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Volla. Eccellenze dal territorio al palco del Volart.

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Terza edizione del Volart, domenica 5 marzo nel Foyer della galleria “Sedici casa”. Giovani, musica, spettacolo  e tanta, tanta cultura … in una sola parola, l’Arte a Volla.

Il mondo è ricco di passioni. Indipendentemente da cosa o da chi vengano suscitate, ciascuna ha di particolare lo stile con la quale viene espressa. Ci sono delle passioni che si accontentano di sapere di esistere, altre hanno necessariamente bisogno di essere indossate per giungere a destinazione.

Ad esempio la musica. Molto spesso non basta averne solo passione. Essa resta necessaria, ma non sufficiente. Chi ama la musica ha bisogno di indossarla addosso come fosse un capo d’alta moda. Un abito melodico creato da qualsiasi strumento o da qualsiasi timbro di voce. L’incantesimo avviene quando si è capaci di trasformare, utilizzando quell’abito, l’emozione in melodia, trasferendo a chi ascolta il passaggio dalla melodia all’emozione. Chissà in quante anime alberga questa passione, che non ha potuto mai essere indossata. Per molteplici ragioni, l’opportunità di poter esprimere il proprio sogno, non resta cosa facile per tutti. Nella migliore dell’ipotesi, si studia la materia, si capisce che c’è stoffa ma quell’abito non si riesce mai ad indossarlo e tanto meno a sfilare in passerella.

A Volla,  domenica 5 marzo si è svolta la terza Edizione di “Volart” acronimo di Arte a Volla. Spettacolo di Musica e arte per i giovani di Volla fortemente voluto dal maestro Giuseppe Lipari direttore dell’associazione  “Centro studi musica”. Come le precedenti edizioni  lo spettacolo ha avuto forma nel Foyer della Galleria Sedicicasa. Patron della manifestazione l’imprenditore Luciano Manfellotti che ha accolto e sostenuto lo spettacolo, in collaborazione con altre aziende  commerciali  del territorio.  “Volart non è solo la fusione tra le parole “Volla” ed “Arte”, ma la rappresentazione di un contenitore nel quale entra tutto ciò che troviamo di bello nella vita, tutte le eccellenze”, spiega con entusiasmo il maestro Lipari. Quell’entusiasmo che si può trovare solo nelle persone certe di muoversi per il bene dei giovani.

Il titolo di questa terza edizione: “I misteri di Napoli ispirano Caravaggio”. Il filo conduttore dello spettacolo è ancora una volta la forza segreta e misteriosa di Napoli, ed i suoi simboli, come ad esempio o’ Munaciello e la Bella Mbriana, che ancora oggi condizionano la quotidianità del popolo partenopeo.  La narrazione di storie curiose e emozionanti con l’obbligatorio nesso alla città di Volla, attraverso le giovani voci di Pina Lipari,  Gabriella Picardi e Gennaro Rosati.

Ore 19,00 circa, cala il silenzio in sala all’ascolto emozionante della dolce e raffinata melodia del violino di Nives Viscovo. Ad alternare le storie poi le acerbe e fresche voci dei giovani cantanti: Alessia Bortone, Ciro Marra, Natalia Maione, Annalisa Russo, Carmen Baldari, Chiara Cozzolino  e Roberta Ramaglia. Poi il giovane tenore Pasquale Francese a dimostrazione che nulla manca al territorio. Infine i quattro i quattro giovani pianisti M° Giuseppe Leone, M° Mario Esposito, Francesca Genny Di Costanzo e Alessandro Catalano.

Quest’anno lo spettacolo si è avvalso di un momento di cultura innovativo e straordinario. L’arte dei “Tableaux Vivants”, quadri viventi,  interpretata dai Teatri 35, ossia gli attori Gaetano Coccia, Ottavio De Santis, e Antonella Parrella. Attori che si improvvisano scenografi, attrezzisti  e modelli allo stesso tempo. Un solo faro di luce su morbidi drappeggi, muscoli tesi e sguardi fissi, caratterizzati da un veloce e inaspettato fermo immagine, come a creare un ritratto nel ritratto delle opere del Caravaggio. Istanti di silenzio, poi in sottofondo bisbigli di stupore, fino a raggiungere una Standing Ovation per questa suggestiva arte a molti ancora sconosciuta.

Ospite di eccezione l’ex procuratore di Napoli Giandomenico Lepore, che con parole ironiche  e stimolanti, ha premiato uno ad uno i giovani artisti, sottolineando la magnificenza dello spettacolo a cui aveva appena assistito. Lepore ha anche premiato Ernesto Russo, in virtù di  una canzone scritta dedicata al grande Lucio Dalla interpretata durante la serata.

Ogni territorio possiede le sue eccellenze. Esse, talvolta, hanno bisogno solo dell’opportunità, non sempre per raggiungere il palco da professionisti, ma semplicemente per deliziare di quelle emozioni. Questo avviene quando ci sono persone che in maniera disinteressata credono nei giovani, danno loro una possibilità, prendendone in cambio semplicemente la ricchezza per dare pregio culturale al proprio paese.

 

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