Vesuvio 1906, la drammatica cronaca americana di devastazione e di morte

La sperimentazione in Italia dell’ It – Alert, grazie ad un messaggio di preallarme sui telefoni delle persone, ha fornito finalmente un sistema innovativo che salverebbe tante vite umane nel caso di una eventuale calamità naturale. Il 4 aprile del 1906, non fu così: la tremenda eruzione, le cui conseguenze furono documentate sul giornale americano Tribune di New York (New York [NY]) del 10 aprile 1906, portò alla morte 216 persone. Uno scenario, anche se spesso impreciso nei dati, accuratamente descritto dal corrispondente americano.
New York Tribune
Naples, April 9, 1906 – Reports of fatalities consequent the eruption of Mount Vesuvius are coming in. According to information received late tonight probably five hundred lives were lost. It is said that more than two hundred perished in the district of San Giuseppe Vesuviano, while from the ruins of a church which collapsed, owing to the weight of ashes on the roof, forty-nine bodies were extricated.[…] Da Napoli, infatti, stavano arrivando notizie di vittime in seguito all’eruzione. Le informazioni, pervenute nella tarda serata del 8 aprile, erano tragiche: sarebbero morte cinquecento persone [in realtĂ  sarebbero state 216]. PiĂą di duecento perirono tra Ottajano e nella contrada di San Giuseppe Vesuviano, dove dai ruderi di una chiesa crollata [chiesetta dell’oratorio dello Spirito Santo – cit. L. Iroso], per il peso delle ceneri sul tetto, furono districati addirittura i primi quarantanove corpi. A San Giuseppe Vesuviano morirono ancora altre trentasette persone per la caduta di case. Un convoglio ferroviario diretto a Napoli fu sbalzato dai binari da una pioggia di sassi provenienti dal cratere. La cavalleria, venuta in soccorso degli abitanti, non riuscì a fare alcun progresso: la pioggia di cenere caduta aveva generato uno spessore di trenta centimetri, rendendo impossibile il movimento dei cavalli. Il mare era molto agitato. Il cielo si era schiarito, ma pesanti nubi iniziavano ad incombere a est, minacciando ulteriori acquazzoni. I flussi di lava erano quasi stazionari. Le truppe stavano erigendo barriere in direzione di Pompei per evitare ulteriori pericoli in quella zona.
1906- Prof. Matteucci
Il professor Raffaele Vittorio Matteucci, direttore del Regio Osservatorio, per l’occasione inviò il seguente messaggio: L’attivitĂ  esplosiva del Vesuvio, che ieri era molto intensa ed accompagnata da scariche elettriche molto potenti, è diminuita. Ieri sera e durante la notte cessò l’espulsione delle rocce, ma aumentò l’emissione della sabbia, che mi avvolse completamente e formò un letto profondo piĂą di dieci centimetri, che portò la desolazione in questa regione elevata. Masse di sabbia che scivolavano lungo la terra creavano un’oscuritĂ  completa fino alle 7. Diversi blocchi di pietra hanno rotto le finestre dell’osservatorio. Le scosse di terremoto di ieri notte sono state piĂą forti e frequenti rispetto a ieri e hanno spostato l’apparato sismico. Ieri pomeriggio e stamattina sono caduti torrenti di sabbia. Mentre telegrafo, dal cratere allargato e dai nuovi crepacci si sollevano senza rimbombo parecchi gomitoli di copertone.
1906 – lava a Boscotrecase
Oltre alla devastazione operata dalla lava, il danno causato dalla cenere fu colossale, tantochĂ© San Giuseppe Vesuviano, paese di seimila abitanti, pagò un notevole tributo di morte. L’unica cosa rimasta in piedi nella chiesetta fu la statua di Sant’Anna, la cui conservazione dalla distruzione fu vista come un miracolo e come una promessa di liberazione dal pericolo. Ad Ottaviano, cinque chiese e dieci case caddero sotto il peso della cenere. Nella caduta degli edifici morirono circa dodici persone e molte rimasero ferite piĂą o meno gravemente. La cittadina era interamente deserta. I rapporti che arrivavano dalla costa e dalle cittĂ  dell’entroterra raccontarono di terribili devastazioni. San Giorgio a Cremano, Portici, Resina e Torre del Greco furono quasi del tutto abbandonate. Gli abitanti di Torre Annunziata, appena avvisati,  furono pronti a partire. Somma Vesuviana fu un altro paese che soffrì molto. La maggior parte degli edifici nei villaggi vesuviani erano di costruzione fragile e con tetti piani, incapaci di sopportare il peso della cenere. Si scoprirĂ , in seguito, che un numero considerevole di persone erano morte a causa del crollo delle loro case. Il corrispondente dell’Associated Press, fece un giro tra i villaggi minacciati. I binari della ferrovia e del tram erano a pochi centimetri di profonditĂ  sotto le ceneri vulcaniche, e lo stesso materiale rendeva le strade impraticabili per i cavalli, così che un’automobile era l’unico mezzo con cui si poteva effettuare l’ispezione del paese devastato. La scena era di miseria e di