Pomigliano d’Arco: dopo 46 anni chiude il Boschetto

Dopo circa 46 anni di attività, chiude una delle prime paninoteche di Pomigliano d’Arco: “Il Boschetto”, situata in via Giovanni Pascoli.

L’annuncio è stato dato qualche giorno fa su Facebook dai figli del proprietario:

“…Dietro ogni birra, ogni risata e ogni serata passata qui, ci sono ricordi che resteranno per sempre. Non è solo la chiusura di un locale, ma la fine di un’epoca che ha lasciato il segno in chi l’ha vissuta…”

Con queste parole hanno voluto ringraziare i clienti e lasciare spazio ai loro messaggi nei commenti.

Per anni, Il Boschetto è stato un vero punto di riferimento per la movida di Pomigliano d’Arco. Molti ricordano come le serate del paese ruotassero attorno a quel locale, diventato una vera e propria tradizione.

I familiari spiegano che probabilmente Pasquale Ciccarelli, storico proprietario scomparso lo scorso 15 ottobre, non avrebbe voluto questa chiusura, ma si è trattato della scelta più giusta: nessuno, dicono, avrebbe potuto portare avanti l’attività come lui.

Per tanti pomiglianesi la notizia ha rappresentato la perdita di un pezzo di storia locale, ma anche l’occasione per ricordare con affetto i bei momenti trascorsi “al Boschetto”.

Fdi, Ambrosio apre la campagna elettorale puntando su agricoltura e turismo

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Grande partecipazione all’apertura della campagna elettorale di Antonio Ambrosio Si è svolta domenica l’apertura ufficiale della campagna elettorale di Antonio Ambrosio, candidato al Consiglio Regionale della Campania per Fratelli d’Italia. L’evento ha registrato una partecipazione numerosa, con una grande presenza di cittadini, amministratori, rappresentanti del mondo produttivo e associazioni del territorio. Sono intervenuti l’eurodeputato Alberico Gambino, che ha sottolineato il valore dell’impegno civico e il radicamento territoriale della candidatura. A concludere è intervenuto Edmondo Cirielli, Viceministro e candidato Presidente della Regione Campania, che ha illustrato le linee guida del programma regionale, basato su sviluppo, sicurezza e valorizzazione delle risorse locali. Gli interventi hanno ricevuto una forte attenzione da parte del pubblico, che ha più volte manifestato consenso e partecipazione attivasoprattutto per Ambrosio che nel suo discorso ha posto al centro l’importanza di una politica vicina alle persone: “La presenza così numerosa di cittadini oggi non è un risultato personale, ma il segnale che questa terra desidera essere ascoltata e protagonista del proprio futuro. La Campania ha potenzialità enormi, che devono tradursi in lavoro, servizi e opportunità reali, soprattutto per i giovani”. La mattinata si è conclusa tra saluti, confronti e momenti di dialogo diretto con i partecipanti, in un clima di forte partecipazione e comunità. La campagna proseguirà nei prossimi giorni con incontri nei comuni del territorio, confronti pubblici e tavoli tematici dedicati ad agricoltura, sicurezza e turismo.

Somma Vesuviana, giovane tenta di lanciarsi dal Monte Somma: salvato dai carabinieri

