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“Una Somma di Libri” presenta “Pensieri sospesi”: il debutto poetico che dà voce a una generazione
Secondo la teoria formalista di Viktor Slovskij, la poesia è fondamentale per rompere l’automatismo con cui percepiamo il mondo. Attraverso il processo dello “straniamento”, vediamo il mondo come se fosse nuovo e la nostra percezione cambia radicalmente. Siamo abituati, infatti, a una quotidianità frenetica dove gli elementi intorno a noi diventano quasi “invisibili”, poiché tendiamo a darli per scontati. Invece, la poesia li rende di nuovo percepibili sia nella loro semplicità che nella loro complessità. La poesia, attraverso tecniche espressive particolari, diventa lo strumento per riappropriarsi di una realtà più intensa e significativa.
Secondo Alda Merini «la poesia è vita e la vita è la poesia», quindi la trascrizione dell’esperienza vissuta che si tramuta in parola. Lo stesso filosofo Friedrich Schlegel, considerato uno dei fondatori del primo Romanticismo tedesco, ricorda che la poesia diventa strumento per comprendere: non descrive semplicemente il mondo ma, nella sua potenza conoscitiva, getta le basi per costruirlo. Molti autori moderni sottolineano, infatti, il concetto di realtà molteplice, come lo stesso Luigi Pirandello o Giacomo Leopardi, che parla di tensione tra realtà e immaginazione.
Per immergersi in questo mondo “Ci vorrebbe un libro…” per imparare a guardare con occhi diversi, profondi, consapevoli e capaci di cogliere ciò che apparentemente ci sfugge. Quel libro è “Pensieri sospesi”, silloge d’esordio di Roberto Menna, edita LER.
«I lettori e le lettrici che mi immagino sono quelli che si guardano dentro e cercano di dare risposte a domande che molto spesso non ne hanno. Per me la poesia è questo: esprimere su carta emozioni e sentimenti che, nella vita quotidiana, tendiamo a reprimere.» Ha dichiarato l’autore.
Difatti, “Pensieri sospesi” è una vera e propria mappa emotiva delicata e sincera, un viaggio che si snoda tra i vicoli della memoria personale del poeta, allo scopo di dare un corpo solido a ciò che, per natura, è volatile. Menna dà voce alla sua generazione, sospesa tra il desiderio di realizzazione e la paura dell’ignoto, descrivendo quel “senso di vuoto” che solo la parola scritta riesce a colmare.
Ma cos’è la poesia per lui? «È qualcosa che rallenta, che ti costringe a fermarti e ti dà la possibilità di guardarti davvero dentro. In un certo senso, ti permette di dare voce a lati di te che magari, fino a quel momento, non pensavi nemmeno di avere.»
Volendo analizzare l’architettura del pensiero poetico di Menna, partendo dal titolo stesso, questa evoca un’immagine di attesa e di leggerezza. Come suggerito nella prefazione a cura della dott.ssa Fortuna Dubbioso, i suoi versi agiscono come una “finestra di carta e inchiostro”. L’autore si ferma sulla soglia tra il mondo interiore e la realtà quotidiana, lasciando che le sue riflessioni fluttuino e rapiscano il lettore. I versi scorrono con un ritmo naturale, quasi seguendo il battito di un cuore che cerca di analizzare ciò che è difficile esprimere a voce. La raccolta si articola attorno a nuclei tematici universali, declinati, però, con una sensibilità strettamente individuale. Dall’identità alle radici, emerge con forza il legame con la propria terra e con le tradizioni familiari. L’amore è trattato con una purezza quasi d’altri tempi, visto come ancora di salvezza.
La cifra stilistica di Menna risiede nella sua limpidezza. Rifuggendo da ermetismi astrusi, la sua è una poesia “democratica” e immediata. Raggiunge tutti e parla ai cuori di tutti. È una poesia che “scaturisce dal desiderio di ascoltarsi”, che fa riflettere, trasformando l’introspezione in un dono per il lettore.
E mentre si parla del suo ultimo lavoro, Roberto Menna ci confessa di essere già a lavoro per altre pubblicazioni. «Sto continuando a scrivere, a cercare ispirazione, a capire fin dove posso arrivare con le parole e con quello che sento.» Commenti sessisti alla comandante della Polizia locale di Camposano
In questi giorni sono stati segnalati dal sindacato Csa diversi commenti sessisti fatti alla nuova comandante della Polizia locale del comune di Camposano
Il tutto è avvenuto in questi giorni, quando il sindaco Francesco Barbato ha nominato e promosso la nuova Comandante della Polizia Locale del comune di Camposano.
A seguito della nomina si sono scatenati diversi insulti sessisti, alludendo a favoritismi per il posto ottenuto. I commenti sono del tipo: “Qui pelo ci cova”, “Verificare subito grado di parentela e informare la moglie del sindaco”. Insomma, commenti di cattivo gusto che vanno ad intaccare l’integrità della comandante.