terrore. Fumo e cenere rendevano difficile la respirazione. Si sentivano lievi tremori della terra e frequenti lampi di fulmini. L’oscuritĂ  arrivò a intervalli molto prima del calare della notte. Nelle strade delle cittĂ  deserte, gli unici rumori che si udivano erano il tonfo dei mucchi di cenere che cadevano sui tetti e lo sbuffo delle automobili. Nei paesi dove ancora c’era gente, le case erano tutte chiuse e gli abitanti vagavano sconsolati per le strade, cercando di trovare conforto possibile dai carabinieri e dai soldati. Questi furono gli eroi del momento, in quanto, per niente stanchi, sembrava che non dormissero mai, e dove c’era pericolo erano freddi, forti e vigili. Nel corso del viaggio si raggiunse un punto da cui si poteva vedere il Vesuvio sotto la sua nuvola di fumo. L’alto cono del vulcano era scomparso quasi interamente, essendo stato inghiottito, tanto che l’altezza della montagna era quasi seicento piedi inferiore a quella di prima. Sul versante nord della montagna si erano formati nuovi crateri.
1906 – Duca d’Aosta
I profughi, dai villaggi minacciati o distrutti, si riversarono a Napoli a migliaia, arrivando con ogni mezzo di trasporto e a piedi. Le strade erano affollate di cortei di uomini e donne che innalzavano croci e piangevano pietosamente. Treni speciali, navi da guerra e piroscafi vennero impiegati per trasportare i senzatetto dalle loro localitĂ  a Napoli, Roma e Castellammare, mentre un gran numero di persone fuggiva via terra in direzione di Caserta. Non meno di quindicimila profughi raggiunsero Castellamare, dove fu ancorato il piroscafo Princess Mafalda. Il re Vittorio Emanuele e la regina Elena, con la loro attivitĂ  a favore delle vittime dell’eruzione, si prodigarono con grandi sforzi per alleviare gli indigenti. Il re e la consorte, con il loro seguito, arrivarono ​​a Napoli da Roma. Quando il treno reale raggiunse la stazione, l’eruzione del vulcano era quasi al suo culmine, ma sia il re che la regina insistettero per partire immediatamente per Torre Annunziata. Sua MaestĂ  pronunziò queste lapidarie parole: Se Torre Annunziata è in pericolo è mio dovere essere lì. In automobile, con tanta difficoltĂ , gli ospiti reali partirono senza indugio per le contrade colpite. Il corteo reale fu accolto con toccanti manifestazioni di gratitudine, tra applausi e pianti, espressioni di ringraziamento e frenetiche azioni di gioia. Per ordine del re non vi fu alcun tentativo di tenere la gente lontana da lui. Le donne baciarono la mano del re e l’abito della regina, esclamando: Dio ti ha mandato a noi. Una delle donne, rivolgendosi al re, gridò: Se tu sei il nostro Re, ordina al vulcano di fermarsi! I sovrani visitarono Sant’Anastasia, Cercola e Somma Vesuviana [piazzetta sotto al campanile di San Domenico]. Ad un certo punto, il corteo reale incontrò un piccolo ciclone di ceneri, che in parte li accecò, soffocò e li fermò. Il re e il suo seguito scesero e proseguirono a piedi. Nel tardo pomeriggio il corteo reale ritornò a Napoli e visitò gli alloggi temporanei predisposti per i fuggitivi.
1906 – treno reale
Le condizioni a Torre Annunziata e Pompei, intanto, erano migliorate a causa del cambiamento della direzione assunta dalla colata lavica. La città di Nola, antica cittadina di quindicimila abitanti, a ventidue miglia da Napoli, soffrì gravemente per la caduta delle ceneri, portate dal vento fino al mare Adriatico. Qui e altrove avevano cercato rifugio numerosi profughi provenienti dal comprensorio vesuviano. Nella caserma dei Granili di Napoli furono alloggiate quattromila persone. La colata di lava che minacciava Torre Annunziata rimase stazionaria, tanto che il pericolo che la località venisse travolta sembrava passato. La quantità di cenere, sollevata dal Vesuvio, fu senza precedenti. In molti luoghi la gente era presa dal panico e regnava uno stato di grande confusione. Alcuni parroci si rifiutarono di aprire le loro chiese alle persone che cercavano di entrare, temendo che un terremoto avrebbe distrutto gli edifici pieni di gente.
1906 – processione a Napoli
Folle di donne, allora, abbatterono le porte delle chiese e si impossessarono delle immagini e delle statue dei santi, che portavano con sé come protezione contro la morte. Molte persone si accamparono lungo le strade e nei campi fuori Torre Annunziata e Ottaviano, dove credevano di essere più sicuri che nei paesi, benché quasi accecati dalla cenere, bagnati fino alle ossa dalla pioggia e terrorizzati dalla gigantesca massa in fiamme. Dei 32.000 abitanti di Torre Annunziata, solo circa duemila osarono restare nel paese, pattugliato dalle truppe. Questo, insomma, fu lo scenario accuratamente descritto dal corrispondente del giornale Tribune di New York, all’indomani della più tremenda eruzione del XX secolo.
1906 – sgombero binari
   

