Rione Salicelle: sorpreso con circa un chilo di droga. Arrestato dalla Polizia di Stato.

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Continuano i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare i fenomeni di traffico di sostanze stupefacenti. Nella serata di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 38enne napoletano per detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed hanno altresì denunciato un 22enne napoletano per lo stesso reato. In particolare, gli agenti del Commissariato di Afragola, durante i servizi all’uopo predisposti, hanno controllato, nel rione Salicelle, l’abitazione del 38enne dove hanno rinvenuto 300 involucri di marijuana del peso complessivo di circa 460 grammi ed altri due involucri di cocaina del peso complessivo di circa 400 grammi. Inoltre, gli operatori, nel prosieguo delle attività, hanno notato, all’interno dello stabile, il 22enne che, alla loro vista, ha tentato di raggiungere il tetto dell’edificio per eludere il controllo; i poliziotti lo hanno immediatamente raggiunto e bloccato trovandolo in possesso di un pezzo di hashish del peso di circa 17 grammi e di 500 euro, suddivisi in banconote di vario taglio. Per tali motivi, il 38enne è stato tratto in arresto dal personale operante mentre il 22enne è stato denunciato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Gaetano Romano ha presentato il catalogo della mostra “Estesia”, un catalogo necessario

Venerdì 20 marzo a Ottaviano, nella sede del Casino d’Unione “Scudieri”, hanno presentato il catalogo, oltre all’autore Gaetano Romano, Giuseppe Casillo, Presidente del Sodalizio, Raffaele De Luca, Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Biagio Simonetti, Presidente del “Gal Vesuvio Verde” e Carmine Vitale, Direttore della “Gutenberg Edizioni”. Il catalogo ha confermato quanto sia complessa la percezione dei “prodotti” dell’arte contemporanea e quanto fossero profonde le riflessioni di Kosuth sull’arte concettuale.

Estesia”, Mostra delle “forme del contemporaneo”, organizzata da Gaetano Romano, sociologo e critico dell’ arte contemporanea, si tenne a Ottaviano, nel Palazzo Medici: esposero le loro opere Caterina Arcuri, Lucio Afeltra, Anna Coppola, Antonio Carotenuto, Peppe Capasso, Stefania Sabatino, Vittorio Avella, Rosanna Iossa, Giuseppe Di Guida e Calogero Barba, autore dell’opera “Verso l’arca, sei libri dipinti”, di cui pubblichiamo l’immagine, a corredo dell’articolo. Rosanna Iossa, oltre a presentare l’opera “Libri d’artista”, interpretò una “performance” dal titolo “Tormento notturno” muovendosi “tra gli astanti, increduli e esterrefatti, con passi felpati”. Matteo Fraterno mise in mostra “il Giaciglio isonomico”, fatto di “calcare di Melpignano, pelli di montone e alloro”, “un’icona di popoli partenti e tornanti, un eterno ritorno di genti sulle rotte del Grande Mare, dove, come sottolineava Braudel, sono fiorite civiltà millenarie”.

Anche nelle tre opere presentate da Antonio Carotenuto, “Amplesso”, “Silva Mala” e “Presentimenti”, il curatore della mostra ha notato che l’artista “sembra rispondere alle voci del sangue e delle radici, adottando in maniera quasi esclusiva la pietra vesuviana, come suo medium d’elezione e vettore di pulsioni che attendono di conciliarsi nel perimetro della natura, che assedia il suo studio alle pendici del Vesuvio”. Gaetano Romano ha ritenuto opportuno inserire nel catalogo anche un mio scritto, “Palazzo Medici, memoria storica” e ha ricordato ai lettori che il Palazzo Medici ospitò anche Gabriele D’Annunzio e la sua amica del momento, Maria Gravina. Osservando le opere presentate dagli artisti di “Estesia”, mi sono ricordato del fatto che il Palazzo ospitò anche i pittori “realisti” dell’Ottocento napoletano, Giacinto Gigante, i Palizzi, Smargiassi che poi sposò una Rizzi e divenne cittadino ottajanese. Gaetano Romano ha descritto con precisione alcuni aspetti dell’arte contemporanea, in cui “protagonista è l’incontro di differenze” e che chiede all’osservatore di “riconoscere che ogni linguaggio porta con sé un modo di abitare il mondo e soltanto una pluralità di linguaggi può aprire realmente l’accesso al sensibile”. Sol LeWitt, che nel 1967 coniò il termine “arte concettuale”, disse che in questa arte il centro dell’opera non è l’oggetto materiale, bensì l’idea che sta alla base della sua realizzazione.