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  Attimi di forte tensione nella notte tra domenica e lunedì a Somma Vesuviana, dove un ragazzo di 22 anni ha tentato di togliersi la vita affacciandosi sul dirupo del Monte Somma, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. L’intervento tempestivo dei carabinieri ha impedito che l’episodio si trasformasse in tragedia.   L’allarme e l’intervento Poco prima dell’una è giunta alla centrale operativa dei carabinieri di Castello di Cisterna una segnalazione di emergenza. Immediatamente una pattuglia del Nucleo Radiomobile, insieme ai militari della stazione locale, si è recata in via Santa Maria delle Grazie, una zona panoramica nota per l’affaccio diretto sul pendio vulcanico.   Arrivati sul posto, i militari hanno trovato il giovane in grave pericolo: era già oltre la recinzione protettiva e veniva trattenuto con difficoltà da alcuni presenti che avevano assistito alla scena.   Il salvataggio Per circa un’ora i carabinieri hanno dialogato con il ragazzo nel tentativo di calmarlo. Quando si è presentata l’occasione favorevole, si sono avvicinati lentamente, afferrandolo e tirandolo via dalla zona di rischio. I presenti hanno accolto il momento finale del salvataggio con commozione e sollievo.   Il 22enne, in stato di forte agitazione e provato anche dal freddo, è stato affidato al personale del 118 e trasferito all’ospedale di Torre del Greco, dove è stato sottoposto alle cure necessarie.   Un luogo segnato da un precedente Il punto da cui il giovane aveva tentato di lanciarsi è già noto per un episodio tragico avvenuto nel 2022, quando una studentessa perse la vita. Nonostante la presenza di protezioni, la zona resta estremamente pericolosa per chi si sporge oltre il limite.   Il riconoscimento agli operatori Secondo quanto riferito, il giovane attraversava un momento personale molto difficile. I cittadini presenti hanno sottolineato il coraggio e la prontezza dei carabinieri, che non hanno esitato a esporsi per salvare una vita.   Questa notte, grazie al loro intervento, la storia ha avuto un esito diverso.    

Saviano: la Stradale sequestra un’auto a noleggio con targhe straniere e denuncia il conducente.

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Saviano: la Polizia Stradale sequestra un’auto a noleggio con targhe straniere e denuncia il conducente. Nella giornata di domenica, la Polizia di Stato ha denunciato un 27enne di Nola per riciclaggio, poichè trovato in possesso di un’auto a noleggio con targhe spagnole e dati identificativi contraffatti. In particolare, gli agenti del Distaccamento Polizia Stradale di Nola hanno effettuato un controllo al conducente di un’autovettura, immatricolata in Spagna, a seguito del quale è emerso che la carta di circolazione fornita dall’uomo è risultata irregolare nei caratteri e nelle tecniche di stampa, confermate anche dal telaio identificativo del veicolo; pertanto, l’auto è stata sottoposta a sequestro e il conducente denunciato. L’operazione si è inserita in un più ampio piano di controlli della Polizia Stradale volto a contrastare il traffico di veicoli rubati e contraffatti, che negli ultimi mesi ha portato al sequestro di numerose auto e alla loro restituzione ai legittimi proprietari.  

Famiglia ripresa a Pontecitra mentre scarica un’intera camera in legno

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Continuano senza sosta le attività della Polizia Locale di Marigliano nel rione Pontecitra, area già da tempo al centro di interventi mirati contro l’abbandono illecito dei rifiuti e i fenomeni di microcriminalità giovanile. Nelle ultime ore, gli agenti guidati dal Comandante Emiliano Nacar hanno acquisito nuove immagini di particolare gravità: un’intera famiglia è stata ripresa mentre, a piedi, trasportava e abbandonava in strada una camera da letto in legno, composta da più elementi. Le immagini, definite “raccapriccianti e inaccettabili” dagli stessi operatori, mostrano la sistematicità di comportamenti che arrecano un danno ambientale e decorativo a tutta la comunità. «Non arretriamo di un passo» ha dichiarato il Comandante Nacar. «Questa attività è evidentemente organizzata per eludere i controlli e aggirare la campagna in corso contro gli sversamenti abusivi. Tuttavia, grazie a un lavoro costante e all’incrocio di diverse fonti investigative, stiamo già risalendo all’identità dei responsabili». Parallelamente, la Polizia Locale ha concluso un’altra attività significativa: è stato individuato il venditore ambulante che, nelle scorse settimane, riforniva alcuni ragazzini frequentatori del playground del sabato sera con piccoli coltelli. Un fenomeno segnalato più volte dai residenti, preoccupati dalle possibili implicazioni in termini di sicurezza. «È un comportamento che contrasteremo con fermezza» aggiunge Nacar. «La tutela dei minori e degli spazi pubblici è una priorità. Stiamo potenziando il sistema di videosorveglianza e continueremo con interventi mirati, controlli e presenza costante sul territorio». La Polizia Locale invita i cittadini a collaborare, segnalando episodi e fornendo informazioni utili. «La legalità è un patto collettivo. Solo insieme possiamo restituire dignità e vivibilità ai nostri quartieri» conclude il Comandante.

