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La viabilità è stata bloccata per diverso tempo poiché la smart si trovava proprio al centro della carreggiata piena di detriti dei vetri rotti e di pezzi della carrozzeria persi dopo lo scontro tra le due vetture. L’auto è sta poi rimossa da un carro attrezzi alcune ore dopo, lasciando libero il passaggio per questa mattina. Marigliano, beccati dalle telecamere a sporcare la città
Somma Vesuviana, Nocerino si presenta: “Mi candido a sindaco con il coraggio delle idee”
Si è tenuto ieri sera, al Luxury Royal Bar di via Aldo Moro, il primo appuntamento pubblico con cui Peppe Nocerino ha ufficializzato la propria candidatura a sindaco di Somma Vesuviana in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.
Un incontro partecipato, pensato come “prologo” di un percorso politico e amministrativo che punta ad aprire una nuova fase per la città.
Prima dell’intervento di Nocerino hanno preso la parola quattro amici, che hanno voluto raccontare pubblicamente il profilo umano e professionale del candidato, restituendo ai presenti il tratto di una figura conosciuta per serietà, competenza e impegno civile.
Nel suo intervento, Nocerino ha scelto di mettere al centro il tema del coraggio, indicandolo come il presupposto necessario per affrontare una stagione complessa per Somma Vesuviana. “Mi candido a sindaco perché conosco questa città, i suoi problemi ma anche le sue opportunità. Mi candido con coraggio, senza aver bisogno di permessi, ma con la forza delle idee”, ha affermato, lanciando anche un messaggio chiaro sul terreno politico: la disponibilità a costruire alleanze e convergenze attorno a un progetto serio e credibile per il governo della città.
Ampio spazio è stato dedicato alla situazione economico-finanziaria dell’ente. Nocerino ha parlato di un dissesto finanziario ormai alle porte, legandolo a un “caos contabile” che, a suo dire, è figlio diretto del caos politico degli ultimi anni. Un allarme che il candidato ha ricordato di aver sollevato da tempo nel suo ruolo di consigliere comunale di minoranza, incarico che ricopre dal 2021. “Avevamo avvertito per tempo ciò che stava maturando. Oggi quella preoccupazione è sotto gli occhi di tutti. Noi vogliamo creare le condizioni per fare finalmente chiarezza e per uscire dal caos contabile secondo le regole e nel pieno rispetto delle procedure”, ha detto.
Nel corso della serata, Nocerino ha anche ripercorso le tappe del proprio cammino politico e amministrativo, rivendicando un’idea di governo fondata su affidabilità e concretezza. “Si vince davvero se sai amministrare, se fai quello che hai promesso, se riesci ad avere un ruolo per la città e non soltanto una funzione di potere”, ha sottolineato, richiamando la necessità di una visione condivisa e di una proposta capace di andare oltre gli schieramenti tradizionali.
Da qui l’appello rivolto alla città, ai professionisti, alle energie civiche e alla cittadinanza attiva, chiamati a contribuire alla costruzione del programma. Un programma che, nelle intenzioni di Nocerino, dovrà nascere dall’ascolto e dal confronto, con un’attenzione particolare al rapporto con le nuove generazioni. Centrale, in questo senso, il riferimento a un vero e proprio patto generazionale con i giovani, considerati una risorsa decisiva per il futuro di Somma Vesuviana.
Competenza, metodo, organizzazione: sono queste le parole chiave indicate dal candidato come bussola del proprio impegno. “La competenza per me non è uno slogan, ma un metodo di lavoro e uno stile di vita”, ha detto Nocerino, rilanciando l’idea di un progetto amministrativo costruito insieme alla comunità.
Tra i temi indicati come prioritari per i prossimi mesi ci sono le scuole, la vivibilità urbana e la ripresa degli investimenti in città. Questioni che, secondo Nocerino, dovranno tornare al centro dell’agenda pubblica per restituire a Somma Vesuviana prospettiva, ordine amministrativo e fiducia.
