Arbitro filma di nascosto 5 ragazze della scuola sotto la doccia con un telefono spia: arriva la condanna

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Aveva nascosto un cellulare in modo che la telecamera riprendesse giovani ragazze mentre si facevano la doccia. Un episodio che, a cinque anni dalla denuncia presentata dalle vittime, ha portato alla condanna del responsabile, un ex arbitro di calcio. Vittime erano state cinque ragazze della scuola di arbitri di Castellammare di Stabia, all’epoca dei fatti tutte poco più che maggiorenni.

La difesa

A difendere le giovani nella causa intentata presso il tribunale di Torre Annunziata contro l’uomo – che ha scelto il rito abbreviato – sono stati i legali dell’associazione “Libera dalla violenza”, fondata e guidata dall’avvocata Libera Cesino. A riferire della vicenda è la parlamentare Annarita Patriarca, componente dell’ufficio di presidenza della Camera dei deputati e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno dei femminicidi.

“Se in Italia si sta diffondendo una nuova cultura dei diritti delle donne – afferma l’esponente di Forza Italia – è anche e soprattutto merito dell’impegno e della tenacia con cui il mondo dell’associazionismo femminile porta avanti le proprie difficili battaglie. Per questo, mi fa piacere ringraziare l’avvocato Libera Cesino e tutto il team legale della sua associazione, Libera dalla violenza, per l’importante risultato ottenuto, a conclusione di un processo celebrato nel tribunale di Torre Annunziata, a difesa di cinque ragazze che erano state filmate a loro insaputa da un ex arbitro, e che sono state costrette a rinunciare al sogno di diventare a loro volta direttori di gara”.

“La difesa delle donne e la tutela dei loro diritti sono il banco di prova su cui si misura il grado di civiltà di un Paese – ha concluso Patriarca – Non bisogna mai abbassare la guardia di fronte a episodi di violenza di genere, sia essa fisica o psicologica, perché si tratta di fenomeni che prosperano col silenzio e nel silenzio. E contro cui risultano fondamentali gli esempi di coraggio e di determinazione come quelli dimostrati dall’associazione guidata dall’avvocato Cesino”.

Fu cacciato dall’Aia

“Il Tribunale di Torre Annunziata ha condannato a due anni di reclusione, con sospensione di pena a termine e condizioni di legge, un ex arbitro che nel 2018 era stato denunciato da cinque ragazze che aveva filmato di nascosto dentro uno spogliatoio. Le ragazze, all’epoca 18enni, erano allieve del corso arbitri organizzato dalla Sezione AIA di Castellammare di Stabia. L’Associazione Italiana Arbitri, all’epoca dei fatti, si era immediatamente attivata procedendo con il ritiro tessera per il soggetto in questione”. Lo ricorda una nota dell’Aia.

“Inoltre, a tutela dell’immagine di tutte le ragazze e i ragazzi dell’Associazione e per la vicinanza alla ragazze, l’AIA si era subito costituita parte civile. Il Tribunale ha condannato l’autore della condotta al risarcimento dei danni anche nei confronti dell’AIA. Le ragazze non sono mai state sole ed hanno avuto il pieno appoggio della Sezione di appartenenza e di tutte le strutture regionali e nazionali”, conclude la nota dell’Aia.