Arbitro filma di nascosto 5 ragazze della scuola sotto la doccia con un telefono spia: arriva la condanna

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Aveva nascosto un cellulare in modo che la telecamera riprendesse giovani ragazze mentre si facevano la doccia. Un episodio che, a cinque anni dalla denuncia presentata dalle vittime, ha portato alla condanna del responsabile, un ex arbitro di calcio. Vittime erano state cinque ragazze della scuola di arbitri di Castellammare di Stabia, all’epoca dei fatti tutte poco piĂą che maggiorenni.

La difesa

A difendere le giovani nella causa intentata presso il tribunale di Torre Annunziata contro l’uomo – che ha scelto il rito abbreviato – sono stati i legali dell’associazione “Libera dalla violenza”, fondata e guidata dall’avvocata Libera Cesino. A riferire della vicenda è la parlamentare Annarita Patriarca, componente dell’ufficio di presidenza della Camera dei deputati e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno dei femminicidi. “Se in Italia si sta diffondendo una nuova cultura dei diritti delle donne – afferma l’esponente di Forza Italia – è anche e soprattutto merito dell’impegno e della tenacia con cui il mondo dell’associazionismo femminile porta avanti le proprie difficili battaglie. Per questo, mi fa piacere ringraziare l’avvocato Libera Cesino e tutto il team legale della sua associazione, Libera dalla violenza, per l’importante risultato ottenuto, a conclusione di un processo celebrato nel tribunale di Torre Annunziata, a difesa di cinque ragazze che erano state filmate a loro insaputa da un ex arbitro, e che sono state costrette a rinunciare al sogno di diventare a loro volta direttori di gara”. “La difesa delle donne e la tutela dei loro diritti sono il banco di prova su cui si misura il grado di civiltĂ  di un Paese – ha concluso Patriarca – Non bisogna mai abbassare la guardia di fronte a episodi di violenza di genere, sia essa fisica o psicologica, perchĂ© si tratta di fenomeni che prosperano col silenzio e nel silenzio. E contro cui risultano fondamentali gli esempi di coraggio e di determinazione come quelli dimostrati dall’associazione guidata dall’avvocato Cesino”.

Fu cacciato dall’Aia

“Il Tribunale di Torre Annunziata ha condannato a due anni di reclusione, con sospensione di pena a termine e condizioni di legge, un ex arbitro che nel 2018 era stato denunciato da cinque ragazze che aveva filmato di nascosto dentro uno spogliatoio. Le ragazze, all’epoca 18enni, erano allieve del corso arbitri organizzato dalla Sezione AIA di Castellammare di Stabia. L’Associazione Italiana Arbitri, all’epoca dei fatti, si era immediatamente attivata procedendo con il ritiro tessera per il soggetto in questione”. Lo ricorda una nota dell’Aia. “Inoltre, a tutela dell’immagine di tutte le ragazze e i ragazzi dell’Associazione e per la vicinanza alla ragazze, l’AIA si era subito costituita parte civile. Il Tribunale ha condannato l’autore della condotta al risarcimento dei danni anche nei confronti dell’AIA. Le ragazze non sono mai state sole ed hanno avuto il pieno appoggio della Sezione di appartenenza e di tutte le strutture regionali e nazionali”, conclude la nota dell’Aia.