L’opera può anche essere costituita da semplici parole, documentazioni fotografiche, installazioni minimali o performance. Insomma non è importante ciò che si vede, ma ciò che si pensa. E Joseph Kosuth già due anni prima aveva spiegato tutto questo nel modo più semplice e chiaro presentando l’opera “Una e tre sedie” (l’immagine in appendice) composta da una vera sedia, dalla fotografia della sedia e da un pannello in cui era trascritta la definizione della parola “sedia”: dunque l’osservatore era invitato non solo a vedere, ma anche a pensare. Perciò ho pubblicato due foto dell’opera di Calogero Barba “Verso l’arca”: in quella scattata a Palazzo Medici i sei libri sono stesi sul pavimento, e gli osservatori, guidati da Gaetano Romano, sono “costretti” a percepire l’opera collegando la sua immagine alla parete, ai colori, alla luce e alla profondità della sala. L’immagine pubblicata nel catalogo libera l’opera da ogni altro riferimento e i confini della foto diventano una cornice. Chi osserva questa foto non credo che “veda” e pensi le stesse cose che “videro” e pensarono gli osservatori nel Palazzo Medici.

E dunque la pubblicazione in un catalogo a stampa delle opere dell’arte contemporanea è un contributo necessario, indispensabile per definire i vari livelli di percezione e di comprensione che l’osservatore deve adottare e esercitare. Mi auguro che Giuseppe Casillo e la signora Nadia Scudieri, attenti da sempre alle questioni della cultura, decidano di organizzare, nella sede del Circolo, un incontro su questi affascinanti temi dell’arte contemporanea tra Gaetano Romano, i docenti di storia dell’arte e gli alunni delle scuole di Ottaviano e del territorio.

 

Scuola cancellata a Pomigliano, scoppia la protesta: docenti e famiglie in piazza

A Pomigliano d’Arco cresce la mobilitazione contro il piano regionale di riorganizzazione scolastica che, a partire dal prossimo anno, porterà alla soppressione dell’istituto comprensivo “Omero-Mazzini-Don Milani”. La decisione, inserita nel più ampio progetto di riduzione delle autonomie scolastiche, ha provocato una reazione compatta da parte di docenti, genitori e personale ATA. Nella giornata di ieri, un gruppo di manifestanti si è recato a Napoli per protestare davanti alla sede della Regione Campania, chiedendo un ripensamento immediato del provvedimento. Cartelli e volantini alla mano, i partecipanti hanno denunciato un’operazione ritenuta poco chiara e priva di condivisione con il territorio. La protesta ha ottenuto un primo risultato: l’assessore regionale all’Istruzione, Andrea Morniroli, ha annunciato la convocazione di un incontro fissato per l’8 aprile, durante il quale saranno ascoltate le istanze della comunità scolastica coinvolta. Al centro delle preoccupazioni c’è la perdita dell’autonomia dell’istituto, che attualmente comprende più plessi distribuiti nella zona orientale della città, coprendo l’intero ciclo dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado. Con l’accorpamento, le sedi verrebbero suddivise tra altri istituti collocati in aree distanti, con inevitabili ripercussioni organizzative. Secondo i promotori della protesta, la riorganizzazione rischia di compromettere la continuità didattica e di creare difficoltà logistiche per famiglie e studenti. A questo si aggiunge il nodo della gestione amministrativa, destinata a cambiare radicalmente con la soppressione dell’attuale struttura dirigenziale. Il piano regionale trae origine da disposizioni nazionali legate al calo demografico e punta a ridurre il numero delle autonomie scolastiche. Tuttavia, a Pomigliano si contesta soprattutto l’assenza di confronto preventivo con chi vive quotidianamente la scuola. La mobilitazione, quindi, non si ferma: l’appuntamento dell’8 aprile rappresenterà un passaggio decisivo per il futuro dell’istituto e dell’intera comunità educativa locale.

