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Sophia Loren, simbolo di italianità e di antica nobiltà

Quali furono i personaggi storici ed illustri di quest’antica casata?
“Il notaio Don Girolamo Scicolone visse ed operò a Licata nella metà del ‘600 e ricordo che, secondo autorevoli studiosi del diritto nobiliare, avere un notaio in famiglia a quell’ epoca era indice di sicura nobiltà generosa. Sempre della metà del sec. XVII è l’illustre filologo Pietro Paolo Scicolone, che pubblicò il Volgarizzamento dell’Ibis di Ovidio. Il notaio d. Domenico Scicolone fu giurato di Licata negli anni 1714 e 1715, carica pubblica, questa, a cui all’epoca potevano accedere solo i nobili ed i notabili. Nella metà del sec. XVIII, invece, visse ed operò, sempre a Licata, il faber murarius, antesignano del moderno architetto, Pietro Paolo Scicolone, che con atto per notar Di Blasi del 23 giugno 1737, ebbe, da Don Giovanni Battista Camponar, l’incarico di edificare la Chiesa del Purgatorio di Palma di Montechiaro. Ricordiamo ancora un notaio Girolamo Scicolone, che rogò in Licata nella metà del sec. XVIII; un Leonardo Scicolone di Palermo, nato nel 1832, fu ufficiale con il grado di alfiere nell’esercito di Francesco II nel 1860-1861; mentre un Francesco Scicolone fu soldato semplice nel medesimo esercito; infine, Stefano Scicolone fu consigliere comunale di Licata nell’anno 1863. Non per ultimo, Sofia Scicolone, in arte Sophia Loren, che splendidamente rappresenta oggi, unitamente alla sorella Maria Scicolone, il ramo notabile e feudatario degli Scicolone di Licata, Baroni della Contrada del Pinninnello.”
A riguardo, cosa può dirci degli Scicolone di Licata, signori di Pinninello, oggi Penninello?
“Gli Scicolone divennero feudatari solo nell’anno 1758. L’originario privilegio baronale e feudale, del tutto inedito, fu concesso in data 10 aprile del 1758, dalla Suprema Magistratura del Regno di Sicilia, con le firme del cancelliere e di tutti i giudici, e con l’imprimatur e la sottoscrizione del vicerè di Sicilia marchese Giovanni Fogliani Sforza d’Aragona (1697 – 1780) in rappresentanza di Re Carlo III di Borbone. L’unico autore che, fortunatamente, ha riportato gli Scicolone ed il loro feudo baronale è stato l’ avvocato Francesco San Martino De Spucches (1859 – 1925) nella sua opera del 1940 sulla Storia dei Feudi siciliani, attualizzata al 1925. Appunto, nel vol. IX di detta sua opera, il San Martino De Spucches, al quadro 1476, trattando del feudo, così si esprime:
Signore di Pinninello
Con Privilegio viceregio 10 aprile 1758, D. Francesco Scicolone chiese ed ottenne la infeudazione di un suo fondo rustico chiamato Pinninello: e ciò per sé e suoi discendenti dal suo corpo in perpetuo, more francorum (Conservatoria di Registro Mercedes, libro dell’anno 1757-58, foglio 121). Non ci sono ulteriori investiture. Non si trovano altre notizie. Il titolo non esce nell’ Elenco ufficiale definitivo delle famiglie nobili e titolate di Sicilia. Gli Scicolone ed il loro titolo baronale, comunque, oltre a non apparire nel repertorio di Famiglie Nobili siciliane dell’Emanuele Gaetani (anche nei volumi del periodo dal 1759 al 1774), non si rinvengono nemmeno in altri blasonari a stampa, sia italiani quali il di Crollalanza (sec. XIX), il Padiglione, lo Spreti e quello dell’Ordine di Malta (tutti del sec. XX) e ne tantomeno in altri stemmari a stampa specifici siciliani quali l’ottocentesco Palizzolo Gravina ed il più recente Mango di Casalgerardo (sec. XX). Ma lo stemma degli Scicolone di Licata nemmeno si rinviene in alcuni stemmari manoscritti settecenteschi di famiglie italiane, conservati presso alcune Biblioteche napoletane. Potrebbe darsi, quindi, che gli Scicolone di Licata non usarono stemma, ovvero che lo usarono ma che lo stesso non sia riportato in alcuna opera, per cui solo una ricerca in loco potrebbe svelare l’arcano. La zona di Pinninello, alias Penninello, è divenuta oggi una contrada di Licata.”