Dalla City a Nola: il viaggio di Antonio Polise, il sommelier sommese che ha realizzato il suo sogno con “L’Enoteca Polise”

Antonio Polise,  dopo 10 anni in Inghilterra, dove ha lavorato fianco a fianco con i sommelier più famosi, ha deciso di fermarsi a Nola per affrontare una nuova sfida: l’apertura di un’enoteca

Con questa enoteca Antonio ha coronato un sogno che aveva da tempo: aprire una sua attività sul territorio nolano.  Gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio,  per  scoprire le tappe più importanti della  sua  carriera e sapere qualcosa di più su questa nuova avventura.

Antonio, parlaci di questa attività, come si chiama e dove si trova

“L’attività si chiama ‘Enoteca Polise’ e si trova a Nola in Via Saviano. Questa attività nasce a seguito del mio ritorno da un’esperienza in Inghilterra durata 10 anni. Tutte le esperienze le ho volute racchiudere in una sorta di ‘bomboniera’ (come la chiamo io). Nell’enoteca si può trovare  infatti una selezione di tutto ciò che ho assaggiato negli anni e di tutto quello che ho imparato durante studi e  viaggi. Nella mia enoteca si possono trovare ben 500 etichette, di cui 350 straniere. Ogni etichetta ha un’abbinamento scelto che si trova in un menù di cibi freddi: troviamo taglieri, ciabatte, bruschette e poi c’è una selezione gourmet composta da crudi di mare come ostriche, caviale e anche tartare e carpacci, sia di mare che di terra. Tutti gli abbinamenti li faccio personalmente quando il cliente si siede al tavolo. Il concetto della mia attività è molto semplice ed è  abbordabile a tutti. Ogni piatto che creo nasce dagli esempi che ho visto nei vari ristoranti in cui ho lavorato e ogni vino è l’essenza di ogni posto che ho visitato.”

Come mai il nome “Enoteca Polise” e perché proprio Nola?

“Ho deciso di chiamare la mia attività ‘Enoteca Polise’ perché a Somma Vesuviana, la città in cui sono nato e cresciuto,  il mio cognome  è molto conosciuto grazie a mio padre e a mio nonno che hanno sempre lavorato con il vino facendosi conoscere ed apprezzare nei comuni vesuviani e nolani e non solo . Mio padre ha sempre comprato uva e prodotto vino per la clientela e , quando sono partito,  avevo l’idea di creare qualcosa di diverso e di scoprire in profondità il  variegato e complesso mondo del vino. Sono sempre stato supportato da mio padre, anzi lui è stato il primo a credere nel mio sogno di uscire fuori dai confini italiani e  di andare a Londra. Mio padre è stato un riferimento prezioso  per il primo corso che ho fatto per diventare sommelier: l’AIS nel 2015. Da lì ho capito che piaceva anche a me questo mondo, dopo una breve parentesi di calcio durata 5 anni, dal 2010 al 2015. Da qui inizia la mia carriera a Londra e ho scelto questo nome per portare avanti il nome di famiglia e per espanderci oltre i confini di Somma. Ho scelto la città di Nola perché, per il concetto che ho voluto creare, secondo me era la città più idonea dato che è un luogo che negli ultimi anni è in via di sviluppo.”

Hai scelto questo tipo di attività perché ne sei appassionato?