Stazione e passaggi da riqualificare, M5S lancia petizione popolare: “Museo e strada verde pedonale”

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RIQUALIFICAZIONE STAZIONE: IL M5S LANCIA LA PROPOSTA E LA PETIZIONE POPOLARE
Sabato 11 aprile, ore 18:00, presso la sede di via Leonardo da Vinci 7, il Movimento 5 Stelle di Acerra presenterà una proposta per trasformare, una volta dismessa, la linea ferroviaria Acerra-Napoli in una moderna tranvia.
A seguito dell’interpellanza della nostra portavoce in Parlamento, Carmela Auriemma, il Ministero dei Trasporti ha aperto a un tavolo di confronto: vogliamo presentarci con il sostegno della città attraverso una raccolta firme già attiva. I punti chiave della proposta sono: una tramvia Acerra-Napoli per studenti, lavoratori e famiglie, con il superamento dei passaggi a livello; un Polmone Verde con una greenway ciclopedonale fino a Napoli; e un museo dedicato alla storia di Acerra e Suessula. L’obiettivo è creare una visione strategica che unisca mobilità intelligente, tutela dell’ambiente e valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale. La stazione di Acerra, inaugurata nel 1843, è un pezzo di storia che non possiamo permettere venga cancellato. È possibile firmare la petizione online o presso i nostri banchetti in città. Invitiamo la cittadinanza a partecipare all’evento di sabato per discutere insieme il futuro della nostra stazione. Movimento 5 Stelle Acerra

Finanza setaccia una società di Compro Oro a Nola: sequestro da 600mila euro

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Una complessa attività investigativa della Guardia di Finanza ha portato alla luce un presunto sistema di gestione illecita nel settore dei “compro oro” nell’area nolana. Al centro dell’inchiesta una società e il suo rappresentante legale, destinatari di un sequestro preventivo per un valore di circa 600mila euro.

L’operazione è stata eseguita su disposizione del Gip del Tribunale di Nola, su richiesta della Procura, a seguito di approfondimenti avviati durante un controllo fiscale. Gli accertamenti hanno evidenziato anomalie nella gestione delle operazioni commerciali e nella documentazione contabile.

In particolare, gli investigatori avrebbero riscontrato l’utilizzo di dati anagrafici riconducibili a persone inconsapevoli per registrare transazioni di acquisto di oro e preziosi. Un sistema che avrebbe permesso di “coprire” operazioni irregolari e di mascherare l’origine dei materiali trattati.

Secondo le ricostruzioni, tale meccanismo sarebbe stato funzionale non solo a eludere il fisco, ma anche a favorire pratiche di riciclaggio e ricettazione. L’evasione fiscale accertata supera il milione e mezzo di euro, cifra che rappresenta uno degli elementi chiave dell’indagine.

Alla luce delle risultanze investigative, le Fiamme Gialle hanno proceduto al sequestro di beni per un valore equivalente al profitto illecito ipotizzato. Il titolare dell’attività è stato inoltre segnalato alle autorità per le ipotesi di reato contestate.

L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto all’economia sommersa e ai fenomeni di illegalità nel commercio di preziosi, settore particolarmente esposto a rischi di infiltrazioni illecite.

Anche in questo caso, come previsto dalla legge, ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti.