La fortuna toglie e dà al Napoli nella prima notte europea con più ombre che luci
Nasce il Distretto Urbano del Commercio di Pomigliano: la candidatura e gli obiettivi
POMIGLIANO D’ARCO – I principi di decoro, sicurezza, innovazione e sostenibilità guidano le iniziative che il Comune di Pomigliano d’Arco ha proposto al bando regionale per l’evoluzione dei distretti commerciali della Regione Campania. L’iniziativa del Distretto Urbano del Commercio è stata lanciata dall’Amministrazione Comunale guidata da Raffaele Russo e ha ricevuto il via libera dal Consiglio Comunale.
Il progetto è stato presentato oggi nel corso di una Conferenza Stampa a cui hanno preso parte l’Assessore al Lavoro, Commercio, Personale e Macchina Comunale Marianna Manna e l’Assessore al Bilancio, Finanze, Partecipate e Pnrr, Mattia De Cicco. Il DUC di Pomigliano d’Arco mira a potenziare il commercio locale, valorizzando le risorse economiche, culturali, turistiche e di rinnovamento urbano. Questo progetto segna un passo importante per l’ampliamento delle opportunità commerciali e culturali della zona.
«La nostra candidatura racconta un’idea di città del futuro – sottolinea l’Assessore Marianna Manna – che abbiamo condiviso con le associazioni cittadine di Confcommercio e Confesercenti, per riqualificare e connettere il tessuto urbano e tutti i servizi che vengono offerti nell’area del Distretto Urbano del Commercio (DUC).
Proposte che sono frutto di una visione sinergica e che vogliamo realizzare introducendo energie in grado di favorire l’attrattività delle nostre attività commerciali e riqualificando significativamente luoghi e strutture di incontro per i cittadini e i visitatori». «Abbiamo lavorato sui punti di forza del territorio. Luoghi e strutture della nostra città che hanno bisogno di indossare un abito nuovo, più moderno, gradevole e confortevole – aggiunge Marianna Manna – Le schede progettuali pongono anche attenzione alla formazione e al marketing territoriale». «Porrei l’accento nel caso specifico – commenta l’Assessore Mattia De Cicco – sui tempi molto rapidi in cui è stato messo in piedi un progetto così complicato ed allo stesso tempo fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio. L’amministrazione insediata da pochi mesi che è riuscita a realizzare uno strumento indispensabile per il rilancio del commercio locale, anche perché ci darà la possibilità di attrarre ulteriori finanziamenti».
Il DUC di Pomigliano d’Arco emerge da uno studio dettagliato dell’area, tenendo conto delle sue caratteristiche uniche, delle opportunità di crescita e delle necessità dei residenti. L’intento è potenziare l’essenza dei luoghi, stimolare la dinamica commerciale e costruire collaborazioni tra le grandi imprese e le realtà locali, promuovendo l’espansione economica. Oltre all’aspetto industriale, Pomigliano offre una vasta gamma di attività culturali e sociali durante l’anno. La gastronomia locale è un altro elemento distintivo. Con il DUC, l’Amministrazione Comunale aspira a rafforzare il ruolo di Pomigliano come fulcro di commercio, cultura e turismo nella regione, dimostrando un impegno reale verso la comunità e le potenzialità di Pomigliano d’Arco.
Ottaviano, al via “Biblioteca viva”: il progetto che promuove la lettura
- 27 settembre, ore 17 Antonello Cresti e Roberto Michelangelo Giordi – Il bello, la musica e il potere
- 4 ottobre, ore 17,30, Antonella Ossorio – I bambini del Maestrale
- 13 ottobre, ore 17,30, Claudio Mazzarese e Fardella Mungivera – Il virus della corruzione
- 20 ottobre, ore 17,30, Massimo Lanzaro – Affetti in affitto
- 27 ottobre, ore 17,30, Gianni Scudieri – oltre…dentro l’eternità

