Scatta una foto al voto: denunciata una donna a Somma Vesuviana
A Somma Vesuviana, un gesto apparentemente banale ha portato a una denuncia. Nel pomeriggio di ieri, una donna si è resa protagonista di un comportamento vietato dalla legge: ha fotografato la propria scheda elettorale dopo aver votato. L’episodio è avvenuto all’interno del seggio numero 29, situato nella scuola di via Costantinopoli, nel quartiere Rione Trieste.
Secondo quanto ricostruito, la donna, dopo aver espresso la propria preferenza nella cabina elettorale, ha estratto il telefono cellulare e scattato un’immagine della scheda. Il gesto non è passato inosservato: i componenti del seggio si sono accorti immediatamente dell’accaduto e hanno prontamente informato i carabinieri della stazione locale.
I militari dell’Arma sono intervenuti sul posto e, seguendo la prassi prevista per queste situazioni, hanno proceduto alla denuncia della donna per violazione delle norme sul segreto del voto.
In Italia, la legge è chiara e severa su questo punto. L’articolo 1, comma 4, della legge n. 96 del 30 maggio 2008, vieta espressamente l’utilizzo di dispositivi in grado di fotografare o registrare all’interno della cabina. La norma è pensata per garantire la libertà e la segretezza del voto, principi fondamentali della democrazia.
Chi viola questa disposizione rischia conseguenze penali: è prevista la reclusione da uno a sei mesi oppure una sanzione pecuniaria compresa tra 300 e 1.000 euro. In questo caso, toccherà ora all’autorità giudiziaria stabilire le responsabilità e le eventuali misure da adottare nei confronti della donna.
Un episodio che ricorda quanto sia importante rispettare le regole, anche – e soprattutto – durante un momento cruciale come quello del voto.