Somma Vesuviana, il Vescovo di Nola ha conferito l’ordinazione diaconale a Carmine Esposito

Il 25 marzo 2026, Solennità dell’Annunciazione del Signore, il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino,  ha conferito l’ordinazione diaconale agli accoliti Carmine Esposito, Francesco Pacia e Italo Prisco. La Celebrazione eucaristica si  è svolta  presso la Cattedrale di Nola. Trentuno anni, Carmine Esposito è originario di Somma Vesuviana (Na). Oltre al Baccalaureato in Sacra Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, ha conseguito la Laurea triennale in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Salerno. Attualmente sta frequentando il sesto anno presso il Pontificio Seminario Campano Interregionale a Napoli. Dopo aver svolto servizio pastorale presso la parrocchia di origine, Santa Maria di Costantinopoli in Rione Trieste, la parrocchia SS. Margherita e Potito in Lauro, la parrocchia Sacro Cuore in Pontecitra di Marigliano, è stato accolto dalla parrocchia Maria SS. della Stella in Nola. È anche insegnante di Religione cattolica all’Istituto scolastico paritario “Santa Chiara”, sempre a Nola. A Don Carmine, giungono gli auri della comunità della parrocchia di S.M. di Costantinopoli e del parroco Don Francesco Feola, che scrive: “A don Carmine, figlio di questa nostra parrocchia, che oggi sarà ordinato diacono, con gioia auguriamo che il servizio diaconale sia lo stile del suo sacerdozio a imitazione di Cristo e per il bene della Chiesa. Auguri fratello caro, la Madonna ti custodisca. Fatti santo!”
Oltre a Carmine, hanno ricevuto l’ordinazione diaconale Francesco Pacia ( Avellino) e Italo Prisco di Tufino,    

Auriemma vuole la testa del ministro Nordio dopo la debacle della riforma: “Cosa aspetta a dimettersi?”

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Auriemma (M5S) in aula: “ministro Nordio cosa aspetta a dimettersi?” “Ministro cosa sta aspettando a dimettersi? Dovrebbe farlo non solo perché la sua riforma è stata respinta da 15 milioni di italiani ma perché le sue riforme sono fatte ad uso e consumo per i più furbi e non per una giustizia per il popolo”. Lo ha detto nell’aula della Camera, durante il question time di questo pomeriggio con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, la vicecapogruppo vicaria del Movimento 5 Stelle Carmela Auriemma.

Nel suo intervento, Auriemma ha richiamato con forza l’esito del recente referendum, sottolineando come il voto popolare abbia rappresentato un segnale chiaro e inequivocabile di sfiducia nei confronti dell’impianto della riforma della giustizia. Secondo l’esponente del M5S, il pronunciamento di milioni di cittadini non può essere ignorato né ridimensionato politicamente, ma impone una riflessione seria sulle scelte compiute dal Ministero.

Auriemma ha inoltre evidenziato come le conseguenze di quel voto stiano già producendo effetti nel dibattito politico e istituzionale, alimentando tensioni nella maggioranza e aprendo interrogativi sulla tenuta dell’azione di governo in materia di giustizia. In questo contesto, ha richiamato anche le recenti dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro, interpretate come un ulteriore elemento di fragilità all’interno del dicastero e come segnale di una fase critica.

Nel suo intervento, la parlamentare ha ribadito la necessità di un cambio di rotta, sostenendo che il sistema giustizia necessita di interventi che garantiscano equità, trasparenza e tutela dei cittadini, piuttosto che misure percepite come favorevoli a interessi ristretti. Da qui, la richiesta politica di un passo indietro da parte del ministro Nordio, ritenuto responsabile di una linea riformatrice non condivisa da una larga parte del Paese.

‘Fuori tratta’, presentato il progetto tra Comune, Caritas e Dedalus per proteggere ed assistere le vittime di sfruttamento

