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Weekend di verifiche tra Acerra e Frattamaggiore: controllati pregiudicati
Un fine settimana all’insegna dei controlli serrati quello appena trascorso tra Acerra e Frattamaggiore, dove la Polizia di Stato ha messo in campo un dispositivo straordinario per il monitoraggio del territorio.
L’operazione, condotta dagli agenti dei Commissariati locali con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Campania, ha interessato diverse zone delle due città, con posti di controllo e verifiche mirate nei punti ritenuti più sensibili sotto il profilo della sicurezza.
Il bilancio delle attività parla di 124 persone identificate, un dato significativo che testimonia la capillarità dei controlli effettuati. Tra queste, 20 soggetti sono risultati avere precedenti di polizia, elemento che ha richiesto ulteriori accertamenti da parte degli operatori impegnati sul campo.
Parallelamente, sono stati sottoposti a verifica 68 veicoli. Durante le operazioni è emersa almeno una situazione irregolare che ha portato al sequestro amministrativo di un mezzo, a conferma dell’attenzione rivolta anche al rispetto delle normative sulla circolazione.
Sul fronte delle violazioni al Codice della Strada, gli agenti hanno elevato quattro sanzioni, per un totale che si aggira intorno ai 5.300 euro. Un dato che evidenzia come i controlli abbiano riguardato non solo la prevenzione dei reati, ma anche la tutela della sicurezza alla guida.
Nel corso del servizio sono state inoltre controllate quattro persone sottoposte a misure restrittive o a regimi alternativi alla detenzione, per verificare il rispetto delle prescrizioni imposte.
L’iniziativa rappresenta un tassello importante nel rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio. L’obiettivo resta quello di prevenire episodi di illegalità e garantire maggiore tranquillità ai cittadini, attraverso un’azione costante e visibile che proseguirà anche nei prossimi giorni.
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Sparatoria in moto ad Acerra, la rapina che non convince: la posizione dei due feriti
Non solo un episodio di violenza, ma un segnale preciso. La sparatoria avvenuta ad Acerra, in via Regina Sibilla, nel tratto centrale della città tra corso della Resistenza e via Cesare Battisti, assume contorni sempre più chiari con il passare delle ore.
A rimanere feriti sono stati Jacopo Natale, 23 anni, e Alfonso Cerbone, 25 anni, colpiti alle gambe da più proiettili esplosi da sconosciuti arrivati in moto. Entrambi sono ricoverati alla clinica Villa dei Fiori e non versano in condizioni gravi.
Le modalità dell’azione lasciano pochi dubbi: si è trattato di un intervento mirato. I colpi alle gambe richiamano una dinamica tipica delle cosiddette “gambizzazioni”, spesso utilizzate come avvertimento o punizione all’interno di contesti criminali.
Gli investigatori stanno analizzando in profondità il passato dei due giovani. I precedenti per droga rappresentano un elemento centrale nell’inchiesta, così come le loro frequentazioni negli ultimi mesi. Si cerca di capire se possano essere stati coinvolti in contrasti, debiti o cambiamenti negli equilibri legati allo spaccio locale.
La versione fornita dai due – quella di un tentativo di rapina – continua a non convincere. L’azione, infatti, appare troppo organizzata per essere ricondotta a un episodio casuale. Fondamentali saranno le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, già acquisite dagli investigatori.
Il fatto che entrambi siano stati colpiti nello stesso momento rafforza l’ipotesi di un’azione pianificata nei dettagli. Non un incontro casuale finito male, ma un vero e proprio raid con obiettivi precisi.
In questo quadro, Natale e Cerbone non appaiono vittime occasionali, ma figure inserite in un contesto più ampio, dove la violenza diventa strumento di controllo e regolazione dei rapporti.
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Boscoreale, inaugurato il “Centro Giornalistico e Culturale Impastato-Siani”
A Boscoreale , in uno spazio confiscato alla camorra, un presidio di cultura, informazione e legalità. È il primo in Italia con una biblioteca comunale, una sala podcast, il set di una webtv e aree dedicate alla lettura.
Un laboratorio multimediale, un luogo dedicato al sapere e dove si sperimentano diverse forme di comunicazione. È stato inaugurato questa mattina il “Centro Giornalistico e Culturale Impastato-Siani” all’interno di un bene confiscato alla camorra a Boscoreale (Na). Un unicum in Italia: è il primo spazio sottratto alle mafie che al suo interno ospita la biblioteca comunale, una moderna sala podcast, il set della webtv Volwer e aree dedicate allo studio e all’avvicinamento alla lettura dei più piccoli. L’evento si inserisce nella due giorni di promozione della legalità “Sulle orme di Peppino e Giancarlo” tra Boscoreale e Torre Annunziata, parte del più ampio progetto Volwer Lab, che coinvolge 160 alunni di quattro scuole superiori oplontine, finanziato con fondi del NextGeneration Eu su bando del Dipartimento per la Coesione Territoriale.
