Uno dei modi più utilizzati dalla politica per parlare ai cittadini sono le conferenze stampa. Due anni fa, dopo le dimissioni di Guadagno, ce ne furono due, una dello stesso Guadagno, che simbolicamente la tenne da solo nel suo studio medico; l’altra del Partito Democratico nella sede istituzionale di Via Dante Alighieri.
Lunedì 24 aprile (due giorni prima della inaspettata caduta dell’amministrazione Viscovo), il partito democratico vollese si è riunito ed ha tenuto, questa volta, una sola conferenza stampa. A parlare il capogruppo Viola, l’ex sindaco Guadagno e l’ex segretario Esposito.
Il motivo: chiarire i fatti, le responsabilità e le “menzogne” scaricategli addosso dall’ormai ex sindaco Viscovo.
Erano diverse settimane che i giornali locali e i social avevano ospitato i dibattiti e gli scambi, con le più svariate accuse, tra i vari “amministratori”, di ieri, di oggi e di domani, sulla cementificazione del territorio vollese. Ed è proprio vero che talvolta le accuse, le calunnie e il chiacchiericcio anziché demolire, fortificano. Infatti, le “menzogne” dell’ex sindaco Viscovo, non hanno fatto altro che rafforzare le controparti e riunirle.
Quindi, tutti insieme appassionatamente per smentire e raccontare un’altra versione dei fatti, con tanto di tomi di atti e documenti e con la sezione affollata da buona parte dei tesserati, attenti e fiduciosi nelle parole di giustizia espresse dai loro rappresentanti, entrambi leader del partito.
Viola, dopo aver chiaramente dimostrato malumore per l’intenzione da parte un po’ di tutti di voler addebitare al Partito democratico ogni colpa, ha fatto una breve e sintetica analisi della storia, nella quale ha motivato gli interventi edificatori uno per uno, citandone periodo, normativa. All’occorrenza egli è ricorso al “potere esaurito” della politica che forse non poteva decidere diversamente.
Per Viola “ … lo scempio vero del paese è l’aggressione alle zone F2 (zone di attrezzature ndr) … Tutto nasceva nel novembre del 2014, quando una nota dell’ingegnere Gatta, responsabile dell’ufficio tecnico, segnalava all’allora sindaco Angelo Guadagno, che ci potevano essere questi permessi di edilizia residenziale nelle zone F2, che in virtù della legge regionale del 2011, il cosiddetto Piano Casa, e secondo alcuni comma, si poteva avere un cambio di destinazione d’uso, una volta ottenuta la licenza per poter costruire. Le zone F2 sono zone destinate all’interesse pubblico o all’interesse collettivo. Quindi in quell’occasione, il Partito Democratico, sia attraverso il nostro assessore A. Navarro, sia attraverso i consiglieri, ha inviato varie note al responsabile dell’ufficio tecnico nelle quali si intimava di trovare tutte le norme tecniche e giuridiche che potessero frenare questo scempio.”
Invece, la storia recente racconta come il capo dell’ufficio tecnico non sia riuscito a trovare gli argini necessari per frenare le gru.
Poi è stata la volta di Guadagno, che ha fatto un’analisi dei numeri delle concessioni che Viscovo aveva diffuso sui manifesti e sui social: “Mi basta poco per sconfessare quei numeri – ha detto – quelli sono i numeri legati alle concessioni … A me basta dirvi quello che è stato introitato da quelle concessioni …” Guadagno ha fornito le cifre incassate dal Comune di Volla di oneri concessori delle varie costruzioni. “ … nel 2017 l’amministrazione ha appostato al bilancio un milione e cinquecentomila euro, ad oggi ad aprile già hanno incassato 900 mila euro … nel 2016 sono stati incassati 2 milioni e 400 mila euro, nel 2015, 1 milione e 990 mila euro; nel 2014, 880 mila, nel 2013, 1 milione di euro; nel 2012, 500 mila euro.” (per un totale di circa 8 milioni di euro in sette anni, incassate dal comune di Volla a titolo di oneri di urbanizzazione, cioè fogne, illuminazione, strade ecc … ma spesi per altro)
Guadagno racconta dettagliatamente tutto, non nasconde rancore per chi lo ritiene responsabile e lo accusa ancora “ … Viscovo ha avuto la faccia tosta e la malafede di scaricare sull’amministrazione Guadagno quella scelta politica … Io ero capogruppo del partito democratico dal 2007 al 2012, e nella delibera del consiglio fatto a luglio del 2009 si evincono chiaramente le scelte che sono state fatte su alcune zone di Edilizia Residenziale Sociale (via Filichito e via Sepone) che oggi il sindaco in mala fede vuole addebitare alla mia amministrazione … Successivamente nel febbraio del 2010, come tutti i paesi della Campania, fummo chiamati in consiglio comunale ad individuare le zone su cui poter applicare il “Piano Casa”. In quell’occasione l’amministrazione Ricci aveva lasciato fuori tutto il territorio di Volla e aveva blindato solo quelle due zone che sono state salvate dal “Piano casa”. A questi interventi io e i miei colleghi abbiamo votato contro per ben due volte”. (Il consiglio comunale votò all’unanimità l’estensione del Piano Casa a tutto il territorio vollese, accogliendo il suggerimento della minoranza di centro sinistra. Sembra che grazie a quella decisione, a quella estensione che si è potuto costruire quello che si vede oggi sul territorio vollese. Sembra che senza l’estensione del piano casa a tutto il territorio, le zone F2 sarebbero rimaste tali. ndr).
Sulla stessa lunghezza d’onda le parole dei due leader del Partito Democratico vollese che, quasi come a voler risanare tutti i loro “contrasti politici” del passato, di quando erano governo del paese, si apprestano al “volemose bene” della riunione familiare di domenica prossima, 30 aprile, le primarie del PD. E che vinca il migliore!