Rapine ai negozi di Vesuviano e Nolano, 2 arresti a San Giuseppe

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San Giuseppe Vesuviano: carabinieri arrestano 2 rapinatori A San Giuseppe Vesuviano i Carabinieri della stazione di Saviano hanno eseguito una misura cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Nola su richiesta della locale Procura nei confronti di due 50enni del posto. I due sono ritenuti gravemente indiziati di rapina aggravata in concorso. Le indagini dei carabinieri di Saviano effettuate anche con attività tecniche e coordinati dalla Procura di Nola hanno permesso di raccogliere diversi elementi a carico dei 2 arrestati ritenuti indiziati di aver commesso 2 rapine lo scorso gennaio. I due indagati – con armi e volto travisato – avrebbero rapinato due attività commerciali nei comuni di Saviano ed Ottaviano.

Lo crivella di proiettili per rapinargli lo scooter, preso bandito 17enne: il raid nell’area di servizio

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PORTICI – Su delega del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del collocamento in C.P.A., emessa dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Napoli, nei confronti di un diciasettenne napoletano, gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio aggravato, tentata rapina aggravata, porto abusivo di arma da fuoco in luogo pubblico e ricettazione. Il predetto la sera del 29 marzo 2023, in concorso con altro soggetto in fase di identificazione, mentre era a bordo in qualitĂ  di passeggero di un motoveicolo risultato provento di rapina, avrebbe tentato dapprima di asportare sotto la minaccia di una pistola, lo scooter di un uomo in questa via Reggia di Portici mentre era fermo ad una stazione di rifornimento carburanti, per poi attingerlo con 2 colpi d’arma da fuoco al ginocchio destro e al gluteo sinistro, procurandogli gravissime lesioni idonee a cagionarne la morte. In particolare, la vittima è stata trasportata in codice rosso al Pronto Soccorso dell’Ospedale del Mare dove è stato sottoposto a 2 interventi chirurgici d’urgenza per la lesione dell’arteria poplitea destra con conseguente shock emorragico e successivamente ricoverata in prognosi riservata, per diversi giorni in pericolo di vita. Le risultanze delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Napoli e dal Nucleo Operativo di Poggioreale, il ritrovamento presso l’abitazione del minore di proiettili compatibili con quelli ritrovati sul luogo del delitto (cal. 7,65 x 17 mm) e le descrizioni fisiche fornite dalla persona offesa, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’odierno indagato. Il destinatario del provvedimento restrittivo è stato rintracciato in un’abitazione ubicata a Castel Volturno, in compagnia di altre persone. In sede di perquisizione, è stata trovata nella sua esclusiva disponibilitĂ , occultata all’interno di un armadio una pistola rifornita con 10 proiettili calibro 9×19 mm, fatto per cui è stato deferito all’AutoritĂ  Giudiziaria. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

Nola, al via “Teatro in mostra al museo” per il cartellone culturale “Settembre in arte”

