Ieri sera, nella chiesa del Gesù Redentore, è stata presentata l’associazione che tenterà di contrastare il pizzo in una delle storiche roccaforti della camorra.
“Non lasciateli soli”. E’ stato di quelli più che eloquenti l’appello del vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, rivolto ieri sera alle autorità presenti all’inaugurazione della prima associazione antiracket in uno dei territori più difficili del Mezzogiorno. L’evento, storico per l’agro acerrano, devastato da una mentalità mafiosa pregnante e da una conseguente omertà diffusa, è stato celebrato nella parrocchia del Gesù Redentore, in via Fondola, periferia sud di Acerra. Qui il parroco, don Luca Russo, ha raccolto la richiesta di aiuto dei piccoli imprenditori della zona che hanno trovato il coraggio di denunciare il pizzo.
Tra questi c’è Vincenzo Montano, neopresidente dell’associazione antiracket di Acerra, che ha raccontato davanti a centinaia di persone la sua storia. Accanto a lui c’erano Salvatore Cantone, presidente dell’associazione antiusura e antiracket di Pomigliano, Rosario D’Angelo, coordinatore delle associazioni antiusura e antiracket campane, Tano Grasso, presidente onorario della Fai, e Santi Giuffrè, commissario nazionale per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura.
Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, anche il questore di Napoli, Guido Marino, il neocomandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il colonnello Antonio De Vita, salutato dal lungo applauso della folla, il dirigente del commissariato di polizia di Acerra, Pietropaolo Auriemma, il comandante della compagnia carabinieri di Castello di Cisterna, tenente Antonio Orlando, e il comandante della caserma della guardia di finanza di Casalnuovo, il capitano Giuseppe Di Stasio. Nella platea gli esponenti delle 16 associazioni antiracket sorte finora in Campania grazie all’insistente opera della Fai.
(>Fonte foto: Rete internet)

