Il decreto n.50, che reca la firma del sindaco Salvatore Di Sarno è di ieri, venerdì 27 ottobre, e non riporta né il nome né il settore del responsabile sospeso. Per buona misura non compare più, nell’albo pretorio del Comune, nemmeno il decreto di nomina (il numero 20 del 4 agosto 2017) citato – come da prassi – nel decreto di sospensione.
Sul nome del responsabile destinatario del provvedimento, un colpo di pennarello nero a tutelare la privacy, così come la legge vigente vuole. Una «macchia nera» dovuta, ma già ieri «segreto di Pulcinella» e soprattutto indice di una conversione al pugno di ferro in quel di Palazzo Torino. Già, perché l’articolo della legge che impone la sospensione di un dirigente (o meglio, istruttore direttivo tecnico cat. D1 con contratto a tempo indeterminato) ossia il numero 7 della 241/90 (norme sul procedimento amministrativo), non ha poi visto in passato, in casi molto più eclatanti, applicazioni così rigide e repentine.
La sospensione del responsabile, che anche qui ci guardiamo bene dal citare, è motivata dall’avvio di un procedimento amministrativo (e nemmeno i dettagli del suddetto sono resi noti, ovviamente) ed è disposta in maniera cautelare. Il decreto è stato trasmesso ai responsabili di posizione organizzativa per gli adempimenti consequenziali e l’innominato/a potrà presentare ricorso al Tar entro 60 giorni da ieri, o entro 120 giorni se dovesse decidere di appellarsi direttamente al Presidente della Repubblica.