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Nola. Riceviamo e pubblichiamo: Nola, “Teatro in mostra al museo” da oggi al 24 settembre Evento del palinsesto Settembre Arte e Cultura nell’ambito del progetto “Selle orme di Giordano Bruno”. Il sindaco Carlo Buonauro: “In scena la ricca ereditĂ  culturale di Nola” Sipario sull’edizione numero 6 della rassegna “Teatro in mostra al museo” in corso a Nola dal 15 settembre 2023. L’evento, che si concluderĂ  il 24 e che si terrĂ  nei saloni del museo storico archeologico di via Senatore Cocozza, arricchisce il cartellone culturale “Settembre in arte”, che si interseca con il progetto “Sulle orme di Giordano Bruno” attraverso il quale l’amministrazione comunale di Nola, guidata dal sindaco Carlo Buonauro, ha scelto di valorizzare le vocazioni del territorio con una formula che lega a doppio filo i luoghi del filosofo il cui pensiero resiste al passaggio del tempo e continua a rappresentare uno stimolo per accademici e studiosi internazionali, le tradizioni storiche ed artistiche della cittĂ , le eccellenze artistiche, produttive ed agricole. Un’esperienza multisensoriale in grado di soddisfare, tra l’altro, le aspettative di numerosi target e che si rivolge soprattutto ai giovani, chiamati a tramandare l’ereditĂ  culturale e sociale di un territorio che è condensato di elementi storici, archeologici, religiosi oltre che di un patrimonio immateriale che proprio grazie al pensiero di Giordano Bruno ed ai valori che ispirano tutt’oggi la festa dei Gigli rappresenta il Dna di una comunitĂ  sensibile alle tematiche sociali ed ambientali. Dopo gli spettacoli e le iniziative dei mesi scorsi si riprende con la sequenza di rappresentazioni teatrali che coinvolgeranno numerose compagnie della Campania. Per assistervi non sarĂ  necessario pagare alcun biglietto: tutti gli appuntamenti in programma sono, infatti, completamente gratuiti. Il coordinamento dell’associazione teatrale nolana “Pipariello” attraverso la direzione artistica della kermesse che rientra nelle attivitĂ  culturali sostenute dalla cittĂ  metropolitana di Napoli che ha premiato l’idea dell’amministrazione comunale di Nola di realizzare un format capace di destagionalizzare l’offerta turistica e culturale della CittĂ  Bruniana. Un’occasione, insomma, per rafforzare anche in chiave turistica, l’appeal del patrimonio archeologico e religioso del territorio nolano. Nell’attesa di “SportAbility”, la manifestazione in programma per il 23 settembre dedicata allo sport ed all’inclusione, e di “Sulle orme del Gusto”, la due giorni del 29 e del 30 settembre dedicata alla riscoperta dei sapori antichi ecco, dunque, il programma della rassegna “Teatro in mostra al museo”. Domani, 15 settembre, la compagnia teatrale di Visciano “Camomilla a colazione” porterĂ  in scena “Burqa” mentre il 17 toccherĂ  agli artisti di “A fenesta d’a torre” di Torre del Greco esibirsi in “Ditegli sempre di sì” di Eduardo De Filippo. Il 21 settembre sarĂ , invece, la volta della compagnia teatrale “30 allora” di Casagiove con “L’ultimo scugnizzo” di Raffaele Viviani. “Zerottantuno” di Napoli si cimenterĂ  invece con “Donna Chiarina pronto soccorso” di Gaetano Di Maio. L’ultimo appuntamento del 24 settembre porterĂ  in scena la performance “Vieni avanti cretino”, un omaggio a Napoli ed ai suoi artisti in occasione della serata dedicata alle premiazioni finali. <Dal Teatro alla letteratura, dai laboratori artigianali alle mostre d’arte, ed ancora concerti, convegni, visite guidate alla scoperta dei capolavori archeologici ed architettonici della nostra straordinaria CittĂ , senza trascurare la gastronomia d’eccellenza e i momenti di sport come occasione di solidarietĂ  ed inclusione sociale. Un palinsesto – sottolinea il presidente della Fondazione “Festa dei Gigli”, Francesco De Falco che ha collaborato all’ideazione e alla realizzazione del progetto – che conta circa quaranta eventi frutto della cooperazione tra Comune di Nola, CittĂ  Metropolitana di Napoli e le migliori espressioni della cittadinanza attiva e dell’associazionismo del nostro territorio>. . <Un evento straordinario – evidenzia il sindaco di Nola, Carlo Buonauro – che celebra la ricca ereditĂ  culturale e artistica della nostra cittĂ  oltre che un momento di unione e condivisione per tutta la comunitĂ  grazie alla variegata offerta di eventi. La cultura è il cuore pulsante di Nola e questa rassegna è la dimostrazione tangibile di quanto siamo ricchi di tradizioni e di talento artistico>. “Esprimo – prosegue Buonauro – la mia gratitudine alle tante associazioni e ai tanti artisti, musicisti, attori, scrittori e a tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per rendere possibile questa rassegna. Il loro impegno e la loro passione sono il motore che alimenta il nostro spirito culturale>

