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Anche quest’anno il Liceo “A. Diaz” di Ottaviano premia le “eccellenze”. Lo faceva già nel 1898

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Il Convitto “Alfano”, fondato nel 1877, divenne poi Ginnasio “pareggiato” Chierchia, e nel 1921 Regio Ginnasio Statale “G. Leopardi”. Successivamente l’Istituto venne intitolato ad Armando Diaz, che aveva soccorso gli Ottajanesi durante e dopo l’eruzione del 1906, e anche per ricordare i numerosi ex alunni che erano caduti da eroi nella Prima Guerra Mondiale. Da sempre l’Istituto è un punto di riferimento per il sistema sociale e culturale del Vesuviano. L’articolo citato fu pubblicato nel 1898 sul giornale “la Colonna”.

 

Venerdì 7 novembre, nel corso di una manifestazione ravvivata dall’amicizia, dall’amore per la cultura e dal fascino della rimembranza, la Dirigente del Liceo, prof.ssa Fabiana Esposito, ha consegnato gli attestati di onore e di merito agli studenti che hanno superato gli esami di Stato 2024-2025 con la votazione di “100 e lode” e a quelli che hanno ottenuto la stessa votazione, ma senza la lode. Un “attestato di riconoscimento” hanno meritato gli studenti che si sono distinti “per media scolastica nelle classi parallele dei vari indirizzi del biennio e del triennio liceale”. Un “attestato di merito” la Dirigente Scolastica ha consegnato anche agli alunni “che sono risultati vincitori in competizioni nazionali, regionali e locali”, mentre quelli “che hanno conseguito certificazione Cambridge IGCSE” hanno ricevuto il documento del loro successo.

Insomma, un riconoscimento è toccato a decine di alunni, e la serata è stata illuminata dai sorrisi di gioia dei genitori, -molti dei quali erano stati alunni dell’Istituto -, dagli scrosci ininterrotti degli applausi, dagli abbracci, da un vivo “sentimento” della comunità: un sentimento prezioso, in un momento in cui la società pare umiliata dallo stolido egoismo dei molti che non sono più capaci di “vedere” l’esistenza degli altri. Gli alunni “eccellenti” del Liceo sanno che al loro successo contribuiscono i docenti e il sistema dell’Istituto, ma anche il quotidiano confronto con i compagni di classe e con la realtà della Scuola. Nel 2017 commentai, in un articolo, la foto di una classe del Liceo, la III B di quaranta anni prima, in cui tutti i ragazzi si stringono intorno al prof. Moccia e al prof. Carbone, e già nel titolo invitai i lettori a osservare la filosofia delle mani e la poesia degli abbracci (immagine in appendice). Il Liceo “A. Diaz” fu e continua ad essere un importante punto di riferimento per la cultura e per la società non solo di Ottaviano, ma dell’intero territorio vesuviano.

E il giornalista che nel 1898 pubblicò l’articolo sul giornale “la Colonna” scrisse parole che hanno valore ancora oggi: “La festa fu indimenticabile perché vi concorsero cuore e mente, pensiero e sentimento, ingegno, scienza e arte, perché vi concorse tutto ciò che c’è di bello, di buono e di confortevole nella vita triste che meniamo. Tutto ciò che ci riunisce – membra sparse raminghe nel mondo – in un sol luogo, in una sola ora, riuniti intorno a un caro compagno, pendenti dalle labbra di un venerato erudito, famiglia unica che si ricongiunge volentieri nell’abbraccio consolante e fa voti alla riuscita completa e intera dell’Ideale altissimo comune”. Forse è vero: il mondo, alla fine, è nella sua sostanza sempre lo stesso. E lo conferma il giornalista raccontando che arrivarono a Ottajano da tutto il territorio decine di genitori, di ragazzi, di “uomini di penna”, e sopportarono la lentezza dei treni della nuova linea Vesuviana: i treni erano lenti già allora.

Parteciparono alla festa del 1898 i sindaci e gli assessori dei Comuni vesuviani, i politici napoletani, il vescovo di Nola mons. Agnello Renzullo, accolti dal sindaco di Ottajano Ernesto Menichini, che fu un grande sindaco. Il buffet fu organizzato da una famosa pasticceria napoletana, quella dei Santangelo, i quali dimostrarono, scrive il giornalista, che ormai “anche sulla cima del monte Somma si poteva consumare paté de viande e gelathine imperiale”. Da ottavianese e da ex alunno del Liceo ringrazio, per la serata, i ragazzi, la signora Dirigente, i docenti. Alla prossima.

 

 

 

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