“Si, diciamo che la passione è nata un po’ per caso. Quando ero piccolo mio padre voleva che io e i miei fratelli diventassimo dei calciatori di serie A,  cosa che penso  ogni padre vuole quando manda i figli a scuola calcio. In realtà ero arrivato anche a un buon livello, però poi crescendo ti rendi conto di cosa ti piace davvero. Già a 18/19 anni mi sono reso conto  che non mi piaceva più giocare a calcio e così ho deciso di lasciare. Da quel momento  ho provato tantissime cose, ho provato a fare il pizzaiolo, il personal trainer, il modello, il cameriere e poi mi sono accorto che quanto più  lavoravo e aiutavo mio padre tanto più cresceva la passione per il settore del vino. E così io e  mio fratello abbiamo iniziato a frequentare corsi  AIS e da lì ho capito che davvero mi appassionava questo mondo.  Ormai ne ero certo: volevo fare il  sommelier e ho iniziato a far esperienze a   a Somma in qualche ristorante e wine bar, ma  col tempo ho  capito che per arrivare ad alti livelli  dovevo andare via e imparare da persone che davvero ne sanno di vini.  Da qui l’inizio del mio viaggio a Londra. Inizialmente ho avuto delle difficoltà per colpa della lingua e per i primi 6-7 mesi ho lavorato come pizzaiolo, proprio per imparare l’inglese. Poi ho fatto delle esperienze in ristoranti importanti  e ho  avuto l’opportunità di conoscere una persona molto influente nel mondo del vino, il presidente dell’Associazione Italiana Sommelier in UK Andrea Rinaldi. Lo ringrazierò sempre perché grazie a lui ho potuto partecipare e formarmi e, finalmente,  ho potuto lavora come sommelier .  Poi, la svolta : un lavoro al  Savoy Hotel, proprietà di Gordon Ramsay, dove ho sempre sognato di lavorare.  Ho bruciato le tappe nella mia carriera al Savoy e da aiuto sommelier che ero nel 2018, dopo tre anni, divenni capo sommelier. Nel mentre, in questi anni ho preso altri diplomi da sommelier.  Ho lavorato sodo e a  27 anni  ero già capo e quindi mi diedi un altro obiettivo che mi spronava sempre di più. Lasciai il Savoy perché volevo fare un’esperienza da solo e provai a fare il capo sommelier in un ristorante stellato. Venni poi chiamato da Le Sirenuse a Positano per gestire la loro cantina per l’estate, durante l’anno del Covid. Dopo questa esperienza mi resi conto che non volevo lavorare come sommelier in Italia e tornai a Londra. Durante il periodo in Italia ho iniziato a scrivere il mio libro The Perfect Match nel quale insegnavo l’abbinamento cibo-vino.

A Londra ho anche aperto una mia compagnia di birre artigianali che oggi  sono  considerate le migliori sul territorio inglese.  L’adrenalina e l’entusiasmo per questo  lavoro mi ha letteralmente travolto al punto che ho assunto il ruolo di  Direttore di vino.  Ho Iniziato a lavorare come capo sommelier in un ristorante cinese e, nel giro di 3 anni , divenni direttore di tutti i ristoranti della compagnia.  Ormai i tempi erano maturi per realizzare il mio sogno: tornare  a “casa” per aprire  la mia attività con il supporto di una  compagnia di birra, una holding, e così importo anche  i vini dall’Inghilterra all’Italia. La passione, come dicevo, mi è stata tramandata involontariamente da mio padre e ne ho fatto un lavoro. Ho aperto anche un’altra compagnia, tramite la quale esporto dall’Inghilterra del tè frizzante freddo e tè artigianali inglesi. In enoteca ho anche una selezione di candele profumate ricavate dalle bottiglie di vino. Le produce un artigiano di Newcastle che, in base ai sentori del vino che gli riferisco, crea la candela. Al momento gestisco cinque società, sono ancora capo direttore dell’attività a Londra e proprietario dell’Enoteca Polise. Ho frequentato le migliori scuole e vinto diversi premi in questo ambito, come il Top Sommelier UK per  due anni al 30º e 33º posto. Ma non intendo fermarmi,   ho intenzione di creare una catena di enoteche in tutta Italia caratterizzate dal giusto  abbinamento cibo-vino e degustazione, un’enoteca  dove si può degustare al tavolo  ma anche comprare la bottiglia di vino .”

Grandi obiettivi, dunque. Complimenti! Quando è stata inaugurata la tua enoteca a Nola?