Sant’Anastasia, illuminazione pubblica di Via e Piazza Madonna dell’Arco

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  Riceviamo e pubblichiamo dall’ing. Vincenzo Spadaro   Tre anni orsono, ottobre del 2020, segnalai, su questo giornale, la grave carenza di visibilitĂ  notturna presente sull’arteria principale di Madonna dell’Arco, quartiere sempre decantato ad ogni tornata di elezione comunale per la sue potenzialitĂ  turistiche connesse alla presenza del Santuario Mariano.   La carenza era determinata dal fogliame degli alberi che, piantati negli anni ’50 del secolo scorso lungo il marciapiede di destra, guardando il Santuario, erano cresciuti a tal punto in altezza da imprigionare, con il loro fogliame, gli organi illuminanti della pubblica illuminazione. La conseguenza inevitabile era che la strada, al tramonto del sole, era illuminata semplicemente dai fari delle auto in transito e dalle luci delle vetrine, che determinavano forti contrasti di luminanza sul manto stradale, pericolosi per la visione e, quindi, per la circolazione.   In tale articolo avevo evidenziato che non c’era altra soluzione al problema se non lo smantellamento dell’impianto di pubblica illuminazione e la sua ricostruzione sul marciapiede opposto, dall’incrocio con Via Romani e sino al ponte della Vesuviana. Tale soluzione era necessaria anche perchĂ© gran parte dei pali esistenti, unitamente ai cavi elettrici ed accessori, risalivano agli anni ’70 del secolo scorso e, quindi, giĂ  avevano superato la loro vita utile.   L’Amministrazione Comunale, invece, ha pensato d’ovviarvi, nell’anno successivo, con una radicale potatura degli alberi e conseguente eliminazione del fogliame.   Sono trascorsi appena due anni e si è ripresentato lo stesso problema in quanto il fogliame degli alberi s’è sviluppato ancora piĂą rigoglioso di prima e, per di piĂą, ha interessato buona parte degli alberi piantumati sull’intera piazza che di sera è quasi al buio, malgrado i numerosi organi illuminanti presenti.   In tale situazione di scarsa illuminazione, è stata autorizzata l’installazione sulla piazza di tavoli e banchetti per la ristorazione, per cui si assiste ai camerieri che, dall’esercizio commerciale ubicato di fronte, devono attraversare la strada per portare le consumazioni a questi tavoli, con il rischio costante d’essere investiti dalle auto.    Ing. Vincenzo Spadaro

Auto in divieto di sosta, giro di vite dei vigili. Chiarita la telefonata di Russo

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Riceviamo e pubblichiamo Pomigliano d’Arco – Prosegue l’azione incisiva dell’Amministrazione Comunale targata Raffaele Russo per garantire maggiore sicurezza nelle strade di Pomigliano d’Arco ed allo stesso tempo sulla viabilitĂ  cittadina. La proficua collaborazione intrapresa negli ultimi mesi con il corpo della Polizia locale ha permesso infatti di avviare una serie di attivitĂ  del controllo del territorio, con particolare attenzione al fenomeno della sosta vietata e di tutti i comportamenti scorretti degli automobilisti che creano non poche difficoltĂ  ai cittadini e – cosa piĂą grave – a coloro che hanno problemi di mobilitĂ  come i portatori di handicap. Non a caso proprio il Sindaco Russo sulla questione è intervenuto piĂą volte chiedendo alla propria polizia locale di essere piĂą presente nelle strade in cui il fenomeno della sosta vietata è maggiormente diffuso. In particolar modo nel centro cittadino, tra via Imperia e via Medaglie d’Oro e quindi in strade dove c’è maggiore concentrazione di negozi e dove in alcune ore della giornata avviene il maggior flusso di auto proprio per lo shopping. Proprio pochi giorni fa lo stesso Sindaco Russo, che quando si reca in Municipio usa l’auto di sua proprietĂ  oppure va a piedi, e come noto rinuncia da ben tre mandati al suo stipendio da primo cittadino, si è reso conto di una situazione molto grave presente proprio in quel tratto, non certamente davanti la sua abitazione, e cioè che piĂą di una decina di auto sostavano in divieto, nel tratto di strada che appunto va da via Imperia a via Medaglie d’Oro. Motivo per il quale ha richiesto in modo veemente telefonicamente l’immediato intervento degli agenti di polizia municipale e ribadito loro che queste strade vanno controllate almeno dieci ore al giorno, così come da preciso ordine di servizio preesistente, profondendo un maggior sforzo in termini operativi a tutela del decoro e della sicurezza dei propri cittadini.

Manifestazione contro quarta linea, opposizione chiede patrocinio al sindaco

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ACERRA – Per domani 15.09.2023 è convocata la conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari per programmare una seduta di Consiglio comunale per attivitĂ  ordinarie del Comune di Acerra.

