scaturire un effetto a catena. Una volta sobillati dai rappresentanti sindacali gli operai avrebbero infatti abbandonato il controllo degli impianti. L’astensione avrebbe quindi provocato la fuoriuscita di migliaia e migliaia di tonnellate di liquami che si sarebbero riversati direttamente in mare. A quel punto la rappresaglia dei gestori non si è fatta attendere e i rappresentanti sindacali aziendali hanno ricevuto le lettere di contestazione. Ora gli “avvisati” hanno cinque giorni di tempo per formulare le controdeduzioni al provvedimento disciplinare che potrebbe culminare con dei clamorosi licenziamenti.

L’agitazione sindacale finita al centro delle accuse sarebbe scattata a causa della mancata erogazione ai lavoratori di una sola mensilità. Intanto i sindacalisti si difendono. “Ci accusano di cose inesistenti – affermano le tre rsu del depuratore di Acerra-Caivano – non abbiamo mai proclamato lo stato di agitazione e non abbiamo mai esortato i colleghi ad abbandonare gli impianti ”. Il depuratore di Caivano-Acerra si trova sul canale dei Regi Lagni, la grande fogna a cielo aperto che parte da Nola e giunge fino a Castelvolturno. Quello di Cuma, più grande e importante, è ubicato invece sul gigantesco collettore di Napoli Ovest, che sfocia più a sud dei Regi Lagni, all’altezza della spiaggia di Licola.

Da sempre questi impianti, realizzati negli anni Ottanta con i soldi della ex Cassa del Mezzogionro, fanno registrare incredibili carenze funzionali. Tanto che quindici anni fa un’inchiesta della giunta provinciale, gestita all’epoca dal presidente Amato Lamberti, scomparso proprio di recente, aveva messo in luce che questi impianti riuscivano a depurare soltanto il cinque per cento delle acque reflue in entrata. Con il tempo però le cose sono andate un po’ meglio. Quando poi, di recente, la società Idrogest ha rilevato la gestione dei depuratori la situazione è andata progressivamente migliorando . Appena dieci giorni fa le acque del golfo e del litorale domizio apparivano in condizioni quasi ottimali, recuperando trasparenze che si erano viste per l’ultima volta soltanto decenni prima. Ma la situazione è precipitata di colpo. Ora le mucillagini e altre schifezze d’ogni sorta stanno flagellando in particolare il canale di Procida, capo Miseno, Monte di Procida, Ischia e l’immensa spiaggia che partendo dal Fusaro giunge fino al confine con il Lazio.
(Fonte foto: Rete Internet) 

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