Da qui, è scattata subito la denuncia ed è intervenuto il sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia Locale, il CSA. Il sindacato ha rilasciato una nota, firmata dalla segreteria provinciale di Napoli, dove esprime “la più ferma e totale solidarietà alla Comandante della Polizia Locale di Camposano per l’inaudita ondata di attacchi – molti dei quali di stampo sessista e volgare – ricevuti a mezzo social network in questi giorni. Quanto accaduto è inaccettabile”.
La situazione è nata a seguito di un post sui social pubblicato da Carmela Rescigno (schierata con Futuro Nazionale di Roberto Vannacci) dove commenta la nomina e attacca l’amministrazione del sindaco Francesco Barbato (del centrosinistra). Da precisare che nel contenuto di questo post non sono presenti attacchi diretti e commenti sessisti alla neo-comandante, ma solo una precisazione sui fregi indossati sulla divisa.
Nel post si legge: “Nulla contro la neo proclamata comandante della polizia locale. L’utilizzo dell’uniforme e dei relativi segni distintivi è materia disciplinata dalla normativa regionale, la quale stabilisce in modo puntuale tipologia, composizione e modalità di utilizzo degli elementi distintivi dell’uniforme, quali gradi, mostrine, fregi e copricapi. Ma a Camposano è accaduto che è stato attribuito dal Sindaco il grado di Capitano ad una dipendente inquadrata nell’Area degli Istruttori (ex categoria C)”.
“La qual cosa – continua Carmela Rescigno – si pone in contrasto con la disciplina regionale vigente, trattandosi di materia già compiutamente regolata dalla normativa regionale e non rimessa alla discrezionalità dell’amministrazione comunale”.
Questo non è sicuramente il primo caso. Infatti, questo episodio fa parte di una lunga serie di eventi simili, accaduti in altri Comuni.
In ogni caso, a seguito del post della Rescigno, si sono scatenati decine e decine di commenti e insulti sessisti contro la neo-comandante della Polizia Locale di Camposano. Da qui, è intervenuto il sindacato CSA a difesa della donna.
Il sindacato, in un comunicato, ha dichiarato: “Chi ha dato il via a questa gogna mediatica non abbia minimamente considerato che dietro quella divisa batte il cuore di una donna, di una lavoratrice e di una mamma. L’attacco politico o amministrativo è legittimo se rimane nei binari del confronto civile. L’insulto personale, il sessismo e la denigrazione social sono, invece, il segno di una deriva culturale che non possiamo e non vogliamo tollerare”.
“Il CSA – conclude – non resterà a guardare mentre si tenta di demolire la dignità di chi rappresenta la Polizia Locale di Camposano. A tal fine, comunichiamo ufficialmente che il sindacato si riserva di costituirsi parte civile in ogni eventuale sede giudiziaria. Non permetteremo che il populismo digitale e la ricerca di un “like” facile calpestino i diritti e l’onore di chi serve le istituzioni con impegno e sacrificio”.
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Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: HOMO SUM
Il Liceo “Torricelli” di Somma Vesuviana ospita
la XII edizione
della Notte Nazionale del Liceo Classico
27 marzo 2026 · ore 18.00–24.00
Complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo
Somma Vesuviana, marzo 2026
Venerdì 27 marzo 2026, dalle ore 18.00 alle ore 24.00, il Liceo “E. Torricelli” di Somma Vesuviana ospiterà la XII edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico — l’evento che ogni anno, in una sola notte, trasforma i licei classici italiani in luoghi vivi di cultura, arte e pensiero. Cornice della serata sarà il Complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo, uno dei luoghi più suggestivi del territorio vesuviano: le sue sale, la sua biblioteca storica e la Sala del Cenacolo diventeranno per una notte il palcoscenico di un dialogo tra antico e contemporaneo.
Il tema di quest’anno è Homo sum … — la domanda sull’uomo che Terenzio pose nel II secolo avanti Cristo e che il nostro tempo ripropone con urgenza rinnovata. Convegno, teatro, musica, percorsi immersivi e una grande installazione visiva realizzata dagli studenti: sei ore in cui studenti e studentesse, docenti e ospiti accademici di primo piano esploreranno insieme il significato più profondo di una parola latina che non ha equivalenti in nessun’altra lingua: humanitas.
Al convegno interverranno il prof. Stefano Grazzini (Università di Salerno), il prof. Gennaro Carillo (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli) e la dott.ssa Rita Saviano, con una lettura drammatica originale che accosta Le Troiane di Euripide alla poesia di Ghiannis Ritsos. La serata proseguirà con un percorso immersivo nella Roma repubblicana, il concerto degli allievi del Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino (Homo sum – Voci dell’Anima: l’umanità raccontata dalla grande Opera), un viaggio letterario tra i testi di Terenzio e Primo Levi (Ubi est homo?) e, infine, la piéce teatrale Morirò per te. Alcesti: quando l’amore salva, liberamente tratta dall’Alcesti di Euripide.
L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza.


