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Acerra, un contratto a tempo indeterminato per pagare il pizzo

Un imprenditore è stato costretto a fingere di assumere un dipendete per pagare il racket, pur essendo in regola con i conti.

Questa mattina, ad Acerra, i carabinieri della locale stazione dopo attività d’indagine hanno tratto in arresto: Vincenzo Di Nuzzo, 51 anni, residente in via Volturno; Pasquale Scudiero, 46 anni, residente in via Verdi; Ciro Damiano, 42 anni, residente al corso Garibaldi, tutti già noti alle forze dell’ordine.

I 3 uomini sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 21 giugno dal gip di Napoli su richiesta della direzione distrettuale antimafia partenopea per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso avendo commesso tentata estorsione avvalendosi del vincolo associativo al fine di agevolare il clan camorristico dei “Crimaldi” operante nel comune di Acerra.
Nel corso di indagini i militari dell’arma hanno accertato che i 3, sfruttando l’intimidazione derivante dalla loro nomea quali appartenenti alla citata consorteria camorristica, avevano minacciato ripetutamente un imprenditore avicolo locale tentando di costringerlo a fingere di assumere a tempo indeterminato un affiliato (il modo per poter pagare “il pizzo” attraverso un finto stipendio mantenendo in regola la contabilità dell’azienda). Successivamente hanno chiesto “un contributo” in denaro contante per il sostentamento dei “fratelli del clan detenuti“.
Gli arrestati sono stati tradotti nella casa circondariale di Poggioreale.
(Fonte foto: Rete Internet) 

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