“L’inaugurazione è stata fatta un paio di settimane fa e l’attività ora è aperta al pubblico. Gli orari dell’enoteca sono dal lunedì al venerdì dalle 16:30 alle 22:30 e sabato e domenica tutta la giornata. L’inaugurazione è stata una bella soddisfazione, ho inviato solo le persone più care e in quell’occasione, ricca di emozioni,  ho capito chi ha davvero cura del mio lavoro e  chi ha sinceramente apprezzato  quello che ho fatto. Sono venute persone da Londra, nonché produttori importanti come Piero Mastroberardino. Nell’enoteca c’è una selezione di 40 vini al bicchiere al Coravin, è un macchinario che permette di togliere il vino dalla bottiglia senza aprirla e dà la possibilità a tutti di assaggiare vini provenienti da ogni parte del mondo senza la paura di spendere cifre da capogiro. L’enoteca  sarà anche un luogo didattico. Infatti, da gennaio a marzo inizierò dei corsi  proponendo  la metodologia del mio libro, ovvero lo studio accurato dell’abbinamento cibo-vino”.

Brusciano, arrestato con 49 dosi di droga e soldi

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Brusciano: i carabinieri arrestano 29enne per spaccio I Carabinieri della stazione di Brusciano hanno arrestato Ciro Mennone, 29enne di Soccavo già noto alle forze dell’ordine, per spaccio. Fermato e controllato è stato trovato in possesso di 49 dosi di varie sostanze stupefacenti tra hascish, cocacina e marijuana pronte per essere vendute e 670 euro in contanti. La particolarità? Tutte banconote di piccolo taglio che hanno fatto pensare ai militari che derivassero dall’attività illecita svolta dall’uomo. Droga e denaro sono stati sequestrati. L’uomo, trasferito in carcere, è ora in attesa di giudizio.

Marigliano, il caso di Saverio. Il padre: “Mio figlio autistico lasciato senza sostegno”

Riceviamo dal signor Giuseppe Guarnaschelli, papà di Saverio, e pubblichiamo

Il docente stabile (18 ore) trasferito dopo 30 giorni, sostituito da due insegnanti diversi. La famiglia: “Violata la continuità didattica”. Nessuna risposta dal Ministero. MARIGLIANO (NA), 10 novembre 2025Questa mattina Saverio è tornato a scuola. Dopo tre settimane di assenza forzata, il bambino autistico di 11 anni ha varcato di nuovo il cancello dell’Istituto Comprensivo “Don Milani – Aliperti” di Marigliano. Ma non è un lieto fine: il rientro avviene con un orario ridotto. “È un reinserimento graduale, l’unico modo per tutelare nostro figlio dopo quello che è successo”, spiega il padre Giuseppe Guarnaschelli. “Ma non è quello che vogliamo. È quello che siamo stati costretti ad accettare.” A settembre Saverio aveva iniziato la prima media con entusiasmo: un docente di sostegno stabile per 18 ore settimanali e un secondo insegnante per altre 5 ore. Aveva costruito fiducia, mostrava serenità, partecipava alle attività. L’inclusione, per una volta, sembrava funzionare davvero. Poi, dopo appena 30 giorni, tutto è crollato.  

Il trasferimento improvviso: “Nessuno ci ha avvisati”

Il 13 ottobre, la famiglia scopre per caso che il docente di sostegno (18 ore) è stato trasferito d’ufficio dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli, a seguito dello spostamento di un altro alunno con disabilità. Nessuna comunicazione preventiva ai genitori, nessun coinvolgimento del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione), come invece impone il D.M. 182/2020. “Da un giorno all’altro hanno spezzato un legame educativo fondamentale per un bambino autistico”, racconta il padre Giuseppe Guarnaschelli. “Saverio aveva finalmente trovato una routine, un punto di riferimento. E la burocrazia l’ha distrutto in un attimo, senza nemmeno avvisarci. Mio figlio non è un numero in una graduatoria.”