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La leadership che sale: quando la comunicazione parte dal basso e trasforma il vertice
Comunicare verso l’alto: una competenza strategica
La comunicazione verso il vertice non è improvvisazione. È una competenza che richiede: chiarezza, sintesi, consapevolezza del contesto, capacità di leggere le priorità aziendali, intelligenza emotiva. Non si tratta di “parlare al capo”, ma di costruire un dialogo efficace con chi prende decisioni. Chi padroneggia questa competenza compie un salto qualitativo: smette di essere solo un ruolo operativo e diventa un attore strategico. Il primo passo: capire come pensa il leader Per comunicare in modo efficace verso l’alto, è fondamentale uscire dalla propria prospettiva e adottare quella del leader. Un titolare o un manager vive quotidianamente sotto pressione, con: responsabilità economiche scadenze stringenti necessità di prendere decisioni rapide gestione di più variabili contemporaneamente; ciò significa che il tempo e l’attenzione sono risorse limitate. Un errore frequente dei dipendenti è comunicare in modo: prolisso o poco focalizzato; emotivamente carico, ma poco strutturato. Un messaggio efficace verso il vertice, invece, è: sintetico orientato alla soluzione supportato da dati o esempi concreti allineato agli obiettivi aziendaliDalla lamentela alla proposta: il cambio di paradigma
Uno dei passaggi più trasformativi riguarda il modo in cui vengono portati i problemi. Comunicazione inefficace “Questo processo non funziona, perdiamo un sacco di tempo.” Comunicazione efficace “Ho notato che il processo X ci fa perdere circa 3 ore a settimana. Ho pensato a un’alternativa che potrebbe ridurre i tempi del 30%. Posso mostrarti come?” La differenza è enorme. Nel primo caso: si genera frustrazione si trasferisce il problema si chiede implicitamente al leader di risolvere. Nel secondo: si porta consapevolezza si offre una soluzione si dimostra proattività. Qui emerge il concetto centrale: il dipendente che comunica così sta già esercitando leadership.Leadership comunicativa: un comportamento, non un titolo
Essere leader nella comunicazione significa assumersi la responsabilità del messaggio, del tono e dell’impatto. Vediamo alcune situazioni concrete. Scenario 1: dare un feedback al proprio responsabile Situazione delicata: il capo ha preso una decisione che ha creato inefficienze nel team. Approccio inefficace: evitare il confronto parlarne con i colleghi (lamentela orizzontale) accumulare frustrazione Approccio efficace: “Ho osservato gli effetti della decisione X sul team. In particolare, abbiamo avuto queste difficoltà… Mi chiedevo se possiamo valutare insieme un’alternativa che mantenga l’obiettivo ma migliori l’operatività.” Cosa succede qui? si evita il giudizio si portano fatti si propone collaborazione. Questa è leadership. Scenario 2: chiedere un aumento o una promozione Molti professionisti affrontano questo momento con disagio o improvvisazione. Errore comune: “Lavoro qui da tanto, credo sia giusto un aumento.” Comunicazione strategica: “Negli ultimi 12 mesi ho contribuito a questi risultati concreti… Ho anche sviluppato queste competenze. Vorrei confrontarmi con te sulla possibilità di un’evoluzione del mio ruolo e della mia retribuzione, in linea con il valore generato.” Qui il focus è: valore risultati crescita. Non richiesta emotiva, ma argomentazione professionale. Il ruolo dell’intelligenza emotiva Dire la cosa giusta nel momento sbagliato è, spesso, equivalente a non dirla affatto. Un professionista evoluto sa quando: intervenire in una riunione chiedere un confronto individuale attendere un momento più opportuno. Questa è una forma avanzata di leadership. Il coraggio di esporsi C’è un elemento imprescindibile: il coraggio. Comunicare verso l’alto significa esporsi, uscire da una posizione di comfort, accettare il rischio di non essere accolti. Ma il silenzio ha un costo: idee non espresse problemi non risolti crescita bloccata. Al contrario, chi comunica in modo efficace: aumenta la propria visibilità costruisce credibilità diventa un punto di riferimento.Quando il leader non ascolta Tema realistico e spesso scomodo. Non tutti i leader sono aperti al confronto. Non tutte le organizzazioni favoriscono la comunicazione bidirezionale.
In questi casi, il professionista ha tre possibilità: Adattare il proprio stile trovare modalità più efficaci per farsi ascoltare; costruire alleanze interne condividere idee con altri interlocutori influenti; valutare il contesto capire se l’ambiente consente crescita o meno. La comunicazione è potente, ma non onnipotente. Serve anche lucidità nel leggere il sistema. Dalla comunicazione alla reputazione interna Ogni interazione contribuisce a costruire la percezione che gli altri hanno di noi. Un dipendente che: comunica in modo chiaro porta soluzioni si esprime con rispetto e sicurezza viene percepito come: affidabile competente potenzialmente leader. Questa reputazione è un asset invisibile, ma determinante. Spesso le opportunità non nascono solo dalle performance tecniche, ma dalla capacità di comunicarle. La comunicazione come leva di carriera Molti professionisti restano bloccati non per mancanza di competenze, ma per scarsa capacità di comunicarle. Chi sa comunicare verso l’alto: rende visibile il proprio contributo influenza decisioni accelera il proprio percorso. Non si tratta di “farsi notare” in modo superficiale, ma di portare valore in modo consapevole e strategico. Allenare la competenza Come ogni abilità, anche questa si può sviluppare. La crescita passa dalla consapevolezza. Una nuova cultura organizzativa Quando la comunicazione verso l’alto diventa diffusa, cambia l’intera organizzazione. Si crea: maggiore trasparenza migliore qualità delle decisioni più coinvolgimento senso di responsabilità condivisa. Il leader non perde potere: lo moltiplica. E i dipendenti non “invadono” il suo ruolo.Risanamento e rilancio a Napoli: un’operazione di eccellenza firmata da un team di professionisti
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