I consiglieri comunali di opposizione Salvatore Maietta e Giuseppe Casoria (Democratici X Acerra), Domenico Catapane (Più Acerra – Cambiamo), Vincenzo De Maria (Movimento di Popolo), Fausto La Montagna (Patto con Acerra), Salvatore Messina (Ecologisti&Cittadini), Antonio Nocera (Lista Piatto) e Andrea Piatto (X Acerra Unita), hanno chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno della delibera di formale adesione del Consiglio comunale di Acerra alla manifestazione cittadina del prossimo 14 ottobre, organizzata dal “Comitato Unitario contro la realizzazione della 4 linea dell’inceneritore di Acerra”.

La proposta deliberativa, inoltre, fa atto di indirizzo al Sindaco e alla Giunta comunale di patrocinare la manifestazione, se richiesto dal Comitato Unitario, prevedendo anche un congruo contributo economico finalizzato alla promozione della manifestazione.

Per i consiglieri proponenti la delibera, è il momento, pur nei distinguo sul tema, di concorrere all’unità della città perché è una battaglia troppo importante, che la città non può perdere.

Cade giĂą dal tetto del capannone, operaio muore a 44 anni

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ARZANO – Un uomo di 44 anni, Giuseppe Lisbino, residente a Frattaminore, è deceduto nel pomeriggio di ieri in un incidente sul lavoro avvenuto ad Arzano. L’operaio di una ditta impegnata in lavori di installazione di pannelli fotovoltaici, per cause in corso di accertamento, è precipitato dal tetto del capannone da un’altezza di circa 10 metri. Sul posto anche il 118 che ha constatato il decesso dell’uomo. Indagini in corso da parte dei carabinieri di Arzano coadiuvati dal personale dell’Asl. Le reazioni –  “Il ministro Salvini oggi alla Camera legge la strage di Brandizzo nell’ottica dell’errore umano, a suo dire, inevitabile. Chiude gli occhi sulla realtĂ  che emerge con drammaticitĂ : gli appalti e i subappalti campano sulla compressione di salari, diritti e sicurezza dei lavoratori. Si rifiuta di capire che la piena liberalizzazione della catena dei subappalti, voluta dal governo, aumenterĂ  esponenzialmente gli incidenti sul lavoro”. A dichiararlo in una nota è la deputata e responsabile Lavoro del Partito Democratico, Maria Cecilia Guerra. Salvini, aggiunge, “ignora che l’errore umano può e deve essere evitato, se si investe nelle tecnologie adeguate, a partire da quei fondi che il Pnrr destinava proprio alle tratte secondarie delle nostre ferrovie e che questo governo ha tagliato. Se si evita di sottoporre i lavoratori a turni di lavoro massacranti, come chiedono i lavoratori che lui ha precettato. Anche oggi due nuove tragiche morti sul lavoro. A Bologna e ad Arzano”. “Non è fatalitĂ . Non possiamo e non vogliamo rassegnarci”, conclude. (ANSA).  