Due insegnanti, dieci sostituzioni, una crisi

Dal 14 ottobre, Saverio viene affidato a due insegnanti diversi con orari frammentati (oltre alla docente da 5 ore già presente). In meno di dieci giorni si susseguono oltre dieci sostituzioni. Il 21 ottobre arriva l’epilogo: durante una crisi in classe, Saverio sposta un banco che colpisce un compagno, trasportato in ospedale per controlli, per fortuna tutto bene. “Nostro figlio non aveva mai avuto comportamenti violenti a scuola”, spiega la madre Felicetta Esposito. “Ma in quella settimana abbiamo visto regredire tutto: comportamenti, serenità, persino i progressi fatti in anni di terapie. In pochi giorni è stato distrutto tutto.” Da quel giorno, Saverio non torna più a scuola. Per tre settimane resta a casa, mentre la famiglia cerca di capire come ricostruire ciò che si è frantumato.

 Una legge violata, un diritto negato

Il caso di Saverio mette in luce una violazione sistematica della continuità didattica, principio sancito da:
  • Legge 104/1992 (artt. 12 e 13) – diritto alla continuità educativa
  • 461 del D.Lgs. 297/1994 – divieto di sostituzione del docente dopo 20 giorni di servizio
  • M. 66/2017 e D.M. 182/2020 – obbligo di stabilità del personale di sostegno
  • M. n. 32 del 26 febbraio 2025 – disposizioni sulla continuità didattica e divieto di frammentazione dell’orario di sostegno
  • Linee Guida MIUR del 4 agosto 2009 – divieto di frazionamenti e rotazioni del sostegno
Il recente D.M. 32/2025, emanato pochi mesi fa, ribadisce con forza l’obbligo di garantire la continuità del docente di sostegno e vieta espressamente la frammentazione dell’orario su più insegnanti, proprio per evitare situazioni come quella vissuta da Saverio. “La legge c’è, ed è stata anche rafforzata quest’anno”, denuncia Giuseppe Guarnaschelli, che ha documentato tutto in una serie di PEC inviate al Ministero dell’Istruzione e del Merito, all’Ufficio Scolastico Regionale della Campania e al Difensore Civico regionale. “Ma viene sistematicamente ignorata. È come se non esistesse.”  

Il silenzio del Ministero

A quasi un mese dai fatti, l’unico ente che ha risposto è stato l’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli, confermando il trasferimento per “esigenze organizzative” ma ignorando completamente l’impatto educativo e psicologico sul bambino. Anche il Ministero della Disabilità ha risposto alla nostra richiesta dandoci supporto e indicazioni   Dal Ministero dell’Istruzione: silenzio totale. “Abbiamo fatto tutto secondo le regole”, sottolinea il padre. “Abbiamo inviato PEC, chiesto trasparenza, citato le normative – compreso il decreto di febbraio 2025 che dovrebbe impedire proprio queste situazioni. Ma il Ministero non risponde. È come se i diritti di Saverio non esistessero.”

Il rientro “protetto” di oggi

Dopo settimane di confronti con la scuola, stamattina (10 novembre) il bambino è tornato in classe con un piano di reinserimento graduale: “Non è quello che vogliamo per Saverio”, spiega Giuseppe Guarnaschelli. “Ma è l’unica soluzione per garantirgli la presenza stabile dello stesso docente e una routine prevedibile. Dopo tre settimane di isolamento, dobbiamo procedere con estrema cautela per evitare nuove crisi.” La famiglia confida che, con il supporto della specialista e con un miglioramento dell’organizzazione scolastica, si possa programmare in tempi ragionevoli un progressivo aumento della frequenza. “Ma serve stabilità”, sottolinea la madre Felicetta. “Saverio non può continuare a essere una vittima della burocrazia.”

Una storia che ha toccato migliaia di persone

La vicenda ha suscitato grande attenzione mediatica e solidarietà sociale. Il caso è stato raccontato in TV su Prima Tivvù (rete campana) nell’intervista a Giuseppe Guarnaschelli, visibile al link: 🎥 https://youtu.be/GnhP0AN9u58?si=YPsoqA2cUjZFXPV- Sui social, la storia di Saverio è stata condivisa da numerose realtà nazionali, tra cui:
  • Gli amici di PizzAut, progetto simbolo dell’inclusione lavorativa delle persone autistiche
  • L’associazione Mototerapia guidata dal Dott. Luca Nuzzo
  • L’On. Davide Faraone, Presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza
Anche diversi influencer e genitori di ragazzi con autismo hanno condiviso la storia, contribuendo a farla arrivare a migliaia di persone in tutta Italia. “Non siamo soli”, commenta Felicetta Esposito. “Ogni giorno riceviamo messaggi di genitori che vivono la stessa situazione. L’inclusione non può essere una parola nei documenti, ma un impegno concreto quotidiano.”

