Presentata ieri al CAM la terza edizione di “Videoart PlatforM” a cura di Antonio Manfredi. Arte e cronaca in un nuovo evento, mentre la collezione permanente del museo resta coperta in segno di protesta.
Il Cam di Casoria continua la sua programmazione anche durante la protesta che ha visto lo stesso direttore bruciare una sua opera, esposta alla 56° biennale di Venezia il 2 marzo scorso. Le opere della collezione permanente restano ancora coperte e sostituite da fotocopie per protesta contro l’indifferenza da parte delle istituzioni. Il nuovo ed incisivo evento all’insegna dell’internazionalità artistica e dell’arte/cronaca contrasta con il bianco del museo da cui sono «cancellate» le opere. CAMMOVIE_Videoart Platform, a cura di Antonio Manfredi, presentato ieri 31 marzo, sarà visitabile fino al 31 maggio, giunto alla terza edizione, il contenitore digitale offre spunti di riflessione e di confronti attraverso gli sguardi degli artisti e le immagini del mondo virtuale per un insieme di informazioni che spaziano dall’attualità dei drammi umani alla bellezza dell’arte digitale.
Anche quest’anno CAMMOVIE ospita quattro sezioni: GOD-MEN, sulle figure dei dittatori e sugli effetti del loro potere; PROMISE LAND_From Lampedusa to Domitiana, che mostra i percorsi dei viaggi della speranza e il degrado in cui si evolvono; STATE MAFIA_The performances of politics, sui rapporti tra gli organi di governo e le organizzazioni criminali; MAGMART VII ed., festival internazionale di videoarte. La sezione dedicata ai dittatori che attualmente governano nel mondo, GOD-MEN, ne metaforizza il potere assolutistico attraverso le immagini delle parate militari e delle repressioni armate. L’opposizione che osa rivelarsi viene brutalmente cancellata dagli oppressori, dagli uomini-Dio (God-men), attraverso l’intervento armato. Sullo sfondo di queste visioni appare la famosa scena de Il grande dittatore: Charlie Chaplin che danza abbracciando un mappamondo e le sue velleità di grandezza, simile ai tiranni che la civiltà accetta e che non combatte.
STATE MAFIA_The performances of politics, focalizza l’attenzione sulla difficile realtà italiana dei rapporti tra le mafie e lo Stato. La rete web diventa fonte d’informazione reale da cui attingere per trasformare la cronaca in video arte. Le immagini, le intercettazioni, le testimonianze si susseguono in un excursus drammatico che enfatizza gli episodi di concussione tra il potere politico, economico e quello della criminalità organizzata. Compito di un’arte che si fa sociale è indignarsi per i meccanismi di potere che condizionano la società civile attraverso la loro messa in scena in video. PROMISE LAND, la terra promessa dei sogni degli immigrati si trasforma negli incubi dei barconi che appaiono a Lampedusa, nei volti sofferenti, nelle fughe disperate e negli oggetti che segnano il passaggio del dolore nelle foto scattate da Alessia Capasso durante la sua permanenza sull’isola.
Nella stessa sezione il lampedusano Giacomo Sferlazzo mostra un video dal poetico dialogo senza parole con le imbarcazioni degli immigrati arenate sulla spiaggia dell’isola siciliana e presenta l’installazione «Barchette», per chiedere l’apertura di un corridoio umanitario che eviti le migliaia di morti durante i viaggi tra l’Africa e l’Europa (15.760 decessi dal 1988). Le aspirazioni degli stranieri arrivati in Italia deluse dalle condizioni della difficile realtà campana in cui si trovano da emarginati e irregolari, facili prede della criminalità organizzata. Così la «terra promessa» offre solo una vita di degrado e in continua precarietà come testimoniano le immagini in bianco e nero di Giovanni Izzo. I suoi ritratti della «Domiziana» la desolazione in cui gli immigrati vivono: accampamenti, rifugi improvvisati, lo squallore di vite dimenticate dal mondo. È in questo scenario che aspettano gli autobus che li portano a lavorare sottopagati nei campi o a popolare le strade della prostituzione.
Con l’ultima sezione, il museo di Casoria conferma, per il settimo anno consecutivo, il suo partenariato con il noto festival internazionale MAGMART_video under volcano diretto da Enrico Tomaselli. Questa edizione ha visto il coinvolgimento di circa 700 video inviati da 70 nazioni differenti confermando il sempre maggiore successo del festival e il coinvolgimento per questa forma d’arte. La giuria composta da Agata Chiusano, Giuseppe De Marco, Sotiris Iliadis, Luca Magnoni, Antonio Manfredi, Enrico Tomaselli, Jose Vieira, vota e seleziona i video online. I 30 vincitori entrano a far parte della collezione permanente del CAM, visibili in occasione di CAMMOVIE presso le postazioni video del museo di Casoria.
(Fonte Foto:Rete Internet)