Madonna dell’Arco riscopre “le nostre radici” nel nome di Colasurdo

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Sant’Anastasia. Tre giorni di eventi in piazza Madonna dell’Arco con “Le nostre radici”. SarĂ  celebrato anche il maestro Colasurdo.   Al via la tredicesima edizione de “Le nostre radici”, evento organizzato dall’associazione religiosa culturale di beneficenza “San Ciro Onlus”, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Sant’Anastasia e del Santuario di Madonna dell’Arco. L’iniziativa vuole porre al centro dell’attenzione la rievocazione secolare dell’antico pellegrinaggio alla Vergine Maria dell’Arco che avviene nel lunedì di Pasqua, insieme a canti con tammorre e prodotti tipici locali per valorizzare la cittĂ  vesuviana in tutte le sue diverse componenti.   “L’evento ha una finalitĂ  profonda e significativa: preservare e valorizzare la nostra cittĂ  vesuviana, abbracciandone e promuovendone gli aspetti culturali, religiosi ed enogastronomici – afferma Vincenzo De Francesco, presidente della “San Ciro Onlus” – La preservazione delle caratteristiche di una cittĂ  contribuisce a mantenere la sua autenticitĂ  ed il suo fascino unico, consentendo alle generazioni future di connettersi con la sua storia e tradizione. In questo modo, possiamo costruire un legame piĂą profondo con il luogo in cui viviamo, valorizzandone la bellezza e proteggendone il patrimonio per le generazioni a venire. Vogliamo dimostrare, attraverso questa iniziativa, che Sant’Anastasia è una realtĂ  in costante evoluzione e rinnovamento. La nostra collaborazione con il Comune ed il Santuario ci ha permesso di unire le forze e lavorare insieme per promuovere il territorio e la sua storia unica, arricchendo così la vita dell’intera comunitĂ ”.   “Questa edizione la dedichiamo al maestro Marcello Colasurdo – prosegue concludendo De Francesco – La sua scomparsa rappresenta una profonda perdita per la scena musicale e culturale della Campania e, in particolare, per la tradizione della musica vesuviana e della tammurriata. Le sue canzoni rimarranno come testimonianza del suo straordinario talento e della sua dedizione a preservare le radici culturali della sua terra”.   A tal proposito il sindaco di Sant’Anastasia, Carmine Esposito, afferma: “Le nostre tradizioni e le nostre radici sono perfettamente rappresentate in questo evento che ha la finalitĂ  di preservarle e mi è particolarmente gradito il ricordo di Marcello Colasurdo, voce eterna della tammurriata. Grazie all’associazione San Ciro Onlus e a tutti gli artisti che si esibiranno dando il loro prezioso contributo per la promozione del territorio”.   “Siamo felici di patrocinare e contribuire ad eventi come la rievocazione storica dell’antico pellegrinaggio alla Madonna dell’Arco, favorendo così il recupero e la tutela di antichi riti e preziose tradizioni – dice l’assessore Veria Giordano (Cultura e Turismo) – tramandare la cultura delle radici è fondamentale anche e soprattutto per il futuro delle nostre giovani generazioni: non può esserci un domani migliore per chi trascura il passato ed i suoi insegnamenti. Senza dimenticare l’importanza della ricaduta turistica che eventi simili, basati sulla cultura religiosa e popolare, possono generare”.   “Siamo di fronte ad un’iniziativa che dura da tanti anni e ciò non può che favorire sia la conoscenza delle radici del culto della Madonna dell’Arco che incentivare il culto stesso – commenta Padre Gianpaolo Pagano, Rettore della piccola basilica vaticana – In questa edizione sarĂ  celebrata la Santa Messa per un nostro confratello siciliano che emetterĂ  i suoi voti solenni: questo sottolinea che si perpetua nel tempo il fatto che siamo sia accompagnatori che guida dei fujenti del grande pellegrinaggio alla Madonna dell’Arco”.   La rievocazione storica dell’antico pellegrinaggio alla Vergine Maria Santissima dell’Arco nel lunedì di Pasqua sarĂ  celebrata sabato 15 settembre con i tipici carri addobbati seguiti dai figuranti che, partendo alle ore 18 da piazza del Lavoro, sfileranno per la cittĂ  per poi giungere in piazza Arco e marciare così davanti al Santuario mariano. L’evento rientra nel programma civile della Festa dell’Incoronazione; gode del patrocinio della Regione Campania, del sostegno del Parco Nazionale del Vesuvio e della Pro loco dell’Arco, con la collaborazione della Paranza “O Bell o Nient” di Angelo di Pascale e del Gruppo “Iocundi” diretto da Luigi De Simone.   Di seguito il programma della tre giorni di eventi che si svolgeranno in Piazza Madonna dell’Arco – Sant’Anastasia – Napoli Venerdì 15 settembre – Aspettando la rievocazione storica dell’antico pellegrinaggio ore 18:00: apertura stand gastronomici, prodotti tipici del territorio, musica, danza, cultura e tradizione con esibizioni libere di ballo e canto su tammorre. ore 21:00: concerto di Mikele Buonocore ed  i Collettivo Artistico Vesuviano in “Festa Popolare”, con la partecipazione straordinaria di Carlo Faiello.   Sabato 16 settembre ore 18:00: XIII rievocazione storica dell’antico pellegrinaggio alla Vergine Maria SS. dell’Arco nel lunedì di Pasqua con carri, cavalli e tammorre con partenza da Piazza del Lavoro ed approdo al Santuario Mariano che sarĂ  aperto per l’occasione. ore 21:00 Esibizione della paranza “O Bell o Nient” di Angelo di Pascale”   Domenica 17 settembre – La festa continua Ore 18:00: apertura stand gastronomici, prodotti tipici del territorio, musica, danza, cultura e tradizione con esibizioni libere di ballo e canto su tammorre. ore 21:00: concerto di Biagino De Prisco – La voce della Tradizione