 Le richieste alla politica

La famiglia Guarnaschelli chiede al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara:
  1. Il ripristino immediato della cattedra di sostegno unica a tempo pieno (18 ore) per Saverio
  2. L’apertura di un’istruttoria ministeriale per verificare la violazione della continuità didattica e del D.M. 32/2025
  3. L’invio di ispettori ministeriali presso l’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli
  4. L’adozione di linee guida nazionali vincolanti per impedire trasferimenti arbitrari dei docenti di sostegno e garantire l’applicazione effettiva del D.M. 32/2025
“Saverio ha diritto a un’istruzione dignitosa, non a essere trattato come una pratica amministrativa”, conclude Giuseppe Guarnaschelli. “Chiediamo giustizia non solo per nostro figlio, ma per tutti i bambini con disabilità che ogni giorno vengono sacrificati sull’altare della burocrazia.” “Il Ministero ha emanato a febbraio un decreto che avrebbe dovuto impedire esattamente quello che è successo a Saverio. Eppure è accaduto lo stesso. A che serve fare leggi se poi non vengono applicate?” Per contatti e documentazione: Giuseppe Guarnaschelli 📧 giuseppe.guarnaschelli@pec.it 📞 339 589 9271 Documentazione disponibile: PEC inviate al Ministero, comunicazioni dell’USP Napoli, relazioni presentate al GLO, cronologia dettagliata degli eventi. (FOTO:RETE INTERNET)  

Anche quest’anno il Liceo “A. Diaz” di Ottaviano premia le “eccellenze”. Lo faceva già nel 1898

