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Acerra, nasce la scuola di legalità “Officina Borsellino”: firma l’Anm

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Alla stipula del patto presente anche don Riboldi. “La gente si deve svegliare, dobbiamo lottare uniti. Altrimenti non andremo da nessuna parte”, l’esortazione del prelato anticamorra.

La convenzione è stata firmata stamattina dai giudici, dall’Ordine degli avvocati di Nola e da don Riboldi. Obiettivo: istituire la scuola di formazione per la legalità nei locali della Casa dell’Umana Accoglienza, gestita dalla fondazione Alfonso Maria Liguori, di cui è presidente il vescovo emerito di Acerra, don Antonio Riboldi appunto.

Il patto è stato stipulato da Giuseppe Visone, pm della Procura di Nola, in rappresentanza dall’Anm, l’ Associazione nazionale magistrati, da Francesco Urraro, presidente dell’ordine degli avvocati del foro di Nola e dallo stesso don Riboldi. "Questa città si deve svegliare, tutti insieme, uniti, dobbiamo fare qualcosa", l’esortazione del prelato. L’iniziativa è stata promossa dall’avvocato Giovanni Bianco. Durante la conferenza stampa tenuta stamattina nel salone principale della Casa dell’Umana Accoglienza, nel centro storico di Acerra, l’avvocato Domenico Paolella ha letto un messaggio di Lucia Borsellino, sorella del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992, al quale è stato dedicato il progetto che partirà dal prossimo giugno: giudici e avvocati terranno lezioni di antimafia per professionisti del settore e cittadini comuni.

“Ho avuto modo di conoscere personalmente la vostra realtà – ha scritto Lucia Borsellino – a questa scuola di legalità contro la logica della sopraffazione va il mio sostegno”. Poco prima della lettura del messaggio della sorella del giudice assassinato il pubblico ministero Giuseppe Visone ha puntato il suo intervento sulla scollatura tra le istituzioni e la società. “Troppi morti ci sono stati ad Acerra negli ultimi anni – ha dichiarato Visone – qualcosa si è rotto tra società e istituzioni. Ma l’obiettivo del progetto è ambizioso perché la strada maestra è questa: recuperare vivibilità”. Poi l’intervento di don Riboldi.

Un fiume in piena: “Non è facile portare la legalità perché in una città come Acerra la criminalità non sopporta chi tenta di scardinarla: occorre fare qualcosa di concreto che susciti curiosità. Ma è il popolo che si deve svegliare. Solo la Chiesa fa alcune cose. O la gente si sveglia o rimarremo così. E da soli non andremo da nessuna parte”.

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