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  ACERRA – Una Festa dei Popoli per difendere la dignità della persona contro la tratta degli esseri umani. E’ il momento di condivisione culturale che ha riunito nel Cortile del Seminario Vescovile l’amministrazione comunale, la Caritas, operatori sociali, cittadini e bambini provenienti da diverse zone del mondo per presentare il progetto ‘Fuori Tratta’. Un protocollo d’intesa siglato con apposita delibera di giunta tra il Comune di Acerra, la Cooperativa Sociale Dedalus e la Caritas Diocesana finalizzato alla tempestiva identificazione, protezione, assistenza e integrazione delle vittime di tratta e/o di grave sfruttamento, nonché alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni connessi. Particolare attenzione, in questi casi, viene data ai migranti. “La tratta degli esseri umani ai fini di sfruttamento sessuale, lavorativo, nelle attività illecite, accattonaggio e ad altri fini rientra fra le più gravi e sempre attuali violazioni dei diritti fondamentali – ha sottolineato il sindaco Tito d’Errico – ed è per questo motivo che abbiamo voluto fortemente questo accordo per realizzare interventi volti a garantire le misure di assistenza e tutela previste dalla normativa vigente in favore delle persone vittime dei reati di riduzione o mantenimento in schiavitù, tratta di persone o comunque di forme di grave sfruttamento”. “Un approccio integrato – ha spiegato l’Assessore alle Politiche Sociali Francesca La Montagna – nell’ambito delle procedure di identificazione ed assistenza delle vittime e di contrasto del fenomeno della tratta costituisce un modello di intervento concreto”. Tra gli obiettivi e le attività del progetto ‘Fuori Tratta’ vi è anche quello di favorire l’emersione delle vicende legate alla tratta di esseri umani o comunque di situazioni di grave sfruttamento che si verifichino sul territorio effettuando nei diversi ambiti di operatività l’identificazione delle vittime al fine di consentire l’attivazione delle azione di prima assistenza. “C’è l’esigenza – sostiene l’Assessore alle Pari Opportunità Milena Tanzillo – di rafforzare la collaborazione tra istituzioni pubbliche e realtà del terzo settore definendo specifici strumenti di cooperazione finalizzati a migliorare il coordinamento delle attività di prevenzione, segnalazione e assistenza”. “Fondamentale il lavoro delle scuole – l’analisi dell’assessore all’Istruzione Milena Petrella – con i ragazzi e i docenti che tanto possono fare per segnalare eventuali situazioni di rischio e contribuire all’integrazione”.

Somma, caso terreno di via Aldo Moro, Di Sarno: “imputabile alle amministrazioni precedenti”

Riceviamo una nota di precisazione dall’ ex sindaco Di Sarno e pubblichiamo   “Nota di precisazione: l’articolo non menziona che il Consigliondi Stato, accogliendo le eccezioni sollevate dalla difese Comunale ( vittoriosa in primo grado), ha respinto la richiesta risarcitoria avanzata da Troianiello per oltre 800.000,00 euro di danni. In tal modo è stata evitata una condanna che avrebbe potuto compromettere gravemente la stabilità finanziaria dell’ente. La sentenza determina chiaramente l’ambito del risarcimento, demandando all’Amministrazione comunale la scelta sulla opzione migliore per l’interesse pubblico, senza automatismi risarcitori. Non senza dire che che questa annosa è atavica vicenda e’ stata ereditata dall’amministrazione Di Sarno, essendo imputabile alla cattiva e omessa gestione delle precedenti amministrazioni”

Vanno dal fabbro e arrestano il cliente

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ERCOLANO. Chiacchiere da bottega per un 47enne ma è ai domiciliari. Carabinieri lo arrestano I carabinieri della tenenza di Ercolano hanno arrestato per evasione Salvatore Scava, 47enne già ai domiciliari. E’ pomeriggio a Ercolano e in Traversa Panto c’è una piccola bottega. All’interno un fabbro. E’ intento nel suo lavoro quando la porta si apre ed il suono del campanello attivato dal sensore di movimento lo fa balzare dalla sedia. Davanti a lui un uomo. Va spesso: vive accanto ed è passato per un saluto e qualche chiacchiera. All’esterno della bottega, una pattuglia dei carabinieri è lì per controllare il 47enne, ma a casa non lo trova. I militari si guardano intorno, cercano di capire dove si trovi, quando dalla porta della bottega lasciata aperta lo notano. Entrano, il titolare è sorpreso, non comprende cosa sta accadendo mentre il 47enne esce e li segue. Arrestato, è stato sottoposto nuovamente agli arresti domiciliari è ora in attesa di giudizio.