Dal D Day dei comitati testimonianze fotografiche dello scempio ambientale. Don Patriciello: “Cittadini: se è il caso fate le barricate”. Il dottor Marfella: “L’Istituto di sanità sostiene che l’amianto è tra le cause del cancro nella Terra dei Fuochi”.
Ancora amianto nelle campagne più contaminate d’Italia, ancora asbesto killer staccato dai tetti delle case e dei capannoni e poi abbandonato nei terreni coltivati dalle cosiddette “aziende di bonifica” della camorra. Le foto che lo testimoniano sono quelle degli attivisti dei comitati della Terra dei Fuochi che nel fine settimana hanno animato il D Day, la tre giorni di denunce nei gazebo montati nelle piazze delle cittadine più flagellate dall’ecomafia. E le fotografie scattate dagli ambientalisti non lasciano spazi al dubbio: quintali di eternit spaccato e gettato ai bordi dei campi coltivati, in località Palmiano, ad Acerra, dove alcuni mesi fa la Forestale ha sequestrato una collina di veleni, un bubbone utilizzato fino a tempi molto recenti da scaricatori senza scrupoli.
Un ammasso di schifezze creato giorno per giorno sotto gli occhi di un colono che dice di non aver voluto parlare perchè frenato dalla paura e dalla sfiducia nelle istituzioni. Intanto ancora amianto, nei campi coltivati, sotto i ponti di Caivano, territorio confinante con quello di Acerra. Riferisce cose davvero brutte don Maurizio Patriciello,sacerdote simbolo della Terra dei Fuochi, che ieri si è recato anche ad Acerra, a portare la sua testimonianza sotto il gazebo montato davanti al duomo. “L’ ingegnere Augusto Albo, volontario del “Coordinamento comitati fuochi” – fa sapere don Maurizio – scrive: “Nel giro di stamane, domenica 18 maggio 2014 , con Mauro Pagnano nelle campagne di Caivano-Casolla, la sensazione netta è che la situazione sia decisamente peggiorata in alcune zone,e che in altre ci sia stato un trascurabile miglioramento.
La cosa peggiore è la presenza di amianto sbriciolato e di innumerevoli letti di combustione (fondo di tessuti, gomma e pezzi di legno) già pronti per ospitare e poi bruciare altro materiale tossico”. Don Patriciello avverte: “L’amianto sbriciolato è pericolosissimo e se inalato può provocare il mesotelioma, cioè un terribile cancro, anche a distanza di 15 – 20 anni”. Quindi l’esortazione provocatoria del parroco anti ecomafia: “Cari concittadini: correte ai ripari. Protestate, fatevi sentire. Se è il caso fate le barricate. La vita dei vostri figli è la cosa più preziosa che avete e se chi la deve tutelare non lo fa, si rende complice di un grande crimine. Se non ne è capace, può sempre andarsene a casa sua.
Nessuno ha obbligato nessuno a scendere in politica. Se, volontariamente, si sono assunti questo nobilissimo e importante compito, devono essere in grado di portarlo a compimento per il bene della collettività”. Anche il dottor Antonio Marfella, il noto medico ambientalista dell’Istituto Nazionale dei Tumori, il Pascale, è in piena mobilitazione. Sta chiamando a raccolta i luminari del settore nel tentativo di fare qualcosa. Stamattina, al “Crom” di Avellino, la fondazione Pascale, il direttore generale Tonino Pedicini e il direttore scientifico Gennaro Ciliberto hanno organizzato un convegno sul tema “Amianto in Campania e in Irpinia”.
Con Marfella, Pedicini e Ciliberto ci saranno il professor Pietro Comba e Lucia Fazzo, autori dell’ultimo report “Sentieri 2014″. ” In questo report – annuncia il dottor Marfella – per la prima volta l’Istituto Superiore di Sanità accerta una responsabilità diretta dei rifiuti tossici come l’amianto nell’incremento del cancro in Terra dei Fuochi”. Al convegno parteciperà anche il professor Massimo Menegozzo, responsabile del registro dei mesoteliomi. ” Si tratterà – aggiunge Marfella – di fare il punto non solo scientifico ma anche operativo sulla disastrosa situazione del mancato smaltimento dell’amianto in Campania, cosa che come medico dell’ambiente ho da anni messo al primo posto per la necessità di impianti a tutela della salute pubblica nella nostra regione”.