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Il Convitto “Alfano”, fondato nel 1877, divenne poi Ginnasio “pareggiato” Chierchia, e nel 1921 Regio Ginnasio Statale “G. Leopardi”. Successivamente l’Istituto venne intitolato ad Armando Diaz, che aveva soccorso gli Ottajanesi durante e dopo l’eruzione del 1906, e anche per ricordare i numerosi ex alunni che erano caduti da eroi nella Prima Guerra Mondiale. Da sempre l’Istituto è un punto di riferimento per il sistema sociale e culturale del Vesuviano. L’articolo citato fu pubblicato nel 1898 sul giornale “la Colonna”.   Venerdì 7 novembre, nel corso di una manifestazione ravvivata dall’amicizia, dall’amore per la cultura e dal fascino della rimembranza, la Dirigente del Liceo, prof.ssa Fabiana Esposito, ha consegnato gli attestati di onore e di merito agli studenti che hanno superato gli esami di Stato 2024-2025 con la votazione di “100 e lode” e a quelli che hanno ottenuto la stessa votazione, ma senza la lode. Un “attestato di riconoscimento” hanno meritato gli studenti che si sono distinti “per media scolastica nelle classi parallele dei vari indirizzi del biennio e del triennio liceale”. Un “attestato di merito” la Dirigente Scolastica ha consegnato anche agli alunni “che sono risultati vincitori in competizioni nazionali, regionali e locali”, mentre quelli “che hanno conseguito certificazione Cambridge IGCSE” hanno ricevuto il documento del loro successo. Insomma, un riconoscimento è toccato a decine di alunni, e la serata è stata illuminata dai sorrisi di gioia dei genitori, -molti dei quali erano stati alunni dell’Istituto -, dagli scrosci ininterrotti degli applausi, dagli abbracci, da un vivo “sentimento” della comunità: un sentimento prezioso, in un momento in cui la società pare umiliata dallo stolido egoismo dei molti che non sono più capaci di “vedere” l’esistenza degli altri. Gli alunni “eccellenti” del Liceo sanno che al loro successo contribuiscono i docenti e il sistema dell’Istituto, ma anche il quotidiano confronto con i compagni di classe e con la realtà della Scuola. Nel 2017 commentai, in un articolo, la foto di una classe del Liceo, la III B di quaranta anni prima, in cui tutti i ragazzi si stringono intorno al prof. Moccia e al prof. Carbone, e già nel titolo invitai i lettori a osservare la filosofia delle mani e la poesia degli abbracci (immagine in appendice). Il Liceo “A. Diaz” fu e continua ad essere un importante punto di riferimento per la cultura e per la società non solo di Ottaviano, ma dell’intero territorio vesuviano. E il giornalista che nel 1898 pubblicò l’articolo sul giornale “la Colonna” scrisse parole che hanno valore ancora oggi: “La festa fu indimenticabile perché vi concorsero cuore e mente, pensiero e sentimento, ingegno, scienza e arte, perché vi concorse tutto ciò che c’è di bello, di buono e di confortevole nella vita triste che meniamo. Tutto ciò che ci riunisce – membra sparse raminghe nel mondo – in un sol luogo, in una sola ora, riuniti intorno a un caro compagno, pendenti dalle labbra di un venerato erudito, famiglia unica che si ricongiunge volentieri nell’abbraccio consolante e fa voti alla riuscita completa e intera dell’Ideale altissimo comune”. Forse è vero: il mondo, alla fine, è nella sua sostanza sempre lo stesso. E lo conferma il giornalista raccontando che arrivarono a Ottajano da tutto il territorio decine di genitori, di ragazzi, di “uomini di penna”, e sopportarono la lentezza dei treni della nuova linea Vesuviana: i treni erano lenti già allora. Parteciparono alla festa del 1898 i sindaci e gli assessori dei Comuni vesuviani, i politici napoletani, il vescovo di Nola mons. Agnello Renzullo, accolti dal sindaco di Ottajano Ernesto Menichini, che fu un grande sindaco. Il buffet fu organizzato da una famosa pasticceria napoletana, quella dei Santangelo, i quali dimostrarono, scrive il giornalista, che ormai “anche sulla cima del monte Somma si poteva consumare paté de viande e gelathine imperiale”. Da ottavianese e da ex alunno del Liceo ringrazio, per la serata, i ragazzi, la signora Dirigente, i docenti. Alla prossima.      

Sant’Anastasia, Showdown : la nuova iniziativa di Rete CIVES e ADS Real Vesuviana

Riceviamo e pubblichiamo: La Rete CIVES e l’ ASD Real Vesuviana danno il via a una nuova attività sportiva e inclusiva dedicata allo Showdown, disciplina pensata per persone cieche e ipovedenti ma aperta a tutti, con l’obiettivo di promuovere lo sport come strumento di integrazione e socializzazione. L’iniziativa si svolge ogni sabato mattina dalle 10:00 alle 12:00 presso la Biblioteca Comunale di Madonna dell’Arco – Sant’Anastasia (NA), e rappresenta un’occasione di incontro e partecipazione per chi vuole conoscere e sperimentare questa disciplina. L’attività rientra nella convenzione firmata tra la Real Vesuviana – parte integrante della rete CIVES – e l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, grazie alla quale vengono avviati percorsi formativi e pratici per studenti e stagisti. Come primo step di questo percorso, la stagista Rossella Riccardi sarà la prima a condurre e coordinare l’attività, affiancata dallo staff della rete CIVES. Il progetto è stato fortemente voluto dal presidente Giuseppe Fornaro, promotore di iniziative che uniscono sport, formazione e inclusione sociale nel territorio vesuviano. Un nuovo passo per diffondere lo Showdown e creare spazi di partecipazione, crescita e inclusione nella provincia di Napoli. Dove: Biblioteca Comunale di Madonna dell’Arco – Sant’Anastasia (NA) Quando: Ogni sabato dalle 10:00 alle 12:00 Contatti Rete CIVES: – Sant’Anastasia (NA) Tel. 081 898 3113 – Cell. 351 090 3222 Email: segreteriacives@gmail.com