Monsignor Antonio Di Donna spiega che è però necessario rispettare integralmente la legge ma aggiunge: “Necessario evitare semplificazioni che portano alla criminalizzazione dei movimenti”.
Monsignor Antonio Di Donna è intervenuto attraverso un comunicato stampa dopo l’occupazione del duomo di Acerra, avvenuta venerdì sera e durata qualche ora. Protagonisti dell’ennesima azione di protesta puntata al lavoro: i disoccupati aderenti all’autorganizzazione locale.
“Condividiamo il grido di dolore dei tanti senzalavoro che vivono nella nostra città”, scrive il vescovo che “nel pieno rispetto della giustizia, invita ad evitare semplificazioni che portano alla criminalizzazione dei movimenti”. Di Donna ha ascoltato i disoccupati che hanno attraversato in questi giorni la città per chiedere la liberazione di alcuni attivisti, finiti agli arresti domiciliari alcune settimane fa per una serie di presunte intimidazioni ai danni della Regione Campania.
“Nel pieno e inderogabile rispetto della giustizia – aggiunge nel suo comunicato il vescovo di Acerra – condivido però la preoccupazione e il grido di dolore dei tanti senzalavoro e delle loro famiglie che popolano il nostro territorio”. E’ una presa di posizione di quelle che pesano, destinata a far parlare di sé. “Ribadisco – rintuzza però il vescovo – che la mancanza di occupazione non può mai trasformarsi in pretesto per la lotta violenta e l’illegalità ma invito allo stesso tempo a evitare semplificazioni che portano alla generale criminalizzazione dei movimenti e che distraggono dal dramma reale della disoccupazione che affligge tanti giovani e altrettante famiglie”.
Quindi l’appello alle istituzioni: “Siano quanto prima adottate iniziative concrete e adatte ad alleviare il dramma della disoccupazione e vengano sbloccati progetti per l’inserimento lavorativo”.

