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Acerra, i disoccupati assediano il comune: interviene il Vescovo

Presidio dei senza lavoro davanti al municpio. E il sindaco Raffaele Lettieri riceve il Vescovo, Giovanni Rinaldi.

Sette milioni e mezzo per finanziare progetti d’impresa nella raccolta differenziata e nel monitoraggio ambientale. Danaro stanziato dal governo ma bloccato da un braccio di ferro tra la regione Campania e i 3270 disoccupati napoletani iscritti al piano Bros, acronimo di Budget per il reinserimento occupazionale e sociale.

Intanto la rabbia monta e i senzalavoro ieri hanno rotto gli indugi. La cellula acerrana dei cosiddetti “Bros”, composta da circa 250 disoccuppati, ieri mattina ha preso nel mirino il municipio. Un gazebo di protesta e un cordone umano che a un certo punto ha come cinto d’assedio il perimetro anteriore del palazzo comunale. Un presidio e un appello: “Chiediamo l’intervento del vescovo”. Detto e fatto. Monsignor Giovanni Rinaldi ha incontrato in municipio il sindaco, Raffaele Lettieri. L’incontro è stato piuttosto lungo.

“Gli ho chiesto – riferisce il prelato – se alla Regione ci sia un programma finalizzato alla concretizzazione dei finanziamenti. Dal colloquio col primo cittadino è emerso che c’è un contrasto scaturito dal fatto che la regione Campania pensa che il danaro stanziato dal governo possa costituire per i disoccupati un alibi per pretenderne altro una volta esaurito il finanziamento. Invece – racconta ancora il vescovo – quel danaro è per un progetto a tempo determinato, dopodiché dovranno essere i senza lavoro, costituiti in cooperativa, a essere in grado di fare ingresso nel mercato. A ogni modo – chiarisce Rinaldi – anch’io sono per lo sblocco di questi fondi”. I senza lavoro rivendicano l’impegno concreto dello Stato, la discesa in campo dell’assessorato regionale al ramo, diretto da Severino Nappi.

“Non possiamo essere lasciati soli – spiegano i disoccupati – prima di tutto bisogna sbloccare i soldi. Ma Nappi ci ha risposto che lui come forma d’aiuto concepisce solo l’incentivo all’assunzione, peraltro irrisorio. Invece – rintuzzano i manifestanti – il progetto Bros è valido perché obbliga le istituzioni a pianificare la raccolta differenziata e tutte le altre forme di attività connesse allo smaltimento dei rifiuti e alle bonifiche ambientali. Senza il controllo dello Stato – l’interrogativo degli iscritti al Bros – come potranno le nostre cooperative fare ingresso in un mercato monopolizzato, qui in Campania, da poteri occulti e criminali?”. Lo scontro, dunque, è politico. Da un lato c’è una Regione Campania che sul fronte della disoccupazione ha concepito lo strumento dell’incentivo all’assunzione (una somma di 5mila euro pro capite) destinato alle imprese. Purtroppo, però, i recenti dati nazionali sul record negativo della Campania in materia di disoccupazione pendono a sfavore dell’azione amministrativa di palazzo Santa Lucia.

Del resto i cartelli con le scritte rosse in campo bianco appesi alla cancellata del comune spiegano chiaramente il divario esistente tra la giunta Caldoro e il movimento dei disoccupati. “Gli incentivi di Nappi hanno fallito – la loro critica – senza una programmazione istituzionale precisa non si va da nessuna parte, senza un accompagnamento amministrativo siamo come agnelli mandati in mezzo a un branco di lupi”. E’ in questa chiave che i Bros contestano le politiche puntate al mero incenerimento dei rifiuti. “Oltre al danno ambientale, tra l’altro gravissimo – aggiungono – c’è anche quello occupazionale: qui abbiamo il termovalorizzatore che non ha alleviato per niente la disoccupazione locale e inoltre abbiamo la Tav, che pure non ha fatto nulla sotto quest’aspetto”. Il gazebo dei disoccupati resterà davanti al comune a tempo indeterminato. La vertenza è appena iniziata e nessuno riesce a intravederne sviluppi.

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