Presenti al taglio del nastro Giovanni Impastato e Paolo Siani, fratelli dei due cronisti ammazzati per il loro lavoro e l’impegno sociale, il vicepresidente di Regione Campania Mario Casillo, il vescovo di Nola Francesco Marino, il viceprefetto aggiunto di Napoli Aniello De Angelis, il presidente del tribunale di Torre Annunziata Giovanna Ceppaluni, il presidente di CSV Napoli Umberto Cristadoro, il segretario generale aggiunto della FNSI Claudio Silvestri, il segretario generale di Fondazione Polis Enrico Tedesco e la presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone. A fare gli onori di casa la presidente dell’associazione Eiraionos che gestisce il Centro Impastato-Siani, Isabella Manzo, e il sindaco di Boscoreale Pasquale Di Lauro.
Il nuovo presidio della legalità, a pochi passi dal Palazzo di Città, mette a disposizione di tutti gli utenti, non solo quelli del territorio cittadino, la fruizione della biblioteca comunale, concessa in gestione dall’Ente pubblico alla compagine associativa, l’uso della sala conferenza e della sala podcast, gli spazi studio e quelli di lettura dedicati ai bambini. Un moderno polo della cultura e dell’informazione. L’associazione Eiraionos ha portato al suo interno il know-how decennale nel campo giornalistico e formativo, con laboratori scolastici attivi da anni. Nella webtv Volwer, che l’associazione edita dal 2021, diverse generazioni di alunni delle scuole vesuviane hanno avuto modo di avvicinarsi al lavoro del cronista, cimentarsi in interviste a personaggi noti delle istituzioni e della cultura.
«In una fase storica di disaffezione alla lettura, proviamo questa nuova sfida, facendo rivivere la biblioteca e il sapere trasmesso attraverso i libri tradizionali, contaminandoli con gli strumenti del podcast e del video». Ha affermato la presidente di Eiraionos Isabella Manzo, aggiungendo: «Lo spazio sottratto alla camorra vuole essere presidio di legalità, di impegno civile e, ci auguriamo, luogo vissuto quotidianamente da tanti. Siamo onorati che Giovanni Impastato e Paolo Siani hanno colto la nostra sfida e hanno permesso di accostare le storie, il valore e i nomi dei loro fratelli Peppino e Giancarlo al nostro impegno civile».
Per il vicepresidente di Regione Campania Mario Casillo: «Da cittadino sono veramente orgoglioso e contento per l’inaugurazione di un centro culturale di cui ce n’era bisogno. Qui ci sono i libri della vecchia biblioteca, che per anni non sono stati accessibili al pubblico. I ragazzi possono venire qui e possono studiare, è un luogo di aggregazione. È un momento importante, questo è un centro culturale di grande attrattività non solo per la città, per i cittadini di Boscoreale ma per il comprensorio. Siamo vicino a un parco pubblico e immaginiamo, anche qui da noi, di dare la possibilità ai cittadini, di poter prendere un libro e leggerlo nello spazio verde. È un segno di civiltà e grande attenzione alla cultura».
A fare gli onori di casa il sindaco Pasquale Di Lauro: «Oggi è una bella giornata per Boscoreale. Lo Stato ha vinto e vince attraverso la cultura. La camorra si sconfigge grazie alle forze dell’ordine, alla magistratura e con le azioni repressive, ma anche educando alle legalità le nuove generazioni. Boscoreale ha uno spazio chiuso alla camorra e aperto alla comunità nel segno della memoria e della legalità. Qui insieme istituzioni e associazioni facendo squadra potranno mettere in campo tantissime iniziative sociali, culturali e di crescita».
Per Giovanni Impastato, fratello di Peppino: «È stata una grande emozione ritrovarmi con Paolo Siani e raccontare queste grandi storie che si legano tantissimo alle lotte di mafia e camorra. Un’iniziativa sulla memoria di fondamentale importanza soprattutto quando si svolge in un bene confiscato».
Infine Paolo Siani, fratello di Giancarlo: «Voi oggi mi aiutate a trasformare la memoria intima, la memoria di un fratello morto, ucciso così brutalmente dalla mafia, in una memoria collettiva. In quest’area, in questo, in questa zona, in questo paese, in questa città, Giancarlo e Peppino sono ricordati sempre. Se poi pensate che sono due giornalisti uccisi per quello che dicevano o che scrivevano, aver intestato a loro un bene confiscato è ancora più importante, la loro voce continuerà a essere sentita, a parlare attraverso i ragazzi, gli uomini e le donne, che verranno qua a studiare, a leggere, a divertirsi, a parlare, a fare una nuova era, una nuova antimafia sociale».

